Pausanias.

DESCRIZIONE DELLA GRECIA.

Volume 4.
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Traduzione di: Antonio Nibby, Accademia Romana Archeologia.
1818 Vincenzo Poggioli Stampatore, Roma.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
     Fondazione Ezio Galiano onlus
        http:\\www.galiano.it
ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Questo testo  stato curato da: Gianluigi Trivia e Ruggero Volpes per il "progetto Manuzio".
Una iniziativa dell'associazione culturale Liber Liber.
Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito Internet: http://www.liberliber.it/
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Indice.
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APPROVAZIONE.
IMPRIMATUR.
LIBRO DECIMO. Delle cose Fociche.
INDICE GENERALE DELLE MATERIE CONTENUTE NEI QUATTRO VOLUMI.
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Fine Indice.
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APPROVAZIONE
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Per commissione del Reverendissimo Padre Maestro del Sagro Palazzo Apostolico Filippo Anfossi, ho letto il Volume quarto intitolato "Descrizione della Grecia di Pausania" n vi ho trovato cosa alcuna contro la Santa Fede, ed i buoni costumi; anzi sono di opinione, che sia degno della pubblica luce.
Roma San Pietro in Vincoli 9. Settembre 1818.
D. Michele Guidotti Senese C. R. Lettore Emerito di Sagra Teologia, e Filosofia, e Relatore della Sagra Congregazione dell'Indice.
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IMPRIMATUR
Si videbitur Reverendissimus Pater Magister Sacri Palatii Apostolici
Candidus Maria Frattini Archiepiscophus Philippensis Vicesgerens.
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IMPRIMATUR
Fratri Philippus Anfossi Ordin. Praedicaetori Sacri Palatii Apostolici Magister.
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LIBRO DECIMO. DELLE COSE FOCICHE.
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CAPO PRIMO.
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Origine del nome, e situazione della Focide - Guerra de' Focesi co' Tessali - I Focesi passano dal partito de' Persiani a quello de' Greci.
1. Della Focide tutta quella, che  intorno a Titorea, e Delfo,  chiaro che fino da' tempi antichissimi questo nome avesse da un Corintio, Foco figlio di Ornizione. Non molti anni dopo prevalse, che tutta quella ancora che ne' nostri giorni  chiamata Focide avesse un tal nome, sendo passati con una flotta in questo paese gli Eginesi, insieme con Foco di Eaco. Rimpetto al Peloponneso, e verso la Beozia giungono i Focesi al mare da una parte a Cirra arsenale di Delfj, e dall'altra ad Anticira. In quella parte che  avanti al golfo di Lamia i Locrj Ipocnemidj sono di ostacolo che di l ancora i Focesi giungano al mare: imperciocch questi sono, che abitano di l dalla Focide. Di l da Elata poi gli Scarfesi, e di l da Jampoli, ed Abe quelli, che abitano la citt di Opunte, e Cino arsenale degli Opunzj, sono i loro confini.
2. Le cose pi illustri, che in comune abbiano avuto i Focesi sono queste. Ebbero parte nella guerra contro Ilio, e combatterono contro i Tessali prima ancora, che il Persiano contro i Greci si movesse: allora i Focesi mostrarono cose degne di essere rammentate. Imperciocch a Jampoli, dove si aspettavano, che i Tessali avrebbero invaso il loro paese, avendo sepolto idrie di terra cotta, coprendole sopra con terra, attesero la cavallera de' Tessali: questi siccome nulla sapevano dell'astuzia de' Focesi non si avvidero di spingere i cavalli sulle idrie. Ivi i cavalli si azzoppicavano entrando i piedi loro nelle idrie, e gli uomini erano morti, e cadevano dai cavalli. Ma i Tessali salirono in maggiore ira di prima contro i Focesi, si raccolsero da tutte le citt, ed andarono contro la Focide; i Focesi intanto stando molto in timore per tutti i preparativi de' Tessali alla guerra, e non poco per la moltitudine de' cavalli, ed insieme col numero per l'esercizio ne' combattimenti de' cavalli, e de' cavalieri istessi, mandarono a Delfo a domandare al Dio come sfuggire l'imminente periglio; e venne loro l'oracolo:
L'immortal col mortale alla tenzone
Da me si guida ed ambo alla vittoria;
Ma pi il mortale favorisco in quella.
3. Come i Focesi ebbero inteso queste cose, mandarono contro i nemici trecento uomini scelti, e Gelone per condottiere di essi, appena cominciata la notte, ingiungendo loro di osservare le cose de' Tessali pi segretamente che avessero potuto, e di ritornare un'altra volta all'armata per le strade pi sconosciute, e di non cominciare di loro volont la battaglia. Questi scelti soldati perirono tutti insieme essi, ed il loro condottiere Gelone per le mani de' Tessali, calpestati dai cavalli, e dagli uomini uccisi. E la disgrazia di essi colp talmente i Focesi, che erano nel campo, che avendo nello stesso luogo raccolto le donne, i figli, e tutti gli altri beni, che potevano condurre, o portare, ed inoltre le vesti, l'oro, l'argento, e le statue degli Iddii, fecero una grandissima pira, ed in guardia di queste cose lasciarono trenta uomini. Era stato comandato a questi trenta, che se fosse avvenuto ai Focesi di essere nella pugna sconfitti, scannassero le donne, e i fanciulli, e posta tutta la preda, e le ricchezze sul rogo, e datovi fuoco, cos essi ancora perissero, o ammazzandosi vicendevolmente, o gittandosi sulla cavalleria de' Tessali. Ed  per questo fatto, che tutti i consigli crudeli dai Greci, Disperazione Focese si appella.
4. Allora i Focesi uscirono subito contro i Tessali: erano loro capitani Reo Ambrissese, e Daifane Jampolita: costui comandava i cavalli, e l'Ambrissese i fanti. Colui, che avea un grande onore fra i comandanti era Tellia indovino Elo, e le speranze della salute de' Focesi erano tutte appoggiate sopra lui. Come vennero alle mani, allora si present agli occhi de' Focesi quello, che sulle donne, e sui figli avevano stabilito, e che la salvezza loro non era al sicuro, ma fluttuante, e perci vennero ad ogni genere di fatti ardimentosi; avendo essi avuto il favore degli Iddii, riportarono la vittoria pi illustre di quelle di allora, e cos l'oracolo, che i Focesi aveano da Apollo ricevuto fu da tutti i Greci conosciuto. Imperciocch il segno, che secondo il solito si dava dai Capitani nelle battaglie, fu pe' Tessali Minerva Itonia, e pe' Focesi quello che di loro il nome, Foco. Per questa azione i Focesi mandarono come donativi in Delfo, le statue di Apollo, di Tellia indovino, e di tutti quegli altri, che furono loro capitani nella pugna, ed insieme con questi quelle degli Eroi ancora del paese: le immagini sono opere di Aristomedonte Argivo.
5. Anche dopo i Focesi trovarono strattagemmi non inferiori alli primi. Imperciocch mentre si accamparono gli uni contro degli altri nell'ingresso della Focide, cinquecento soldati scelti de' Focesi osservando il cerchio pieno della luna assalirono nella notte i Tessali, sendosi tinti di gesso, e rivestiti di armi imbiancate dal gesso. Allora dicono, che grandissima fu la strage de' Tessali riputando di essere pi qualche cosa di divino, che un'assalto de' nemici, quello che nella notte avveniva. Fu Tellia Elo, che machin queste cose pe' Focesi contro i Tessali.
6. Dopo che in Europa pass l'esercito de' Persiani, dicesi, che i Focesi per necessit entrarono nel partito del Re; ma disertarono dai Persiani, e si schierarono co' Greci nella battaglia di Plata.
 CAPO SECONDO
Multa imposta dagli Anfizioni ai Focesi - Guerra sacra.
1. Ne' tempi seguenti furono essi di multa puniti dagli Anfizioni; n posso bene trovare la verit di questo fatto, se fosse loro imposta la pena per essere colpevoli; o se i Tessali per l'antico odio, che aveano contro di loro furono gli autori, che i Focesi fossero puniti. Sendo essi scoraggiti per la grandezza della pena, e consolandoli Filomelo di Teotimo, non inferiore ed alcuno de' Focesi per dignit (la sua patria era Ledone una delle citt Focesi) mostr loro, che era impossibile per essi pagare la multa, e li persuase ad occupare il tempio di Delfo, dicendo fralle altre ragioni che persuadevano, che per parte degli Ateniesi, e di Lacedemone erano stati sempre in buona pace, che se i Tebani, o qualunque altro avesse con loro attaccato la guerra li avrebbero essi superati col valore, e collo spendere le ricchezze; Queste cose dette da Filomelo non dispiacquero alla moltitudine de' Focesi, o nuocendo loro il Dio, o sendo essi stessi di natura da anteporre alla religione il guadagno.
2. Fecero i Focesi la presa di Delfo, sendo ivi Pritano Eraclida, ed in Atene Arconte Agatocle, l'anno IV. della Olimpidade CV., in cui Proro Cireno vinse allo stadio. Sendosi essi impadroniti del tempio, furono subito ne' Greci radunati fortissimi eserciti di truppe straniere, ed i Tebani apertamente attaccarono con loro la guerra, sendo anche prima in differenza con loro. Il tempo, che dur la guerra fu di dieci anni continui, ed in una guerra cos lunga sovente i Focesi, e le truppe mercenarie, che erano con loro, sovente quelle de' Tebani furono superiori. Datasi per una battaglia presso la citt di Neone, i Focesi furono posti in fuga, e Filomelo nel fuggire gittossi da un alta, e dirupata rupe, e cos perd la vita. Era stata d'altronde dagli Anfizioni la stessa pena imposta a coloro, che aveano il tempio spogliato.
3. Dopo, che Filomelo mor, i Focesi diedero il comando ad Onomarco. All'alleanza de' Tebani pass Filippo di Aminta, e perciocch Filippo vinse la mischia, Onomarco fuggendo, pervenuto al mare ivi dai proprj soldati fu dardeggiato, come quelli che aveano ricevuto la sconfitta per la vilt sua, e per la sua inesperienza nel comandare gli eserciti. Questo fu il fine della vita, che la fortuna diede ad Onomarco.
4. Crearono quindi condottiere con ampia facolt il fratello di Onomarco Faillo. Dicono, che passasse al comando de' Focesi, e questo sogno avesse: fra i donativi di Apollo, vi era una imitazione di antico bronzo di uno cui di gi eransi consunte le carni, e solo restavangli le ossa: si diceva dai Delfj essere un dono di Ippocrate medico; parve adunque in sogno a Faillo di essere simile a questo dotto, e preso da una etisa avver il vaticinio del sogno.
5. Morto Faillo il potere de' Focesi pass in Faleco suo figlio: e dopoch Faleco ebbe l'accusa di usare de' beni sacri in particolare fu deposto. Passato con navi in Creta, insieme con quelli de' Focesi, che aveano il suo partito abbracciato, ed una porzione delle truppe forestiere, assediando Cidonia (perciocch non volevano alla sua richiesta dargli danari) perd la maggior parte dell'armata, ed egli stesso restovvi spento.
 CAPO TERZO
Fine della guerra sacra - Citt Focesi distrutte, e ristaurate - Altre guerre de' Focesi.
1. Dieci anni dopo la presa del tempio, pose Filippo fine alla guerra, Focese, e Sacra chiamata, sendo Arconte in Atene Teofilo, l'anno I. della Olimpiade CVIII., nella quale vinse allo stadio Policle Cireno.
2. Le citt de' Focesi, che furono prese vennero eguagliate al suolo; ed il numero di esse fu: Lila, Jampoli, Anticira, Parapotamj, Panopeo, e Daulide. I nomi di queste fino dagli antichi tempi esisteva, ed entr ne' versi di Omero. Quelle citt poi che l'essere incendiate dall'esercito di Serse rese pi insigni nella Grecia sono Evoco, Caradra, Anficla, Neone, Titronio, e Drima. Le altre ad eccezione di Elata, dapprima non erano illustri, Trachine la Focese, Medeone la Focese, Echedama, Ambriso, Ledone, Fligonio, ed inoltre Sterri. Allora adunque furono rovinate le suddette, e le altre furono ridotte allo stato di villaggio ad eccezione di Abe. Gli Abi non ebbero parte nella empiet, n nella presa del tempio, n nella guerra. Ai Focesi fu proibito di essere presenti nel tempio di Delfo, e nell'adunanza de' Greci, ed il suffragio loro fu dagli Anfizioni dato ai Macedoni. Col tempo per furono le citt ai Focesi riedificate, e dai villaggi furono nelle loro patrie ricondotti, fuorch alcune citt a cui la debolezza loro originale, e la mancanza, nella quale erano allora di danaro, fu di ostacolo ad essere riedificate: gli Ateniesi, ed i Tebani furono quelli, che li ricondussero, prima che i Greci avessero la rotta a Cherona.
3. I Focesi ebbero parte nel combattimento di Cherona; e dopo presso Lamia, ed in Cranone combatterono contro Antipatro, ed i Macedoni. Respinsero i Galli, e l'esercito Celtico, con impegno maggiore degli altri Greci, vendicando il Dio di Delfo, ed in emenda insieme (a mio credere) delle antiche accuse. Questi adunque tali cose fecero degne di memoria.
 CAPO QUARTO
Panopea citt - Tiadi - Citt di Daulide, e suoi monumenti - Distretto Tronide.
1. Da Cherona a Panopea vi sono venti stadj;  questa una citt de' Focesi, se Citt pu nomarsi, non avendo n palazzo publico, n ginnasio, n teatro, n foro, n acqua che ad una fontana discenda; ma dove si abita in tugurj rotondi, simili alle capanne ne' monti, sopra un precipizio. Malgrado ci  questa una citt di confine, e manda deputati al consiglio Focese. Dicono che la citt abbia avuto nome dal padre di Epo:  Focesi poi dicono di essere Flegj di origine, e che dal territorio Orcomenio nella Focide si rifuggiarono. Avendo veduto l'antico recinto di Panopea, credo che sia di sette stadj: e mi vennero in mente i versi, che Omero fece contro Tizio, dove chiama la citt di Panopea insigne pe' cori: e quelli nella pugna sul cadavere di Patroclo dove dice, che Schedio d'Ifito, che sui Focesi regnava, e che da Ettore fu morto, abitava in Panopea. Di questo mi sembr che ne fosse cagione il timore de' Beoti (conciossiach in questo luogo  l'ingresso pi facile dalla Beozia nella Focide), e che ivi abitasse il Re, come servendosi di Panopea per presidio; dall'altro canto non poteva congetturare perch chiam insigne pe' cori Panopea, prima che non ne fui ammaestrato da quelle, che presso gli Ateniesi, Tiadi sono chiamate.
2. Le Tiadi sono donne Attiche, che andando ciascun anno nel Parnasso, esse, e le donne de' Delfj celebrano i misteri di Bacco.  legge, che queste Tiadi nella via da Atene altrove, e presso de' Panopeesi facciano de' cori: e il soprannome da Omero dato a Panopea pare che voglia indicare il coro delle Tiadi.
3. Sulla via hanno i Panopeesi un edifizio non grande di mattoni crudi, ed in esso una statua di marmo Pentelico, che dicono essere Esculapio, ed altri Prometeo: ed adducono del loro discorso de' testimonj. Sul loro dirupo sono delle pietre, e la grandezza loro  di poco minore del carico di un carro, ed hanno il colore di fango, non gi terroso, ma arenoso quale sarebbe di un alveo, o di un torrente; e tramandano un odore, che si avvicina assai a quello della pelle umana: dicono, che queste rimangano ancora di quel fango, di cui fu formata la specie umana da Prometeo.
4. Ivi sul dirupo  il monumento di Tizio, il circuito del tumulo  di circa un terzo di stadio. Nella Odissea havvi il verso:
Sul suolo giace, e nella sua lunghezza
Nove pletri occupava:
Ora dicono, che non cantasse ci Omero della grandezza di Tizio, ma che dove Tizio fu posto, avea il luogo nove pletri di spazio. Cleone Magnesio di quelli, che sono vicini all'Ermo, diceva che quegli uomini non credevano ai paradossi, i quali non si incontravano mai in oggetti, che superano ogni raziocinio: ed egli disse, che era persuaso essere Tizio, ed altri quali la fama li vuole; imperciocch, soggiunse, trovandosi in Cadice, sciolse le vele egli, e tutta l'altra turba dall'isola, secondo l'oracolo di Ercole; come tornava in Cadice, trov un uomo marino rigettato sulla terra: esso occupava lo spazio di cinque pletri, e fulminato dal cielo era stato arso. Costui tali cose diceva. Da Panopea  settanta stadj distante Daulide. Gli abitanti di questa citt non sono molti di numero, ma per statura, e fortezza erano anche a mio tempo i pi approvati de' Focesi. Dicono, che alla citt fosse imposto il nome dalla ninfa Daulide, e che Daulide fosse figlia del Cefisso. V'ha chi ha detto, che il luogo dove fu edificata la citt, avea alberi folti, e che i boschi folti erano dagli antichi chiamati Dauli: e perci Eschilo ancora di Glauco di Antedonio chiam daulo il mento barbuto.
5. In Daulide dicesi, che le donne misero innanzi a Tereo il figlio, e questo fu agli uomini il primo delitto commesso nella mensa. L'upupa poi, in cui la tradizione vuole, che Tereo fosse cangiato  un uccello, che di grandezza supera di poco la cotornice, ma ha sul capo le ali poste in forma di cimiero.  degno di meraviglia, che in questo territorio le rondini non partoriscano n schiudano le ova, e non farebbe ivi una rondine neppure il nido al tetto di una casa. Dicono i Focesi, che a Filomela, uccello anche essa, venne timore di Tereo, e perci si allontan dalla patria di Tereo. I Dauliesi hanno il tempio con statua antica di Minerva: il simulacro di legno pi antico ancora, dicono, che da Progne fosse portato qu da Atene.
6. Nella Daulia  una regione detta Tronide: ivi  l'Eroo dello stipite di questa schiatta: dicono, che questo Eroe sia Santippo, uomo nelle cose di guerra non oscuro; altri vogliono, che sia Foco di Ornizione, di Sisifo. Ha adunque ogni giorno onori, e scannando i Focesi le vittime versano per un foro il sangue nel sepolcro; ivi  rito di consumare le carni. Da Daulide alle cime del Parnasso havvi una salita pi lunga di quella, che da Delfo vi mena, ma non  cos ardua.
 CAPO QUINTO
Strada di Delfo - Delfo, e suo oracolo.
1. Da Daulide voltando alla via, che mena direttamente a Delfo, ed inoltrandosi a sinistra della strada,  un edifizio chiamato Focico, dove da ciascuna citt radunansi i Focesi: l'edifizio  grande, e dentro di esso nella lunghezza vi sono colonne: con gradini si sale dalle colonne a ciascuna parte, e su questi gradini siedono quelli de' Focesi, che si radunano. Alle estremit non vi sono n colonne, n gradini, ma le statue di Giove, Minerva, e Giunone: quella di Giove  assisa, e da ambo i lati veggonsi, a destra Giunone, ed a sinistra Minerva. 
2. Di l avanzandosi, si arriva alla strada detta Schiste; in questa stessa via commise Edipo la uccisione del padre. E facea invero di mestieri, che memorie per tutta la Grecia de' patimenti di Edipo fossero lasciate. Infatti sendo stato dato alla luce, e forategli con subbie i calcagni, lo esposero nella Plateide sul monte Citerone: Corinto, e la regione, che  sull'istmo, fu di Edipo la nudrice: la Focide, e la via Schiste, la scelleragine del suo parricidio sostenne: i Tebani hanno la fama delle nozze illecite di Edipo, e de' delitti di Eteocle. La via Schiste, ed il misfatto commessovi, fu ad Edipo il principio de' mali; e i monumenti di Lajo, e del domestico, che lo seguiva, sono nel centro del trivio, e sopra di essi sono ammonticchiate pietre scelte: dicono, che Damasistrato, che regnava in Plata, s'imbatt ne' cadaveri, che giacevano esposti, e di loro sepoltura.
3. La via grande di l a Delfo diviene pi erta, e pi difficile ad un uomo anche lesto. Molte cose sopra Delfo stesso raccontansi, e pi ancora sull'oracolo di Apollo. Imperciocch dicono, che ne' tempi pi antichi vi era l'oracolo della Terra, e che Dafne dalla Terra per Profetessa vi era stata posta: costei era una delle ninfe del monte. Havvi ne' Greci un poema, i cui versi Eumolpj sono detti, e li attribuiscono a Muso di Antiofemo: si dice adunque in questi, che l'oracolo era in comune di Nettuno, e della Terra, e che questa da se stessa rispondeva, e Nettuno negli oracoli avea per ministro Pircone; i versi dicono cos:
Tosto il detto narrate della Terra
E insieme di Nettun, Pircon ministro.
Dopo affermano, che ci che apparteneva alla Terra, fu da lei concesso a Temide, e che da Temide Apollo l'ebbe in dono, il quale diede a Nettuno invece dell'oracolo Calauria, che  infaccia a Trezene. Udii ancora, che de' pastori s'incontrarono nell'oracolo, e dal vapore furono riempiuti del Nume, ed inspirati da Apollo diedero oracoli.
4.  molto forte, e universale parere, che Femonoe fu la prima poetessa del nume, e la prima cant l'esametro. Beo, donna nazionale, facendo un inno a Delfo disse, che l'oracolo fu al Dio edificato da gente venuta dagl'Iperborei, e fra questi Olene, e che costui d per la prima volta oracoli; ed il primo cant l'esametro: queste cose cant Beo:
Qu il memorando oracolo fissaro
Agio divino, e Pagaso Iperborei.
Ed enumerando gli altri Iperborei, sul fine dell'inno nom Olene:
Olene, che di Febo il primo vate
Il primo ord de' versi antichi il canto.
Ma ci, che a nostra memoria  venuto, non appartiene ad altri, che al vaticinio delle donne.
5. Affermano, che ad Apollo il tempio pi antico fosse fatto di lauro, e che ivi i rami fossero portati dall'alloro, che  in Tempe. Cos questo tempio avrebbe avuto la figura di una capanna, Quindi, secondo ci, che dicono i Delfj, dalle api fu fatto il secondo tempio, cio dai favi di esse, e dalle ali: e dicono, che questo da Apollo fosse agl'Iperborei mandato. Si narra ancora, che edific il tempio un Delfio, di nome Ptera, e perci il tempio ebbe il nome dal fondatore: e da questo Ptera dicono, che una citt di Creta coll'aggiunta di una lettera, Aptera fosse nomata. Imperciocch il racconto, che alla pteri (felce), che cresce su i monti si appartiene, che cio da questa ancora verde intrecciassero il tempio, questo racconto neppure lo aggiungo. Ci, che sul terzo tempio si narra, cio, che era di bronzo, non  nulla da meravigliarsi, poich Acrisio ancora un talamo di bronzo fece alla figlia, e ne' Lacedemonj anche a' nostri giorni si vede il tempio di Minerva Calcieca. Il foro, che i Romani hanno,  una meraviglia per gli altri ornamenti, e presenta il tetto di bronzo: cos il tempio ancora di Apollo non sarebbe fuori della verosimilitudine, che fosse tutto di bronzo. Nelle altre cose la tradizione non ci persuase, cio n che il tempio fosse lavoro di Vulcano, n che vi fossero le cantatrici di oro, che Pindaro cant essere sul tempio:
E di sotto cantavano al soffitto
Le auree donzelle.
Costui cant queste cose ad imitazione (a mio credere) delle Sirene di Omero. N trovai circa il modo, nel quale il tempio venne distrutto, che fosse raccontato nella stessa maniera: imperocch altri dicono, che cadesse in una voragine, altri affermano, che dal fuoco fosse liquefatto. Il quarto tempio fu lavorato da Trofonio, ed Agamede, e rammentano, che fosse fatto di pietra: arse questo, sendo Arconte in Atene Ersiclede, nell'anno I. della Olimpiade LVIII., nella quale vinse Diogneto Crotoniata. Il tempio, che oggi si vede, fu al Dio edificato dagli Anfizioni coi beni sacri, e ne fu l'Architetto un certo Spintaro Corintio.
 CAPO SESTO 
Fondatore di Delfo - Citt di Licorea - Perch Delfo abbia il nome di Pito.
1. Dicono, che la citt antichissima fosse qu edificata da Parnasso, e che costui era figlio della ninfa Cleodora: e siccome agli altri cos detti Eroj, gli attribuiscono per padre il Dio Nettuno, e Cleopompo mortale, ed affermano, che da questo Parnasso fu imposto al monte il nome, e dallo stesso, Parnassio fu nomato il bosco: la divinazione degli augelli, che da quelli alberi volano, soggiungono, che fu un ritrovato di Parnasso, e che questa citt fu coperta dal diluvio, venuto a' tempi di Deucalione.
2. Tutti quelli, che poterono scampare dalla tempesta, nelle caverne de' lupi si salvarono sulle punte del Parnasso, avendo per guida nel viaggio tali bestie, e la citt, che edificarono, fu perci chiamata da loro Licorea. Un altro racconto si aggiunge al primo, che ad Apollo nacque dalla ninfa Coricia Licoro, e da costui la citt Licorea, siccome dalla ninfa l'antro, Coricio fu nominato. Si narrano queste cose ancora: che a Jamo di Licoro nacque una figlia Celeno, e che Delfo, dal quale la citt ebbe l'odierno nome, nacque di Celeno di Jamo, e di Apollo. Altri vogliono, che un tal Castalio indigena ebbe una figlia Tia, la quale fu la prima sacerdotessa di Bacco, e celebr i misteri in onore del Dio, e da questa anche dopo, tutte quelle, che per Bacco divengono furiose, Tiadi furono dagli uomini chiamate: credono adunque, che Delfo sia figlio di Apollo, e di Tia. Altri poi gli danno per madre Melena figlia del Cefisso.
3. Ne' tempi seguenti i vicini, Pito ancora, e non Delfo solo chiamarono la citt: siccome Omero ancora nel catalogo de' Focesi ha cantato. Quelli, che vogliono tessere genealogie in tutte le cose, dicono, che Pizio fosse figlio di Delfo, e credono, che da lui, che regnovvi, la citt il nome avesse. Il racconto pi universale vuole, che qu si corrompesse uno, saettato da Apollo, e che perci la citt avesse il nome di Pito: imperocch in quel tempo dicevano Pythesthai le cose, che si corrompono: e perci Omero cant, che la isola delle Sirene fosse ripiena di ossami, perch quelli uomini, che il loro canto ascoltavano, si corrompevano (epythonto). Quello morto da Apollo dicono i poeti, che fosse un dragone posto dalla Terra alla custodia dell'oracolo. Si racconta ancora, che a Crio, che regnava nella Eubea, nacque un figlio contumelioso, e spogli costui il tempio del Dio, e saccheggi le case de' ricchi. Come veniva un'altra volta contro di loro, i Delfj supplicavano Apollo, che allontanasse da loro il pericolo imminente, e Femonoe, che era allora profetessa, rispose loro in esametri:
Febo la grave sua saetta tosto
Scaglier contro chi il Parnasso guasta,
A lui del sangue purgheran le mani
I Cretesi; ma non morr la gloria.
 CAPO SETTIMO
Saccheggi del Tempio di Delfo - Giuochi Pizj.
1. Pare, che dapprincipio il tempio di Delfo fosse da molte genti insidiato. Questo ladrone Euboese, e negli anni seguenti la nazione de' Flegj, ed inoltre Pirro di Achille lo assalirono; e una porzione dell'armata di Serse, e quelli, che per pi tempo specialmente le ricchezze del Dio invasero, i potenti de' Focesi; e l'esercito de' Galli. E non dovea essere esente da quel disprezzo, che per tutte le cose Nerone mostrava, il quale tolse ad Apollo cinquecento statue di bronzo di Iddii, e di uomini.
2. Rammentano, che il pi antico combattimento, sul quale posero i premj, fu il cantare un inno al Dio: e cant, e vinse al canto Crisotemide da Creta, di cui il padre Carmanore, dicesi, che purgasse Apollo. Dopo Crisotemide ricordano, che vincesse Filammone, e dopo lui Tamiri suo figlio. Di Orfeo poi per i suoi discorsi venerandi sulle iniziazioni, e per altro decoro, e di Museo per la sua imitazione in tutto di Orfeo, dicono, che non vollero mettersi nel combattimento di musica. Ed affermano, che Eleutere riportasse la vittoria Pitica colla sua voce alta, e dolce, e che non cant la sua canzone. Si dice, che Esiodo ancora fosse dal combattimento espulso; perch non ammaestrato ad accompagnare la canzone colla cetra. Omero venne in Delfo per domandare ci, di cui avea bisogno, ma la sua abilit, come che ammaestrato a suonare la cetra, dovea per la disgrazia degli occhi essergli inutile.
3. Nella Olimpiade XLVIII., nella quale vinse Glaucia Crotoniata, nell'anno terzo di essa gli Anfizioni posero de' premj pel canto a suono di cetra, siccome in origine, e vi aggiunsero il combattimento ancora del canto a suon di tibia, e delle tibie: e furono proclamati vincitori un Cefallenio figlio di Lampo nel canto colla cetra, Echembroto Arcade in quello colla tibia, e Sacada Argivo colle tibie; riport questo Sacada due altre vittorie nelle Piziadi, che seguirono questa. Allora diedero ancora per la prima volta i premj agli Atleti, e i combattimenti, che in Olimpia si danno, ad eccezione di quello della quadriga, ed essi stessi fecero la legge, che i fanciulli fossero ammessi al corso lungo, ed al diaulo. Nella Piziade seguente non chiamarono pi ai combattimenti per li premj, ma da quel tempo stabilirono, che il combattimento fosse con corone premiato: e tolsero quello del canto colla tibia, condannandolo perch non era bello ad udirsi, imperciocch il canto colla tibia era un esercizio di tibie mestissimo, ed elegie, e treni a suono di tibie cantati. Me ne fa fede il dono ancora di Echembroto, un tripode di bronzo dedicato ad Ercole in Tebe: avea il tripode l'inscrizione seguente:
ECHEMBROTO ARCADE POSE AD ERCOLE QUESTO DONO AVENDO VINTO N GIUOCHI DEGLI ANFIZIONI, ED AVENDO CANTATO AI GRECI CANZONI, ED ELEGIE.
Per questo fu abolito il combattimento del canto colla tibia. Vi aggiunsero ancora il corso de' cavalieri, e fu proclamato vincitore col carro Clistene tiranno de' Sicionj. Nella ottava Piziade vi furono per legge aggiunti i citaristi a suono muto. E fu coronato Agelao Tegeate. Nella XXIII. Piziade vi aggiunsero il corso armato, ed in esso riport l'alloro Timeneto da Fliunte, cinque Olimpiadi dopo, che Demareto Ereese avea vinto. Nella Piziade XLVIII. stabilirono ancora, che vi fosse il corso della biga; e vinse la biga di Execestide Focese. Nella quinta Piziade dopo questa attaccarono al cocchio i polledri, e venne la prima la quadriga di Orfonda Tebano. Il pancrazio de' garzoni, e la biga de' polledri, ed il polledro senza arnesi, furono ricevuti molti anni dopo degli Eli; il primo nella Piziade LXI., e vinse Laida Tebano: frappostane una dopo di questa, cio nella LXIII. misero il corso col polledro senza arnesi, e nella LXIX. quello colla biga de' polledri: e col polledro senza arnesi fu proclamato Licorma Larisso, e nella biga Tolomeo Macedone: imperciocch del nome di Macedoni, siccome erano, si dilettavano quelli, che in Egitto erano chiamati Re.
4. La corona nella vittoria de' Pizj  di alloro, a mio parere, solo perch la fama ha sparso, che Apollo amasse la figlia del Ladone.
 CAPO OTTAVO
Consiglio degli Anfizioni - Fiume Plisto - Acqua Castalia - Recinto sacro di Apollo.
1. Altri credono, che qu fosse stabilito il consiglio de' Greci da Anfizione di Deucalione, e che da questo quelli i quali vi si radunano ebbero il soprannome di Anfizioni. Ma Androzione, nella storia Attica scrisse, che in origine venivano a Delfo dai luoghi vicini per radunarsi in consiglio dei deputati: e che quelli, che si adunavano erano nomati Anfizioni; e col progresso del tempo prevalse il nome, che oggi hanno.
2. Affermano, che da Anfizione stesso fossero nel comune consiglio della nazione Greca raccolti tutti questi popoli: li Joni, i Dolopi, i Tessali, gli Eniani, i Magnesj, i Maliesi, gli Ftioti, i Dori, i Focesi, ed i Locri che confinano colla Focide, sotto il monte Cnemide. Ma avendo i Focesi occupato il tempio, e dopo dieci anni terminata quella guerra, vi fu un cangiamento ancora negli Anfizioni. Imperciocch i Macedoni trovarono posto fragli Anfizioni, e da quel consesso furono allontanati, la nazione Focese, e de' Dori i Lacedemonj, i quali prima vi aveano parte: i Focesi per cagione della loro scelleratezza, ed i Lacedemonj in pena dell'alleanza de' Focesi. Avendo per Brenno condotto l'esercito de' Galli contro Delfo, i Focesi fra tutti i Greci mostrarono un impegno pi grande nella guerra; e per questa azione ottennero di nuovo di entrare nel consiglio, e di ricuperare nelle altre cose l'antica dignit. L'Imperadore Augusto poi volle, che nel consiglio degli Anfizioni avessero posto anche i Nicopoliti, che sono presso l'Azio: che i Magnesj, i Maliesi, gli Eniani, e gli Ftioti fossero riuniti ai Tessali: e che i suffragj di questi, e de' Dolopi (perciocch non esisteva pi la nazione de' Dolopi) ne' Nicopoliti passassero.
3. Gli Anfizioni a' giorni miei erano trenta di numero. Da Nicopoli, dalla Macedonia, e dai Tessali, da ciascuna di queste, due di numero; dai Beoti poi (imperciocch questi ancora ne' tempi pi antichi abitarono la Tessaglia, ed allora chiamavansi Eoli), dai Focesi, e da Delfo, da ciascuno di questi anche due; dall'antica Doride, uno; anche i Locri, s quelli chiamati Ozoli, che quei, che sono di l dalla Euba, mandano ciascuno un deputato; uno ve n'ha dell'Eubea, ed uno Ateniese. Le citt poi di Atene, Delfo, e Nicopoli mandano deputati ogni volta che v' consiglio; delle nazioni accennate, ciascuna citt quando le tocca, e in un dato periodo di tempo entra nel consiglio.
4. Entrando nella citt, vi sono tempj l'uno appresso all'altro: il primo di essi non era, che rovine; quello, che segue  vuoto di simulacri, e di statue; il terzo contiene i ritratti di alcuni Imperadori Romani, ed il quarto si chiama di Minerva Prona. Delle statue, quella, che  nel pronao, dono de' Massalioti supera in grandezza la statua, che  dentro il tempio. I Massalioti sono una colonia di Focesi, porzione anche essi di quelli della Jonia, i quali da Foca fuggirono Arpago Medo. Avendo vinto colle navi i Cartaginesi, acquistarono il paese, che ora posseggono, e a grandi ricchezze salirono. Il dono de' Massalioti  di bronzo. Lo scudo di oro da Creso Lidio dato a Minerva Prona, fu detto dai Delfj, che venne rubato da Filomelo. Presso il tempio di Prona  il sacro recinto, Eroo di Filaco: costui ha presso i Delfj la fama di averli difesi nella invasione de' Persiani. Nella parte del ginnasio, che  a cielo scoperto, dicono, che un tempo era nato un cinghiale, e che Ulisse quando venne presso di Autolico, e insieme co' figli di lui di la caccia alla fiera, allora ebbe dal cinghiale la ferita sopra il ginocchio.
3. Voltando dal ginnasio a sinistra, e scendendo non pi (a mio parere) di tre stadj, trovasi il fiume soprannomato Plisto; questo Plisto scende a Cirra arsenale de' Delfj, ed ivi sbocca nel mare. Dal ginnasio salendo alla via, che mena al tempio, a destra della strada  l'acqua di Castalia, di gusto piacevole. Dicono, che desse il nome a questa sorgente una donna del paese, ed altri tra tal Castalio. Paniasi di Poliarco, che fece versi sopra Ercole dice, che Castalia era figlia di Acheloo, imperciocch intorno ad Ercole dice:
E co' rapidi piedi traversando
Il Parnasso nevoso alfin pervenne
Dove nascon le pure onde immortali,
Di Castalia Acheloia.
Udii ancora che l'acqua della fonte Castalia sia dono del Cefisso: questo fu cantato anche da Alco nel proemio sopra Apollo. Lo confermano ancora i Lileesi, i quali in giorni stabiliti gittano nella sorgente del Cefisso focaccie nazionali, ed altre cose, che sono ad essi di rito, e dicono, che queste ricompariscano di nuovo nella Castalia. La Citt de' Delfj per tutto presenta una figura erta; n diversa dal resto della citt  la figura, che presenta il sacro recinto di Apollo: questo  assai grande, e giace nella parte pi alta della citt; ed  da spessi ingressi interrotto.
 CAPO NONO
Doni dedicati al Tempio di Delfo - Doni de' Tegeati - de' Lacedemonj - Simulacro del cavallo Durio di bronzo dedicato dagli Argivi.
1. Tutti quei donativi, che mi parvero degni specialmente di stima saranno da me rammentati; gli Atleti adunque e tutti coloro, che hanno combattuto ne' giuochi della musica, che furono per la maggior parte uomini di niun conto, non sono da me riputati affatto degni di cura; quelli atleti, poi che hanno lasciato qualche cosa in loro gloria, furono da me mostrati nel ragionamento sugli Eli. Faillo Crotoniata non ha riportato vittoria in Olimpia; ma in Pito riportonne due al pentatlo, ed allo stadio la terza; combatt poi anche contro i Persiani in mare, avendo allestita una nave propria, e vi fece salire tutti que' Crotoniati, che in Grecia la loro dimora portavano; la sua statua si vede in Delfo. Questo  ci che al Crotoniata si appartiene.
2. Entrando nel sacro recinto si vede un toro di bronzo opera di Teopompo Eginese, e dono de' Corciri. Si narra, che un toro lasciando le altre vacche, e scendendo dal pascolo mugghiasse sul mare; ed accadendo ogni d la stessa cose scese il guardiano al mare, e vide una innumerabile quantit di tonni; ed egli annunziollo ai Corciri. Questi, (imperocch cercando di prendere i tonni invano si erano affaticati) mandarono ambasciadori a Delfo a consultare l'oracolo: e perci sagrificarono a Nettuno quel toro, e subito dopo il sagrificio presero i pesci, ed il loro dono in Olimpia, ed in Delfo  la decima della pesca.
3. Seguono subito i doni dedicati dai Tegeati delle spoglie dei Lacedemonj, Apollo e la Vittoria, e degli Eroi loro nazionali Callisto di Licaone ed Arcade, che di il nome al paese, ed i figli di lui Elato, Afidante, ed Azane, ed oltre questi Trifilo: questo Trifilo non ebbe per madre Erato, ma Laodamia di Amicla Re di Lacedemone; ivi  collocato anche Eraso figliuolo di Trifilo: quelli, che hanno lavorato le statue sono, Pausania Apolloniata, il quale fece Apollo e Callisto; Dedalo Sicionio fece la Vittoria, ed il ritratto di Arcade; Antifane Argivo e Samola Arcade, i quali fece Trifilo, ed Azane; e l'Argivo Elato, Afidante, ed Eraso. Queste cose furono mandate dai Tegeati a Delfo per aver fatto prigioni i Lacedemonj, quando questi andarono contro di loro.
4. Rimpetto a questi sono i doni de' Lacedemonj sugli Ateniesi; i Dioscuri, Giove, Apollo, e Diana: dopo di essi Nettuno, Lisandro di Aristocrito coronato da Nettuno, Abante, che allora come indovino seguiva Lisandro, ed Ermone, che la nave capitana di Lisandro governava. Questo Ermone fu fatto da Teocosmo Megarese, siccome colui che era stato ascritto alla cittadinanza de' Megaresi: i Dioscuri sono opera di Antifane Argivo, e l'indovino  opera di Pisone da Calauria de' Trezenj: Damia fece la Diana, il Nettuno ed inoltre Lisandro; ed Atenodoro, Apollo e Giove: ambedue sono Arcadi da Clitore. Dietro le statue descritte sono situate quelle di coloro, che contribuirono alla rotta data da Lisandro in Egopotami, Spartani stessi, o loro alleati: e sono questi Araco ed Eriante, Lacedemonio il primo, Beoto il secondo ..... di l dal Mimante, di l era Asticrate. I Chii Cefisocle, Ermofanto, ed Icesio: Timarco poi e Diagora Rodj: e Teodamo Cnidio: da Efeso Cimmerio ed Eantide Milesio; questi furono fatti da Tisandro, quelli, che seguono poi da Alipo Sicionio, cio Teopompo Mido, Cleomede Samio, e dalla Eubea Aristocle Caristio, ed Autonomo Eretriese, Aristofanto Corntio, Apollodoro Trezenio, e da Epidauro nella Argolide Dione. Contigui a questi sono Assionico Acho da Pellene, Tearete da Ermione, Piria Focese, Conone Megarese, ed Agimene Sicionio: da Ambracia, da Corinto, e da Leucade, Telecrate e Pitodoto Corintio, ed Evantida Ambraciota: in fine havvi Epicirida ed Eteonico Lacedemonj: dicono che queste siano opere di Patrocle, e Canaco.
5. Gli Ateniesi consentono, che la rotta avuta in Egopotami non avvenne ad essi giustamente; imperciocch dicono di essere stati dai condottieri traditi per danari; e che quelli, che i doni da Lisandro riceverono furono Tideo ed Adimanto: e in dimostrazione di ci, che dicono allegano alcuni oracoli della Sibilla:
E allora agli Ateniesi amari lutti
Dar l'Altitonante, la cui forza
Ogni altra vince, egli battaglia e guerra
Porta alle navi per sempre perdute
Dalla frode e malizia de' pastori.
Altri ne rammentano dagli oracoli di Muso:
Fiera tempesta assale gli Ateniesi
Per la malvagit de' condottieri
Essi inganni useranno, e grave colpo
Per loro soffrir la patria terra,
Ma impune non andr simil delitto.
6. E ci basti circa queste cose. Il combattimento di l dalla cos detta Tirea, e de' Lacedemonj e degli Argivi, fu ancora questo dalla Sibilla predetto, che sarebbe stato indeciso per le due citt. Ma gli Argivi credendo di essere restati superiori nell'azione mandarono in Delfo il cavallo Durio di bronzo, il lavoro del quale  di Antifane Argivo.
 CAPO DECIMO
Statue dedicate colle spoglie della battaglia di Maratona - Doni de' Tarentini.
1. Sulla base che  sotto il cavallo Durio  una inscrizione, che le immagini ivi poste sono decima dell'azione di Maratona: queste sono Minerva, Apollo, e de' Capitani Milziade: de' cos detti Eroi vi si veggono Eretteo, Cecrope, Pandione, Celeo, ed Antioco, quello che da Mida di Filanto nacque ad Ercole: ed inoltre Ego, e de' figli di Teseo Acamante. Costoro diedero ad alcune delle Trib in Atene il nome secondo l'oracolo ricevuto da Delfo. Vi  poi Codro di Melanto e Teseo, e Fileo: questi non sono di quelli, che hanno dato nome alle trib. Furono queste statue fatte da Fidia, e per verit sono decima anche esse della pugna. Antigono, ed il figlio Demetrio, e Tolomeo Egizio, furono da loro ne' tempi posteriori mandati a Delfo: l'Egizio invero per una certa benevolenza verso di lui, ma i Macedoni per timore.
2. Vicino al cavallo vi sono altri doni degli Argivi, che furono condottieri di quelli, che insieme con Polinice andarono contro Tebe, Adrasto di Talao, Tideo di Oeneo, i discendenti di Preto, Capano di Ippono, Eteoclo d'Ifi, Polinice, ed Ippomedonte figlio delle sorelle di Adrasto: vicino  stato fatto il carro di Anfiarao, e Batone, che sta sopra di esso per guidare i cavalli, e d'altronde attinente per la parentela ad Anfiarao: l'ultimo di loro  Aliterse. Queste sono opere d'Ipatodoro, e di Aristogitone, e le fecero come gli Argivi istessi dicono colle vittorie, che in Oenoe Argiva essi e gli alleati Ateniesi sopra i Lacedemonj riportarono. Per questa istessa azione (a mio credere) dedicarono gli Argivi quelli ancora dai Greci chiamati Epigoni. Perciocch vi sono poste le immagini di questi ancora Stenelo, ed Alcmeone, il quale per l'et sua (io credo) fu ad Antiloco anteposto: dopo, questi vengono Promaco, Tersandro, Egialeo, e Diomede: in mezzo fra Diomede ed Egialeo  Eurialo; rimpetto ad essi sono altre statue; queste furono dagli Argivi dedicate per avere avuto parte nel reintegramento de' Messenj con i Tebani ed Epaminonda. Vi sono le immagini di Eroi, Danao il pi forte de' Re di Argo, Ipermnestra, come la sola delle sorelle, che serbossi pura nelle mani; presso di lei  Linco ancora, e tutta la loro stirpe, che siegue e perviene ad Ercole, ed anche prima a Perseo.
3. I cavalli di bronzo, e le donne prigioniere sono dono de' Tarentini, e decima delle spoglie de' Messapj barbari limitrofi al paese de' Tarentini; ed opera di Agelada Argivo. Taranto  una colonia de' Lacedemonj; il fondatore ne fu Falanto Spartano. Allorch Falanto and a fondare la colonia, gli venne un oracolo da Delfo, che quando egli avesse sentito la pioggia a cielo sereno, allora avrebbe acquistato e regione e citt. Ne' primi momenti n considerando da se in particolare l'oracolo, n comunicandolo ad alcuno espositore, approd colle navi in Italia. Ma quando vinti i barbari non pot prendere alcuna citt, o occupare paese, torn a rammentarsi dell'oracolo, e gli parve, che il Dio avesse pronunziato cose impossibili, imperciocch giamai sendo l'aere puro e sereno avea piovuto. E mentre stavasi tutto scoraggito, la donna sua (imperocch lo avea seguito da casa) in altre cose il suo buon animo per lui mostrava, e fra queste avendo posto fralle sue ginocchia la testa del marito, gli cercava i pidocchi: e per la benevolenza caddero a caso alla donna delle lagrime vedendo, che gli affari del marito non si erano avanzati in nulla, e sparse lagrime abbondanti, e (perciocch bagn il capo di Falanto) comprese l'oracolo (sendo, che avea essa il nome di Etra) e cos nella seguente notte prese Taranto citt de' barbari la pi grande, e ricca di quelle sul mare.
4. Dicono, che l'Eroe Taranto, fosse figlio di Nettuno, e di una Ninfa del paese, e dall'Eroe fossero imposti i nomi alla citt ed al fiume: imperciocch Taranto siccome la citt, anche il fiume si appella.
 CAPO UNDECIMO
Tesoro de' Sicionj - Doni de' Cnidj - Tesoro de' Sifnj - Lipari - Tesoro de' Tebani, Ateniesi e Potideati - Portico costrutto dagli Ateniesi, ed altri doni.
1. Vicino al dono de' Tarentini  il tesoro de' Sicionj: le ricchezze n in questo, n in alcun altro Tesoro pi esistevano. I Cnidj portarono le statue in Delfo di Triopa fondatore di Cnido, che st presso un cavallo, Latona, Apollo, e Diana, che scagliono dardi contro Tizio, co' quali  gi nel corpo ferito. Queste cose stanno presso il tesoro de' Sicionj.
2. Dai Sifnj ancora fu per questa causa fatto un tesoro. La isola de' Sifnj avea miniere di oro, ed il Nume comand loro di portare a Delfo la decima delle rendite: questi edificarono il tesoro, e portarono la decima: ma quando per avarizia mancarono di pi portare il tributo, con una inondazione il mare fece loro sparire le miniere.
3. I Lipari ancora dedicarono statue per avere vinto in mare i Tirreni. Questi Lipari erano colonia de' Cnidj, e Cnidio, dicono, che fosse il condottiere della colonia. Che avesse nome Pentatlo, Antioco di Senofane Siracusano nella Istoria Siciliana lo afferma. Narra ancora che avendo edificato una citt sul capo Pachino, che  in Sicilia, furono dagli Elimi, e da' Fenicj scacciati, dopo essere stati dalla guerra oppressi ed occuparono le isole o deserte, che fossero, o discacciandone gli abitatori, le quali secondo i versi di Omero, di Eolo fino a' nostri giorni le chiamano. Di queste abitano Lipara avendovi edificato una citt, e coltivano Jera, Strongile, e Didime, traggittandovi con navi. In Strongile apertamente nasce anche il fuoco dalla terra: ed in Jera un fuoco naturale arde sopra una punta dell'isola, e sul mare vi sono bagni; nelle ore pomeridiane l'acqua  mite; ma in altro tempo per lo bollire sarebbe forte lo scendervi.
4. Vi sono similmente i Tesori de' Tebani, e degli Ateniesi fatti con spoglie riportate in guerra; n so se i Cnidj, o per qualche vittoria, o per fare pompa di loro ricchezze ergessero il loro: dappoich i Tebani dalla azione di Leuttri, e gli Ateniesi da quelli, che morirono in Maratona insieme perci vi hanno i Tesori. I Cleoni furono siccome gli Ateniesi afflitti dalla pestilenza: ma secondo un oracolo di Apollo sagrificarono un capro al sole nascente ancora, e (imperciocch ottennero la liberazione dal male) mandarono un capro di bronzo ad Apollo. De' Potideati di Tracia, e de' Siracusani, sono stati edificati i Tesori; quello degli ultimi per la rotta fatta soffrire agli Ateniesi; i Potideati poi lo fecero per religione verso del Nume.
5. Edificarono gli Ateniesi ancora un portico colle ricchezze, che essi riportarono nella guerra sopra i Peloponnesj, e le altre truppe Greche alleate di questi. Vi si veggono dedicati gli ornamenti delle estremit delle navi, e scudi di bronzo: la inscrizione, che  sopra queste cose enumera le citt, delle quali gli Ateniesi mandarono le primizie della Vittoria, cio di quelle degli Eli de' Lacedemonj, di Sicione, di Megara, di Pellene degli Achi, di Ambracia, Leucade, e Corinto istessa. Da queste battaglie navali, sembra anche a me, che si facesse il sacrificio a Teseo, ed a Nettuno sul cos detto Rio. La inscrizione  sopra Formione di Asopico, e sulle sue gesta.
 CAPO DUODECIMO
Sibilla Erofile - Citt di Marpesso - Altre Sibille.
1. Si erge sopra la terra un sasso, sul quale i Delfj dicono, che stando una di nome Erofile, Sibilla di soprannome, e la pi antica di questo nome, cant gli oracoli: e ritrovai, che questa  come le altre molto antica, la quale affermano essere figlia di Giove, e di Lamia di Nettuno; e dicono, che essa la prima fra le donne cant oracoli, e dagli Africani fu nomata Sibilla. L'Erofile poi pi giovane di questa, sembra avere fiorito innanzi la guerra Trojana: e predisse negli oracoli, che Elena sarebbe stata allevata in Sparta per l'esterminio dell'Asia, e della Europa, e che per essa sarebbe stato preso dai Greci Ilio. I Delj rammentano un inno ancora di questa donna ad Apollo, e ne' versi d a se stessa il nome non solo di Erofile, ma di Diana: e sposa si dice di Apollo, e sorella, ed anche figlia: queste cose ella cant sendo furiosa, ed invasa dal Dio. In altri oracoli dicesi figlia di una madre immortale, di una delle Ninfe, che sono sull'Ida, e di un padre mortale; e cos dicono i versi:
Mortale stirpe e ancor divina ottenni
Nascendo d'immortal Ninfa e di padre
Che di pesci si nutre; e per la donna
Dall'Ida venni, e la mia patria fue
Marpesso rossa, sacra della madre;
Aidoneo ha nome il fiume ch'ivi scorre.
2. Rimanevano ancora nell'Ida Trojano le rovine della citt di Marpesso, ed in esse vi erano circa sessanta abitatori: la terra, che  intorno a Marpesso  rossastra, ed affatto arida, cosicch il fiume Aidoneo ancora si nasconde nel paese, e ricomparso soffre lo stesso, finch si perde affatto: a mio credere n' causa l'essere l'Ida in questo luogo tenue, e cavernosa.  Marpesso duecento quaranta stadj distante da Alessandria nella Troade. Quelli di Alessandria dicono, che questa Erofile sia stata Neocoro di Apollo Sminteo, e che sul sogno di Ecuba predicesse ci, che sappiamo essere avvenuto. Questa stessa Sibilla pass la maggior parte de' suoi giorni in Samo; and in Claro ancora de' Colofonj, in Delo, ed in Delfo: e tutte le volte, che vi giungeva, ponendosi sopra questo sasso, cantava. Mor nella Troade: ed il suo sepolcro si vede nel bosco di Apollo Sminteo, e sul cippo si legge l'elegia:
Quella Sibilla, che la mente apersi
Di Febo or sono in questo avello chiusa
Preda de' vermi; Vergine loquace
Fui gi; ma ora eternamente muta
Dalla Parca ho sortito questi ceppi.
Giaccio per presso le Ninfe e questo
Mercurio i' che d'Apollo ottenni parte
Del dominio che allora possedeva.
Presso il monumento infatti havvi un Mercurio di marmo di figura quadrangolare: a sinistra scorre l'acqua in una fontana, e vi sono le statue delle Ninfe.
4. Gli Eritri (imperocch contendono intorno ad Erofile con pi impegno degli altri Greci) mostrano il monte cos detto Corico, e nel monte una spelonca, dicendo, che in essa sia stata partorita Erofile, e che fosse figlia di Teodoro pastore del paese, e di una Ninfa: che la Ninfa il soprannome avesse di Ida, non per altra ragione, se non perch i luoghi selvosi erano allora dagli uomini ide nomati. Il verso sopra Marpesso, ed il fiume Aidoneo,  dagli Eritri tolto dagli oracoli. Che quella dopo questa, la quale similmente diede oracoli, da Cuma negli Opici fosse, e Demo si appellasse, fu ci scritto da Iperoco Cumo. I Cumi non possono mostrare alcuno degli oracoli di questa donna, ma fanno vedere nel tempio di Apollo un'idria non grande di marmo, e dicono, che in essa siano le ceneri della Sibilla: e vi fu scritto sopra ne' tempi posteriori il nome di Demo.
5. Presso gli Ebrei, che sono di l dalla Palestina, vi fu una donna fatidica, la quale ebbe nome Sabba; dicono, che costei avesse per padre Beroso, ed Erimante per madre: altri Babilonese, altri Sibilla Egizia la chiamano. Faennide figlia di un Re de' Caonj, e le Peliadi presso i Dodoni anche esse vaticinarono inspirate da un Nume; ma non furono dette dagli uomini Sibille. Della prima si pu sapere il tempo, in cui fior, e facilmente si possono leggere gli oracoli suoi; imperocch nacque Faennide subito dopo, che Antioco preso Demetrio, si stabil nel regno. Dicono, che le Peliadi fiorirono anche prima di Femonoe, e le prime fra le donne cantarono questi versi:
Giove era ed , Giove sar, gran Giove:
Ed appellate chi produce i frutti
La Madre Terra.
6. Uomini fatidici dicono, che furono Eucloo Ciprio, e Muso di Antiofemo Ateniese, e Lico di Pandione, e dalla Beozia Bacide invaso dallo spirito delle Ninfe: di questi, ad eccezione di Lico, di tutti gli altri lessi gli oracoli. Tutte queste sono fino al mio tempo le donne, e tutti questi gli uomini, che da un Dio inspirati, dicono avere vaticinato: in molto tempo di nuovo potranno altre simili cose accadere.
 CAPO DECIMOTERZO
Bisonti - Doni degli Andrj, de' Focesi, de' Farsalj, de' Macedoni, de' Corintj, de' Tebani, e de' Fliasj - Dono de' Mantineesi, de' Greci per la battaglia di Plata, e de' Tarentini.
1. Dropione di Leone Re de' Peonj mand a Delfo la testa di bronzo di un toro bisonte della Peonia.
2. II bisonte  la bestia pi difficile a potersi prender viva, e non vi possono essere reti cos forti da resistere al suo urto. Si fa la loro caccia cos: dopo che i cacciatori hanno trovato un luogo declive, che scenda in concavit, primieramente lo fortificano intorno con una forte palificata: dopo stendono pelli fresche nel declivio, e nella pianura verso la estremit di quello: che se non hanno pelli fresche, allora rendono sdrucciolevoli le secche con olio. Quindi coloro, che sono pi bravi a cavalcare, spingono verso il luogo predetto i bisonti, i quali sdrucciolando nelle prime pelli, per lo declivio si rotolano fino a tanto, che non siano nella pianura portati: caduti l, dapprincipio trascuransi; nel quarto, o quinto giorno per la fame, e l'afflizione toglie a questi animali la maggior parte del loro furore. Quelli de' cacciatori, che hanno l'arte di nudrirli, portano loro, mentre giacciono, il frutto del pino fruttifero della scorza anche pi tenue spogliato: le bestie non toccherebbero altro alimento; finalmente strettili con legami li menano. Tale  adunque il modo, con cui li prendono.
3. Rimpetto alla testa di bronzo del bisonte, havvi una statua rivestita di corazza, e di clamide sopra di essa; dono degli Andrj. I Delfj dicono, che sia Andreo loro fondatore. Le statue di Apollo, Minerva, e Diana sono donativi de' Focesi delle spoglie de' Tessali loro limitrofi, ad eccezione di tutti quelli, che i Locri Ipocnemidj tengono separati, e sempre nemici loro. Anche i Tessali di Farsalo, i Macedoni, che abitano sotto la Pieria la citt di Dio, ed i Cireni de' Greci di Affrica, dedicarono, questi ultimi, il carro, e Ammone sopra di esso; i Macedoni di Dio Apollo, che ha inviluppato la cerva; ed i Farsalj Achille a cavallo, e Patroclo, che corre presso di lui, e del cavallo. I Corintj, ed i Dori dedicarono anche essi un tesoro: e l'oro de' Lidj era ivi serbato. La statua di Ercole  dono de' Tebani quando fecero co' Focesi la guerra chiamata sacra. Vi sono ancora le immagini di bronzo dedicate da' Focesi, quando nella seconda mischia disfecero la cavalleria Tessala. I Fliasj portarono in Delfo il Giove di bronzo, e insieme con Giove la statua di Egina.
4. Di Mantina di Arcadia  dono un Apollo di bronzo: questo non  lontano dal tesoro de' Corintj. Ercole poi, ed Apollo stanno attaccati al tripode, e combattono per quello: Latona, e Diana calmano Apollo, e Minerva Ercole; anche questo  dono de' Focesi, allorch guidolli Tellia Elo contro i Tessali. Le altre statue furono in comune lavorate da Diillo, ed Amiclo; Minerva, e Diana da Chionide. Dicono, che questi artisti fossero Corintj. E si racconta dai Delfj, che essendo Ercole di Anfitrione venuto a consultare l'oracolo, la profetessa Senocla non volle dargli risposta, a cagione della morte data ad Ifito, e che egli port il tripode fuori del tempio, e la profetessa allora disse:
Altri il Tirinzio, ed altri il Canopo
Ercole sono.
Imperciocch prima ancora era in Delfo venuto Ercole Egizio; ed allora Ercole di Anfitrione rese il tripode ad Apollo, e da Senocla fu ammaestrato di tutto ci, che domandava. Ora, avendo i poeti conosciuta la cosa, vanno cantando la pugna di Ercole contro Apollo sul tripode.
3. In comune poi i Greci posero dalle spoglie riportate nell'azione di Plata, un tripode di oro sopra un dragone di bronzo. La parte di questo donativo, che era di bronzo, era fino a' nostri d intatta; ma i capitani de' Focesi non lasciarono cos l'oro. I Tarentini mandarono a Delfo un'altra decima dalle spoglie riportate su i barbari Peucezj: i doni sono lavoro di Onata Eginese; ma fra questi vi sono opere di Calinto, immagini di fanti, e cavalieri: Opi Re de' Japigj venuto, come alleato ai Peucezj,  rappresentato come morto in battaglia; sopra di lui, che giace, sono l'Eroe Taranto, e Falanto da Lacedemone, e non lungi da Falanto un delfino; imperciocch prima di giungere in Italia, dicono, che Falanto fece naufragio nel mare Crisso, e che da un delfino fu portato a terra.
 CAPO DECIMOQUARTO
Scur dedicate a Delfo - Doni de' Greci, che combatterono contro i Persiani - Dono de' Delfj - Statua di Frine.
1. Le scuri di Periclito di Eutimaco da Tenedo vi sono dedicate per un'antica tradizione. Dicono, che Cicno era figlio di Nettuno, e che regnava in Colone. Colone era edificata nella Troade, sendo posta verso la isola Leucofri. Avendo Cicno una figlia Emitea di nome, ed un figlio chiamato Tenne da Procla, la quale era figlia di Clizio, e sorella di Caletore, che Omero dice nella Iliade essere stato morto da Ajace, perch Caletore metteva il fuoco sotto la nave di Protesilao; e sendo costei morta prima, quella, che ebbe il suo posto Filonome di Craugaso, poich accesasi di amore per Tenne, le sue malvagie voglie non avea conseguito, ment presso il marito, dicendogli, che contro sua volont Tenne avea voluto seco lei giacersi. Cicno si persuase per l'inganno suo, ed avendo messo entro di un'arca Tenne insieme colla sorella, li fece gittare nel mare. Si salvarono i giovanetti presso la Isola Leucofri, e la isola ebbe il nome, che ha ora, da Tenne; Cicno per (imperocch non dovea sempre ignorare di essere stato ingannato) navig verso del figlio per confessargli la sua ignoranza, e perch avesse l'errore suo perdonato. Approdato alla isola, ed avendo attaccato dalla nave i canapi ad un sasso, od albero, che fosse, Tenne per lo furore tagliolli. Perci contro quelli, che ostinatamente niegano venne il proverbio, di uno, il quale una qualunque cosa abbia tagliato con scure Tenedia. Dicono i Greci, che Tenne, difendendo il proprio paese, fosse morto da Achille. Col tempo i Tenedj per la loro debolezza si unirono a coloro, che occupano Alessandria nel continente della Troade.
3. I Greci, che fecero la guerra contro il Gran Re, dedicarono in Olimpia un Giove di bronzo, e in Delfo ancora Apollo, colle spoglie riportate nelle azioni navali al capo Artemisio, ed a Salamine. Si narra ancora, che Temistocle venne in Delfo, portando ad Apollo una parte delle spoglie Persiane. Ed avendo interrogato l'oracolo circa i doni, se li dedicherebbe dentro del tempio, comandogli la Pizia, che affatto dal tempio li trasportasse. E tali sono i versi dell'oracolo circa questo:
N di Perso le spoglie ben ornate
Osar portarmi dentro il tempio mio
Ma in fretta le rimanda alla tua casa.
Ci meravigliammo adunque, perch ricusasse da lui solo ricevere doni delle spoglie riportate su i Medi; ed altri riputarono, che il Dio tutte le altre cose ancora avrebbe similmente cacciato fuori, che venivano dalle spoglie Persiane, se, come Temistocle, gli altri ancora avessero interrogato Apollo prima di dedicarle: altri poi affermarono, che il Dio sapeva, che Temistocle sarebbe diventato supplice del Persiano, e che perci non volle ricevere i doni, affinch colui coll'averli dedicati non si fosse reso perpetuo l'odio del Persiano. Negli oracoli di Bacide si trova predetta la spedizione del Barbaro contro la Grecia: e prima l'avea cantata anche Eucloo.
4. Dono de' Delfj stessi, vicino alla grande ara  un lupo di bronzo. Dicono, che un uomo, avendo rubato alcune ricchezze del Dio, si nascose coll'oro l, dove il Parnasso  pi di alberi selvatici folto: mentre egli dormiva, assalillo un lupo, e l'uomo da esso fu morto: e siccome tutti i giorni venendo il lupo alla citt, urlava credendo, che non fosse senza il volere del Dio, perci seguirono la belva, ritrovarono l'oro sacro, e dedicarono un lupo di bronzo al Nume. Il ritratto dorato di Frine fu fatto da Prassitele, anche egli suo amante; ma  un dono di Frine istessa.
 CAPO DECIMOQUINTO
Continua la enumerazione de' doni a Delfo - Oracolo di Faennide sulla invasione de' Galli - Dono degli Ateniesi - Dono de' Cirenei.
1. Le cose, che seguono in questo canto, le due statue di Apollo, sono state dedicate, una dagli Epidaurj, che sono in Argolide dalle spoglie Persiane, l'altra di esse dai Megaresi per avere vinto in battaglia presso Nisa gli Ateniesi. De' Plateesi havvi un bue quando anche essi nel loro paese insieme cogli altri Greci respinsero Mardonio di Gobria. E di nuovo havvi due statue di Apollo, una  degli Eracleoti, che sono presso l'Eussino, l'altra  degli Anfizioni, quando imposero la multa ai Focesi per avere coltivato il territorio del Dio. Questo Apollo si chiama dai Delfj Sitalca, ed  della grandezza di trentacinque cubiti. Tutti que' Capitani, che ivi si veggono, e le statue di Diana, Minerva, e le due di Apollo, sono degli Etoli per avere sconfitto i Galli.
2. Che l'esercito de' Galli dalla Europa sarebbe passato in Asia per esterminio delle citt, fu da Faennide predetto negli oracoli, una generazione prima, che la cosa avvenisse:
E allor dell'Ellesponto il varco angusto
Passando rester de' Galli l'oste
Sterminatrice, che guaster l'Asia:
Pi gravi danni e brevi avran dal Nume
Quelli che presso alla marina stanno;
Ma tosto fia che di Saturno il figlio
In ajuto far sorger contro essi
Que' che dal toro l'origine trae;
Questi far su tutti i Galli scendere
Il terribile d dello sterminio.
Chiam figlio di un toro Attalo, che regnava in Pergamo, il quale fu dall'oracolo chiamato ancora Tauricorne. I Capitani della cavalleria montati sopra cavalli, furono posti dai Feri presso di Apollo, per avere disfatto la cavallera Attica.
3. Gli Ateniesi dedicarono la palma di bronzo, con una statua dorata di Minerva sopra, colle spoglie riportate in quelle azioni, che sotto Eurimedonte nel giorno istesso vinsero in terra, e con navi nel fiume. Io vidi la doratura della statua di questo in varie parti danneggiata, e ne diedi la colpa a uomini malvagj, e ladri; ma Clitodemo il pi antico di tutti coloro, che le cose nazionali di Atene scrissero, nel discorso Attico dice, che quando gli Ateniesi allestivano la flotta contro la Sicilia, allora una moltitudine innumerabile di corvi and in Delfo, e beccarono questa statua, e co' rostri portarono via l'oro: e dice ancora, che l'asta, le civette, e tutto il frutto sulla palma, fatto ad imitazione dell'autunno furono anche dai corvi rotti. Clitodemo rifer ancora gli altri segni, che proibivano agli Ateniesi di partire colle navi per la Sicilia.
4. I Cireni dedicarono in Delfo sopra un carro Batto, il quale colle navi li men di Tera nella Libia: Cirene guida il cocchio, e sopra di esso sono Batto, e l'Affrica che lo corona; questa  opera di Anfione figliuolo di Acestere Cnossio. Batto, dopo avere edificato Cirene, ottenne, secondo si narra, il rimedio per la sua voce. Nel percorrere i Cireni il paese, alle estremit di esso, che ancora erano diserte, Batto incontr un leone, e la vista di esso tal terrore gli diede, che lo fece altamente, e a chiare note gridare. Non lungi da Batto gli Anfizioni ersero un'altra statua di Apollo colla multa riscossa sopra i Focesi per la colpa da loro contro il Nume commessa.
 CAPO DECIMOSESTO
Residui de' doni de' Re di Lidia - Ombellico della Terra a Delfo - Doni de' Lacedemonj, degli Etoli, degli Elirj, e di altri.
1. Null'altro resta dei donativi mandati dai Re di Lidia, che il basamento di ferro del cratere di Aliatte. Questo  opera di Glauco Chio, il quale trov l'arte di attaccare il ferro: ciascuna delle spranghe della base  unita coll'altra non con perni di ferro, o con con chiodi; ma con la sola colla, la quale serve di legame al ferro. La figura della base assomiglia ad una torre, che larga nel basso va sempre diminuendo. Ciascun lato del basamento non  dappertutto isolato, ma vi sono spranghe oblique di ferro, che servono come i gradini nella scala: quelle spranghe poi che sono rette, sono un poco ritorte nella estremit esterna. Tale  il basamento sul quale poggiava il cratere.
2. Quello che i Delfj chiamano Ombellico, fatto di marmo bianco, dicesi da loro stessi, che sia nel centro di tutta la Terra, e Pindaro in una ode cant cose che con loro si accordano. Ivi sono doni de' Lacedemonj, ed opera di Calamide, Ermione figlia di Menelao, la quale si spos con Oreste di Agamennone, ed anche prima avea avuto per consorte Neottolemo di Achille. Gli Etoli dedicarono Euridamo loro Capitano, il quale li men contro l'esercito de' Galli.
3. Ne' monti Cretesi esiste anche a' giorni miei la citt di Eliro, i cui abitanti mandarono a Delfo una capra di bronzo. La capra diede il latte a Filacide, e Filandro mentre erano bambini e gli Elirj dicono, che essi erano figli di Apollo, e della Ninfa Acacallide, colla quale Apollo si giacque nella citt di Tarra, in casa di Carmanore. I Caristj della Euba ersero anche essi un bue di bronzo presso ad Apollo, per la rotta de' Persiani. S i Caristj, che i Plateesi ersero in dono de' buoi, perch a mio parere, dopo avere cacciato il Barbaro, senza timore possederono ogni altro bene, ed ararono la terra libera. I ritratti de' Capitani, l'Apollo, e la Diana, che quindi si vedono furono mandati dal commune degli Etoli per avere disfatto i loro confinanti, gli Acarnani.
4. Una cosa assai straordinaria udii essere avvenuta ai Lipari contro i Tirreni. Imperciocch l Pizia command ai Lipari di combattere contro i Tirreni col minor numero de' navigli. Portarono adunque cinque galee contro i Tirreni; questi credendo di non essere inferiori ai Lipari nelle cose di mare, ne condussero altrettante. I Lipari presero queste, ed altre cinque, che dopo ne furono mandate, e quindi altre cinque, e per la quarta volta altrettante. Dedicarono adunque a Delfo tante statue di Apollo, quante erano le navi, che aveano preso. Echecratide Larisso dedic un piccolo Apollo, e questo si dice dai Delfj essere stato il primo dono.
 CAPO DECIMOSETTIMO
Dono de' Sardi - Sardegna - Corsica.
1. De' barbari occidentali quelli, che occupano la Sardegna mandarono un ritratto di bronzo di quello, che loro diede il nome.
2. La Sardegna per grandezza, ed abbondanza non la cede alle isole pi lodate: quale fosse l'antico nome, che dai nazionali avea, nol so; que' Greci per, che navigarono per commercio la chiamarono Icnusa, perch la figura della isola  molto simile alla impronta del piede umano. La sua lunghezza  di mille, e centoventi stadj; di quattrocento settanta la sua larghezza. Si dice, che i primi a passare con navi nella isola furono Affricani, e loro condottiere fu Sardo di Maceride, di Ercole, al quale si d il soprannome di Egizio, e di Affricano. Molto celebre fu il viaggio di Maceride a Delfo. Sardo poi port gli Affricani in Icnusa, e perci l'isola cangi il nome nel suo. La flotta degli Affricani non discacci gl'indigeni; ma questi li accolsero pi per forza, che per benevolenza. N gli Affricani, n i naturali sapevano edificare citt; ma abitavano dispersi in capanne, e spelonche come potevano.
3. Dopo l'arrivo degli Affricani, giunsero dalla Grecia nella isola, quelli, che seguivano Aristo, il quale, dicono, che fosse figliuolo di Apollo, e Cirene, che afflitto sommamente per la disgrazia di Atteone, e non potendo per lo dolore stare n in Beozia, n in altra parte di Grecia, si port ad abitare in Sardegna. V'ha chi pretende, che Dedalo ancora fuggisse allora per la spedizione de' Cretesi, ed avesse parte nella colonia di Sardegna con Aristo. Ma non vi pu essere ragione, onde credere, che nella colonia, o in veruna altra cosa avesse parte con Aristo, che avea in moglie Autonoe figlia di Cadmo, Dedalo, il quale fioriva ai tempi, che regnava Edipo in Tebe. Ma neppure questi edificarono alcuna citt, perch, e per numero, e per forza erano a creder mio inferiori per una edificazione di citt.
4. Dopo Aristo passarono in Sardegna gli Spagnuoli avendo per ammiraglio Norace, e fu da loro edificata la citt di Nora: questa  la prima citt, che rammentano essere stata nella isola: dicono che Norace fosse figlio di Erita nata di Gerione, e Mercurio. Quelli, che in quarto luogo approdarono in Sardegna furono le genti di Jo- lao, e de' Tespiesi, e la spedizione che part dall'Attica. Questi fabbricarono la citt di Olbia, ed in particolare poi gli Ateniesi edificarono Ogrilla o conservando il nome di uno de' loro borghi, o perch Grillo stesso fece parte della flotta. Sono adunque anche a' miei giorni in Sardegna de' luoghi chiamati Jolai, e Jolao riscuote onori dagli abitanti. Presa Ilio una parte de' Trojani fugg, ed una porzione di quelli che con Enea si salvarono, sendo trasportata dai venti in Sardegna, si mescol co' Greci, che ivi prima abitavano. Ci, che imped ai barbari di attaccare zuffa co' Greci, e co' Trojani, fu, che nell'apparato delle cose di guerra erano le due parti eguali, ed essendo i loro territorj dal fiume Torso divisi, ambedue le genti temevano di valicarlo. Finalmente dopo molti anni gli Affricani passarono un'altra volta nella isola in maggior numero, e incominciarono la guerra contro i Greci. I Greci furono tutti distrutti, ovvero pochi di essi furono quelli, che rimasero: i Trojani si rifuggiarono ne' luoghi alti della isola, ed avendo occupato i monti di difficile accesso, fortificati da palizzate, e precipizj hanno anco ai miei giorni il nome di Iliesi; ma si assomigliano, e nella forma, e nell'armatura, ed in tutta la loro maniera di vivere agli Affricani.
5. Havvi una isola non molto dalla Sardegna distante, Cirno dai Greci, e dagli Affricani, che l'abitano Corsica detta. Da questa una parte non piccola degli abitanti dalla sedizione oppressa, venne in Sardegna, ed abitarono nel paese, togliendo per loro parte de' monti: da quelli della Sardegna adunque sono col nome della loro patria chiamati Corsi. I Cartaginesi quando erano forti nella marina, soggiogarono tutti quelli, che nella Sardegna trovavansi, ad eccezione degli Iliesi, e de' Corsi, ai quali per non essere posti in schiavit bast la sicurezza dei monti. Edificarono nella isola i Cartaginesi medesimi citt, Carnali, e Silli. Quelli degli alleati Cartaginesi, che Affricani erano, o Spagnuoli, venuti a contesa per le spoglie, e come in collera vennero, disertando, abitarono anche essi ne' luoghi alti della isola. Balari questi sono nomati in lingua de' Corsi: imperciocch i Corsi appellano Balari gli esuli. Queste sono le nazioni, che la Sardegna occuparono, e che abitandola cos la dividono.
6. Le parti della isola rivolte a Settentrione, ed al continente della Italia sono monti di difficile accesso, i quali uniscono le loro falde gli uni agli altri, che se li passerai navigando, l'isola d porti alle navi, e le cime de' monti mandano al mare venti irregolari, e forti. Nel mezzo di essa si ergono monti pi bassi: l'aria per di questa parte  torbida, e malsana, e ne sono causa i sali, che si congelano, e lo scirocco grave, e violento, a cui  esposta, e l'altezza de' monti alla Italia rivolti, che impedisce di soffiare nella stagione estiva i venti boreali, i quali l'aria, e la terra di questa parte rinfreschino. V'ha chi dice, che Cirno non  distaccata dalla Sardegna da pi di otto stadj di mare, ed  essa alpestre, e da ogni parte s'innalza: credono adunque, che Zefiro, e Borea sono dall'isola di Cirno impediti onde non giungano fino alla Sardegna. La natura non diede a questi monti di nudrire serpenti di sorte alcuna, n all'uomo nocivi, n innocui, n Lupi. I capri selvatici in grandezza non superano quelli di altrove, hanno poi una figura, che si potrebbe assomigliare al montone selvatico nello stile Eginese. Intorno al petto per sono pi pelosi di quello, che assomigliar si possano all'arte Eginese: le corna non sono dal capo staccate, ma le hanno direttamente rintorte presso le orecchie: per velocit superano tutte le bestie.
7. Ad eccezione di un'erba l'isola  pura ancora di veleni, che danno la morte: l'erba mortifera  somigliante all'appio, e dicono, che coloro, che la mangiano muojono ridendo. Perci Omero, e gli uomini, che lo seguirono quel riso, in cui per niuna cosa sana si prorompe, riso Sardonico lo nomano. Questa erba nasce specialmente intorno alle fonti, ma non communica nulla del suo veleno all'acqua. Ed introducemmo nella storia Focese il ragionamento della Sardegna, perch i Greci erano ancora molto poco informati di questa isola.
 CAPO DECIMOTTAVO
Dono di Callia, e degli Achi - Assedio, e presa di Fana - Doni de' Rodj, degli Ambracioti, Orneati, e di Tisagora - Doni degli Elatesi, e de' Massalioti - Statua della Etolia, e dono degli Etoli, e di Gorgia Leontino.
1. Il cavallo, che viene dopo la immagine di Sardo dice, che Callia di Lisimachide Ateniese lo ha dedicato a spese sue, avendo acquistato ricchezze nella guerra contro i Persiani.
2. Gli Achi dedicarono la statua di Minerva, avendo una citt di Etolia con assedio espugnato: la citt, che presero Fana ebbe nome. Dicono, che non era poco tempo dacch in quell'assedio occupavansi, e come era loro impossibile di prender la citt, mandarono Ambasciadori a Delfo, e venne loro l'oracolo:
Della terra di Pelope di Acaja
Abitatori, che a Piton venite
A saper come prender la cittade,
Osservar vi conviene ci che questa
Beve e bebbe dai sassi, onde possiate
Prender Fana da mura coronata.
Non comprendendo adunque, che volesse dire l'ora- polo, altri consigliavano colle navi ritornarsene a casa sciogliendo l'assedio, altri poi non stimavano nulla costoro, quando una donna usc fuori dalle mura a prendere l'acqua che sotto il muro scaturiva. Corsi sopra di lei dal campo la prendono prigione, e gli Achi sanno da lei, che la poca acqua della sorgente quando venivano a prenderla ogni notte, la misuravano, e niun altro rimedio aveano quelli di dentro per la sete. Cos avendo divertito l'acqua della sorgente gli Achi presero la citt.
3. I Rodj di Lindo posero presso questa Minerva la statua di Apollo. Dedicarono ancora gli Ambracioti un asino di bronzo, avendo vinto di notte in battaglia i Molossi. I Molossi aveano teso loro una imboscata di notte; inseguendo un asino, che allora era dal campo portato una asina con lascivia, e con l'asprezza di sua voce, e similmente gridando l'uomo, che conduceva l'asino con strida cupe, e disaggradevoli, perci quelli della imboscata de' Molossi turbati sorsero, e gli Ambracioti avendo sorpreso ci, che contro loro tramavasi, nella notte assalirono, e in battaglia vinsero i Molossi.
4. Gli Orneati nella Argolide sendo in guerra dai Sicionj oppressi, fecero voto ad Apollo, che se avesse cacciato dalla loro patria l'esercito dei Sicionj avrebbero a lui mandato quotidianamente una pompa in Delfo, e gli avrebbero sagrificato vittime di un tal genere, e numero determinato. Vinsero in battaglia i Sicionj, e siccome eseguendo il voto quotidiano, grande era la spesa, e maggiore ancora della spesa la molestia, perci trovarono il provvedimento di dedicare al Dio un sagrificio, ed una pompa di bronzo.
5. Ivi vedesi in ferro la impresa di Ercole contro l'idra, dono insieme, ed opera s l'idra, che l'Ercole di Tisagora. Il lavorare per fare statue il ferro  difficilissimo insieme, e di grandissima fatica: ed  invero meravigliosa l'opera di Tisagora ancora, chiunque egli si fosse; e non poco meravigliose sono le teste di un leone, e di un cinghiale in Pergamo anche esse di ferro: furono questi, doni fatti a Bacco.
6. Quelli de' Focesi, che abitano Elata (imperocch resisterono all'assedio di Cassandro ajutati da Atene da Olimpiodoro) mandarono in Delfo un leone di bronzo ad Apollo. L'Apollo, che  assai vicino al leone  primizia de' Massalioti della battaglia navale contro i Cartaginesi.
7. Dagli Etoli  stato fatto un trofo, e la statua di una donna armata, cio l'Etolia: queste cose furono dagli Etoli dedicate, avendo punito i Galli della crudelt usata verso i Calliesi. La immagine, dono di Gorgia Leontino,  dorata; questa rappresenta lo stesso Gorgia.
 CAPO DECIMONONO
Altre statue - Spedizione de' Galli.
1. A lato di Gorgia  dono degli Anfizioni Scillide Sciono, il quale fu celebre in tuffarsi, ed andare nel pi profondo del mare: ed insegn alla figlia sua Ciana di andare sotto acqua. Questi sendo assalita la flotta di Serse da una fiera tempesta presso il monte Pelio cooperarono alla loro perdizione, togliendo le ancore, e qualunque altra difesa avessero le galee. In premio di ci gli Anfizioni dedicarono Scillide istesso, e la figlia. Delle statue, che Nerone prese da Delfo, comp il numero la immagine ancora di Ciana. E del sesso femminino si tuffano nel mare quelle, che sono ancora di una verginit intatta.
2. Qu passo a narrare una tradizione de' Lesbj. In Metimne le reti portarono su ai pescatori dal mare un volto fatto di legno di olivo: questo diede una idea, che avea qualche cosa di divino, e di strano, non essendo secondo gli Dei della Grecia. Interrogarono adunque i Metimni la Pizia di quale Dio od Eroe fosse il ritratto: ed essa comand loro di venerare Bacco Cefallenio. Perci i Metimni avendo tolto presso di loro il simulacro di legno dal mare, con sacrificj, e preghiere l'onorano, e ne mandarono la copia in bronzo a Delfo.
3. Nel frontespizio sono Diana, Latona, Apollo, le Muse, il tramontar del Sole, Bacco, e le Tiadi: i loro volti furono lavorati da Prassia Ateniese scolaro di Calamide: mentre per il tempio si edificava, Prassia fu rapito dalia morte, ed il rimanente degli ornamenti del frontespizio fu fatto da Androstene, Ateniese anche egli di origine, e scolaro di Eucadmo. Delle armi di oro, che sono sull'architrave, gli scudi furono dedicati dagli Ateniesi colle spoglie prese nella battaglia di Maratona, dagli Etoli poi furono dedicate quelle, che sono di dietro, e quelle a sinistra, che sono armi de' Galli: la forma di queste si accosta di molto ai gerri de' Persiani.
4. Della spedizione de' Galli nella Grecia la nostra opera ha dato qualche saggio, dove si parl della Curia di Atene: volli per pi a lungo parlarne nel ragionamento sopra Delfo, perch qu fu specialmente il campo delle azioni de' Greci contro de' barbari. La prima spedizione, che i Celti fecero oltre i confini del loro paese fu sotto il comando di Cambaule: avanzatisi fin nella Tracia non ardirono d'inoltrarsi, riconoscendosi troppo pochi, e da non potere per il numero stare a fronte de' Greci. Ma dappoich sembr loro per la seconda volta portare le armi contro il paese altrui (e ve l'incitavano specialmenti quelli, che insieme con Cambaule erano usciti, come coloro, che gi il ladroneccio aveano gustato, ed erano venuti nell'amore delle rapine, e de' guadagni) molti fanti, e non piccolo numero di cavalli si raccolsero. In tre parti adunque divisero i capitani l'esercito, e ciascuno di loro in diverso paese si diresse. Contro i Traci pertanto, e la nazione de' Triballi li guidava Ceretrio: di quelli, che andavano in Peonia erano principi Brenno, e Acicorio; Bolgio poi si spinse contro i Macedoni, e gl'Illirj, e attacc la battaglia con Tolomeo, il quale allora teneva il regno de' Macedoni. Questo Tolomeo era colui, che avea ucciso con inganno Seleuco di Antioco, malgrado che egli come supplice si fosse presso di lui rifuggiato, e che ebbe il soprannome di Cerauno per il soverchio suo ardire. E Tolomeo stesso mor nella pugna, e non piccola fu la strage de' Macedoni. Ma neppure allora i Celti osarono di avanzarsi contro la Grecia, e cos questa seconda oste ritorn a casa:
5. Allora Brenno molto ne' publici consigli, molto presso ciascuno de' magnati de' Galli innalz la spedizione contro la Grecia, ed esponendo la debolezza attuale de' Greci, e come molte ricchezze nel comune, e pi doni ne' tempj, e molto argento, ed oro battuto vi era, persuase i Galli ad andare contro la Grecia, e fragli altri magnati, che per compagni nel comando si aggiunse, vi fu Acicorio.
6. L'esercito raccolto era di cento cinquanta duemila fanti, e venti mila quattrocento cavalli. Questi erano quelli de' cavalieri, che stavano sempre in azione: ma il vero numero di loro era di sessantuno mila, e duecento: imperciocch intorno a ciascuno de' cavalieri vi erano due servi bravi anche essi nelle cose equestri, e che aveano similmente cavalli. Ed allorch i Galli a cavallo attaccavano la zuffa, i servi stando dietro la schiera erano loro di questa utilit, che accadendo al cavaliere; o al cavallo di cadere, questi dava un cavallo al padrone per montare, e morto l'uomo, il servo saliva in vece del padrone a cavallo: che se ambo erano uccisi allora era pronto il terzo. Ricevendo ferite, uno de' servi portava al campo il ferito, e l'altro si metteva in ordinanza invece di quello, che era partito. Queste cose a mio credere furono dai Galli stabilite ad imitazione del numero de' diecimila fra i Persiani, che erano chiamati Immortali. Soltanto vi era la differenza che dai Persiani venivano scelti dopo la pugna quelli, che doveano prendere il posto de' morti, dai Galli per si rimpiazzavano i cavalieri nel bollore della pugna. Questo corpo di truppe era in lingua nazionale nomato Trimarcisia, e sappiasi, che Marca presso i Celti  il nome de' cavalli. Con tanto apparato, e con tutto questo intendimento Brenno and contro la Grecia.
 CAPO VENTESIMO
Continua la narrazione della spedizione de' Galli fino al loro arrivo allo Sperchio.
1. Era lo spirito de' Greci totalmente abbattuto, ma la forza del timore li spinse a difendere la Grecia. Vedevano, che il combattimento presente non sarebbe stato per la libert, come gi quello a' tempi del Persiano; e che dando anche l'acqua, e la terra, tuttavia ci, che ne seguiva, non li avrebbe nel resto fatti sicuri; ma si rammentavano ancora di ci, che ai Macedoni, ai Traci, e ai Peonj era nella prima scorreria de' Galli avvenuto, e si vociferavano le scelleraggini test commesse sopra de' Tessali. Laonde e privatamente ciascuno, e le citt in comune decisero, o di perire, o di restar superiori.
2. Si pu, se si vuole, fare il paragone del numero, che contro il Re Serse alle Termopili, e di quelli, che contro i Galli si raccolsero. Contro il Persiano vennero tutti questi Greci. Trecento, e non pi, Lacedemonj insieme con Leonida; cinquecento Tegeati, ed un egual numero da Mantina: cento venti Orcomenj Arcadi, e mille dalle altre citt di Arcadia: ottanta da Micene, e duecento da Fliunte: il doppio di questi furono i Corintj: vi si trovarono presenti anco settecento Beozj da Tespia, e quattrocento da Tebe: mille Focesi guardavano il sentiero del monte Oeta. Si aggiungano a tutti i Greci il numero di questi ancora. I Locri sotto il monte Cnemide, non furono da Erodoto messi in conto, ma disse, che erano quelli da tutte le citt venuti. Si pu per congetturare il numero di questi ancora assai vicino al vero; imperocch gli Ateniesi portarono in Maratona quelli inutili per l'et, ed i servi, in numero di novemila, e non pi; il numero adunque de' combattenti de' Locri, che venne alle Termopili, non superava i seimila. Cos sarebbe tutto l'esercito di undicimila, e duecento uomini. E sembra, che neppur questi restassero fermi alla custodia delle Termopili: imperocch, eccettuati i Lacedemonj istessi, i Tespiesi, ed i Miceni, gli altri l'abbandonarono prima, che la battaglia si fosse decisa.
3. Contro i barbari per, venuti dall'Oceano, andarono tutti questi Greci alle Termopili. Diecimila soldati gravemente armati, e cinquecento cavalli dai Beoti: erano Beotarchi Cefissodoto, Tearida, Diogene, e Lisandro. Dai Focesi cinquecento cavalli, e tremila fanti, e capitani de' Focesi erano Critobulo, ed Antioco. I Locri, che sono rimpetto all'isola di Atalanta, erano condotti da Midia: il numero di essi era di settecento, n aveano cavalli. Dai Megaresi vennero quattrocento soldati armati alla greve: la cavalleria di questi era comandata da Megareo. L'esercito degli Etoli super tutti gli altri in numero, ed era atto ad ogni specie di combattimento: la cavalleria non dicono quanta fosse, ma gli armati alla leggiera erano novanta di numero, e quelli di grave armatura settemila. Gli Etoli erano guidati da Poliarco, Polifrone, e Lacrate. Capitano degli Ateniesi era Callippo di Merocle, siccome mostrai di sopra: la loro oste era di trecentocinque galee, tutte buone alla navigazione, e delle truppe cinquecento erano ascritti nella cavalleria, e mille ne' fanti. Questi ebbero il comando generale per l'antica loro dignit. Le truppe estere mandate dai Re, furono cinquecento soldati dalla Macedonia, ed un egual numero dall'Asia ne vennero: principe di quelli, che da Antigono furono spediti, era Aristodemo Macedone, e di quelli, che da Antioco, e dall'Asia erano giunti, Telesar- co, dei Siri, che sono sull'Oronte.
4. I Greci, che alle Termopili si erano raccolti, come udirono, che l'esercito de' Galli era gi nella Magnesia, e nella Ftiotide, decisero, che scelti mille armati alla leggiera, ed un sufficiente numero di cavalli, fossero mandati sullo Sperchio, acciocch i Barbari non passassero neppure il fiume senza combattimento, e pericolo: questi giuntivi, distrussero i ponti, e si accamparono sulla ripa. Ma neppur Brenno era totalmente rozzo, e ine- sperto, come barbaro, di ritrovare strattagemmi contro i nemici. Subito adunque nella notte vegnente, non gi dove il fiume avea gli antichi ponti, ma pi in basso, in modo, che non si avvedessero i Greci di quelli, che passavano, e dove lo Sperchio si dilatava pi nel campo, e formava una palude, ed un lago invece di avere un corso stretto, e violento, ivi adunque Brenno mand diecimila Galli, che sapevano nuotare, e che per la statura del corpo erano superiori alla maggior parte de' loro: i Celti sono d'altronde superiori a tutti gli uomini nella statura. Questi adunque valicarono nella notte il fiume, nuotando l, dove l'acqua pi ristagnava, e ciascuno poteva servirsi delle armi, e degli scudi loro nazionali per battello: i pi alti di essi poi poterono passar l'acqua a guazzo. I Greci, che erano sullo Sperchio (perciocch sentirono, che una parte de' barbari era trapassata l, dove il fiume impaludava) subito si ritirarono all'armata.
 CAPO VENTESIMOPRIMO
Battaglia de' Galli presso le Termopili.
1. Brenno comand a quelli, che abitano presso il Golfo Maliaco, di fare un ponte sullo Sperchio, e questi lo fecero con tutta la diligenza, per timore di lui, e per desiderio, che i barbari dal loro paese partissero, ed affinch col restarvi non arrecassero loro mali ulteriori. Ed egli, come ebbe pe' ponti fatto passare l'esercito, and verso Eracla: i Galli saccheggiarono il paese, ed uccisero quelli, che furono colti ne' campi: ma non presero la citt. Imperocch un anno innanzi, gli Etoli avendo forzato gli Eracleoti ad entrare nella lega Eto- lica, allora difesero la citt, come nulla pi agli Eracleoti, che a loro stessi appartenente. Anche per Brenno erano gli Eracleoti di minore cura, ma cercava di cacciar dallo stretto gli avversarj, e passare nella Grecia di qu dalle Termopili.
2. Avanzatosi da Eracla (perciocch avea dai disertori udito quelli, che da ciascuna citt si erano alle Termopili raccolti) dispregi i Greci, ed attacc l'indomane al levar del sole la pugna, senza avere alcun Greco indovino, o usare sacrificj del suo paese, seppure i Celti hanno divinazioni. Allora i Greci in silenzio, e con ordine li assalirono: e venuti alle mani, i fanti tanto dalla schiera non si staccarono, che nella propria falange mettessero il disordine: e quelli armati alla leggiera, rimanendo nel loro posto tiravano strali, e tutto ci, che si lancia o cogli archi, o colle fionde. La cavalleria fu ad ambo gli eserciti inutile, poich il luogo delle Termopili non solamente era angusto; ma ancora per la pietra, di cui era formato il suolo, liscio, e per il continuo scorrervi acque nella maggior parte sdruccioloso. L'armatura de' Galli era pi debole: imperocch aveano gli scudi del paese, e niun altra arma per coprirsi il corpo: viemaggiormente per dell'arte della guerra mancavano, i quali con ira andavano contro i nemici, e con sdegno senza alcun intendimento, come le bestie: e neppure, dalle scuri, o dalle spade divisi quelli, che ancora respiravano, erano dal furore lasciati, n tutti quelli, che erano dai dardi, e dai giavellotti feriti, calmavansi dallo sdegno, finch in loro restava la vita: altri poi strappando dalle loro ferite le aste, dalle quali erano stati colpiti, le scagliavano contro de' Greci, o nelle mani servivansene. Intanto, gli Ateniesi, che erano sulle galee, pian piano, e non senza pericolo, navigando per il fango, che ivi occupa un gran tratto di mare, ed accostandosi colle navi quanto pi potevano ai barbari, contro i loro fianchi servivansi di ogni sorta di strali, e contro la loro fronte di saette. Sendo i Celti fuor di ogni dire spossati, siccome erano in un luogo angusto, poco operavano, e due, e quattro volte di pi pativano, i capitani diedero perci il segno di ritirarsi nel campo. Ed essi rivoltisi confusamente, e senza alcun ordine, molti fra loro si calpestarono, e molti caduti nella mota, si annegarono nel fango, e fu la loro perdita nella ritirata, nulla minore di quella, che nel bollore della pugna aveano sofferto.
3. Le truppe Attiche superarono per valore in quella giornata tutti gli altri Greci: e fra gli Ateniesi istessi mostr specialmente bravura, Cidia, che era giovine di et, e che allora per la prima volta combatteva. Morto dai Galli, i parenti dedicarono il suo scudo a Giove Eleuterio, e la inscrizione diceva:
A Giove dono, di mortale illustre
Di Cidia brama ancor la pubertade
Questo scudo, nel quale il primo giorno
Distese il braccio manco allorch arse
L'impetuoso Marte contro il Gallo.
Questo vi era scritto sopra, prima, che le genti di Silla distruggessero e le altre cose in Atene, e gli scudi, che erano nel portico di Giove Eleuterio.
4. Allora i Greci, nelle Termopili seppellirono, dopo la battaglia, i loro, e spogliarono i barbari. I Galli non mandarono araldi neppure per torre i morti, ed eguale credevano, o che fossero dalla terra coperti, o che le fiere, e tutti quelli uccelli, che sono ai cadaveri inimici, ne empiessero il ventre. Di avere essi fatto poco conto della sepoltura de' morti, due furono, a mio credere, le cose, onde ne furono persuasi: per spaventare i nemici, e perch non  loro costume la piet verso i morti. Morirono nella battaglia quaranta de' Greci; ma de' barbari non si pot trovare il numero esatto; perocch molti ancora furono quelli di loro, che nella mota restarono annegati.
 CAPO VENTESIMOSECONDO
I Galli penetrano nella Etolia, vi commettono barbarie, e sono disfatti.
1. Il settimo giorno dopo la battaglia una mano di Galli imprese a salire sull'Oeta dalla parte di Eracla: stretto  il sentiero, ed ivi pervenne fino di l dalle rovine di Trachine: era allora di l dalla Trachinide il tempio di Minerva ancora, e v'erano doni dentro. Speravano di salire nello stesso monte Oeta per quel sentiere, e facendo altre cose, acquistare quello che era nel tempio. Quelli che n'erano al presidio sotto il comando di Telesarco vinsero nella battaglia i barbari e Telesarco istesso cadde, personaggio sopra qualunque altro studioso degli affari de' Greci.
2. Gli altri capitani de' barbari rimasero dal valore de' Graci atterriti, e non sapevano insieme cosa fare per l'avvenire, vedendo, che nulla avanzavano quelle cose, che aveano intrapreso. Ma a Brenno venne in mente, che se avesse potuto forzare gli Etoli a ritornare nel loro paese in Etolia, gli sarebbe pi facile divenuta la guerra contro de' Greci. Avendo scelto pertanto 40,000 fanti dall'esercito, ed 800 cavalli, mise alla loro testa Orestorio e Combuti, i quali tornati indietro per i ponti dello Sperchio, e passando di nuovo per la Tessaglia, piombarono sopra l'Etolia; e ci che fu operato, contro i Calliesi lo fu da Combuti ed Orestorio, i quali commisero le cose pi empie, che noi sappiamo, e che superano tutti gli umani misfatti. Tagliarono a pezzi tutti i maschi, e similmente i vecchi uccisero, e i bambini sulle mammelle delle loro madri, e dopo avere uccisi quelli di essi, che pi pingui erano pel latte, ne bevevano i Galli il sangue e le carni gustavano. Le donne, e quelle, che erano vergini le quali aveano una qualche opinione di loro, li prevennero, e come fu presa la citt si uccisero; e sopra quelle, che ancora rimanevano usarono ogni sorta di contumelie per una forte necessit, come coloro, che egualmente non conoscevano n la compassione, n la natura dell'amore; e tutte quelle donne, che nelle spade de' Galli incontraronsi colle proprie mani la vita si tolsero, e le altre non molto dopo doveano soffrire la morte, per l'inedia, e la vigilia, facendo loro contumelia gli snaturati barbari l'uno dopo dell'altro; cos che altri colle moribonde, altri colle gi morte si congiunsero.
3. Gli Etoli aveano dai messi saputo le disgrazie, che oppressi gli aveano, e subito colla maggiore celerit possbile, richiamando dalle Termopili l'oste si spinsero nella Etolia, adirati per le sciagure de' Calliesi, e pi ancora intesi a salvare quelle citt, che non erano state ancora prese. Si unirono ancora dalle loro case dalle citt tutti quelli, che erano in et di portare le armi: e per la necessit, e pel sentimento, che di loro stessi aveano vi erano pure mescolati i vecchi; andarono seco loro le donne ancora volentieri, pi furibonde degli uomini istessi contro de' Galli.
4. Come i barbari dopo avere spogliato le case, e i templi, ed avere il fuoco a Callio appiccato ritornavansi per la istessa via, allora i Patresi, i soli degli Achi, che in ajuto degli Etoli erano venuti, andarono contro i Galli, siccome quelli, che nella grave armatura erano bene ammaestrati, e dalla moltitudine de' Galli, e dal loro furore nelle azioni furono molto afflitti. Gli Etoli, e le donne Etolie schierate per tutta la via dardeggiavano i barbari, e fuori di quelli, che aveano i nazionali scudi, degli altri, pochi ne erravano. Facilmente poi sfuggivano da quelli, che gl'inseguivano, e nella fuga rivoltandosi di nuovo con impegno assalivanli. I Calliesi, come che s orrende cose patissero, che facciano parere possibili quelle, che Omero ha cantato dei Lestrigoni, e del Ciclope, ci non ostante n'ebbero giustizia: imperocch dei quarantamila ottocento barbari, che erano iti contro di loro; non se ne salv nel campo presso le Termopili neppur la met.
5. Nello stesso tempo accaddero ai Greci delle Termopili queste altre cose. Havvi pel monte Oeta un sentiero sopra Trachine, nella maggior parte dirupato e orrendamente erto; un'altro poi  quello, che per gli Eniani d un cammino facile ad un esercito, e per il quale anche Idarne Persiano una volta assal alle spalle i Greci, che erano con Leonida. Per questa strada promisero gli Eracleoti e gli Eniani di condurre Brenno, non gi per mal animo contro de' Greci, ma molto stimando, che i Celti dal loro paese partissero, e collo starvi non distruggessero tutto. E mi pare, che Pindaro abbia anche in questo detto il vero, il quale cant, che ognuno  per i mali proprj oppresso, ma per l'altrui male si trova illeso. Allora la promessa degli Eniani, e degli Eracleoti eccit Brenno: egli lasci Acicorio per comandare l'esercito, ingiungendogli, che dopoch essi avrebbero circondato i Greci allora era tempo, che anche essi li assalissero, ed avendo scelto egli stesso quarantamila uomini, si mise in cammino pel sentiere: ed a caso avvenne, che in quel giorno, molta nebbia pel monte si diffuse; e da essa il sole fu oscurato, cosicch quelli de' Focesi, che erano alla custodia del sentiere non sentirono prima i barbari, che gli assalivano, che questi furono loro vicini. Allora cominciarono la pugna, e fortemente questi si difesero; finalmente furono sforzati, e si ritirarono dal sentiere: sendo corsi presso gli alleati, giunsero ad annunziar loro le cose presenti, prima che i Greci pienamente, e perfettamente fossero circondati. Allora gli Ateniesi, che erano sulle navi giunsero a sottrarre dalle Termopili i Greci, e questi si dispersero tutti nelle loro patrie.
 CAPO VIGESIMOTERZO
Brenno va contro Delfo - Disfatta totale de' Galli.
1. Brenno senza trattenersi alcun tempo, prima che quelli dal campo con Acicorio giungessero, s'incammin verso Delfo. Quelli per lo timore all'oracolo si rifuggiarono, ed il Dio non permise loro, che temessero, ma promise di custodire egli stesso le cose sue.
2. Quelli Greci, che alla difesa del dio vennero, erano questi: i Focesi da tutte le citt; da Anfissa quattrocento uomini di grave armatura; dagli Etoli pochi dapprincipio, quando udirono, che i barbari s'inoltravano; ma dopo mille e duecento ne men Filomelo. Ma il fiore specialmente degli Etoli si rivolse contro l'armata, che era con Acicorio, e non cominciarono la pugna, ma assalivano sempre nella via la retroguardia rubando loro i bagagli, ed uccidendo gli uomini istessi, che li conducevano; e per questa cagione il loro viaggio fu specialmente lento. Lasci Acicorio anche presso Eraclea una porzione, dell'esercito, il quale dovea custodire le ricchezze, che erano nel campo.
3. Si opposero a Brenno ed al suo esercito quelli de' Greci, che in Delfo si erano raccolti, ed i barbari ebbero presto segni avversi dal nume, e i pi chiari, che noi conosciamo. Imperocch tutta la terra, che l'esercito dei Galli occupava, fu violentemente, e nella pi gran parte del giorno scossa, e continui furono i tuoni, ed i fulmini: questi intimidirono i Celti, e impedivano a loro di udire, quello che era ad essi commandato: i fulmini, che dal cielo cadevano non colpivano solamente una persona, ma i vicini ancora, e le armi erano inceneriti. Allora apparvero loro gli spettri degli Eroi Iperoco, Laodoco, Pirro, ed altri vi contano anche un quarto Filaco, eroe nazionale de' Delfj. Perirono nell'azione molti de' Focesi istessi e fra questi Alessimaco, il quale in questa battaglia pi degli altri Greci, e del fiore della sua et, della robustezza del corpo e della forza dell'animo si serv per la uccisione de' barbari: ed i Focesi avendo fatto il ritratto di Alessimaco lo mandarono ad Apollo in Delfo. Da tali patimenti, e terrori furono i barbari per tutto il giorno sopraffatti: nella notte per doveano soffrire cose pi dolorose: imperocch venne un freddo assai forte, e col freddo la neve, e macigni enormi rotolati dal Parnasso, e rupi di l distaccate prendevano di mira i barbari, ed essi non uno o due; ma trenta e pi ancora secondo, che si trovavano in guardia o a dormire nel luogo istesso, tutti insieme perivano per la caduta delle pietre.
4. Insieme collo spuntare del sole, i Greci li assalirono da Delfo, e gli altri per la via che retta menava contro l'esercito; i Focesi per, come quelli, che aveano una maggiore esperienza de' luoghi, scesero per la neve, per le rupi del Parnasso, e non vedendosi, erano alle spalle de' Celti, e li dardeggiavano, e scagliavano loro saette senza alcun timore per parte de' barbari. Questi incominciata la pugna, e specialmente quelli intorno a Brenno, (erano i pi alti, ed i pi forti dei Galli) allora per l'impegno resistevano ancora quantunque fossero da ogni parte percossi, e non poco dal freddo, specialmente i feriti afflitti. Come per Brenno ancora ebbe ricevuto ferite, fu portato semivivo fuori della pugna, e i barbari assaliti in ogni parte dai Greci mal volontieri si diedero alla fuga, ed uccisero quelli de' loro, che per ferite, o malattia erano impotenti a seguirli; e si accamparono dove la notte nel ritirarsi li colse.
5. Nella notte furono presi da un timore panico: imperciocch quelli terrori, che senza alcuna causa avvengono dicono essere da quel dio prodotti. Cominci nell'esercito il turbamento verso la sera avanzata, e pochi furono pel principio coloro, che uscirono di senno: costoro credevano udire uno strepito di cavalli, che si spingevano, e la venuta di nemici; non molto dopo divenne generale l'alienamento. Prese adunque le armi, e divisi si uccidevano fra loro, e per una parte ammazzavansi senza intendere la favella loro nazionale, o riconoscere la forma degli scudi; ma ad ambo le schiere similmente per l'ignoranza presente, quelli che loro stavano opposti sembravano Greci s essi, che le armi, e che la Greca lingua parlavano: la mania infusa loro dal Dio grandissima strage fece de' Galli fra loro. E quelli de' Focesi, che erano stati lasciati nelle campagne in guardia de' bestiami, sentirono i primi, e annunziarono ai Greci quello, che nella notte ai barbari era avvenuto. I Focesi rassicuratisi con pi impegno assalivano i Celti, con maggior custodia guardavano gli ovili, e non lasciavano loro prendere le cose necessarie alla vita dal paese senza combattere. I Galli subito per tutto l'esercito furono afflitti da una forte mancanza di pane e delle altre cose necessarie al vitto.
6. La moltitudine de' barbari, che per nella Focide fu poco minore di seimila nelle battaglie, e quelli che nella notte del freddo, e poi pel timor panico morirono, superarono i diecimila, ed altrettanti perirono per la fame.
7. Parecchi Ateniesi erano iti in Delfo per osservare quale piega prendevano gli affari; ritornando, fralle altre cose che annunziarono essere ai barbari avvenute, vi furono quelle ancora, che aveano sofferto dal nume. Gli Ateniesi, uscirono pertanto colle armi, e nel traversar la Beozia si unirono seco loro i Beoti: laonde inseguendo i due corpi i barbari, tendevano loro imboscate, ed uccidevano quei che restavano indietro. A quelli, che con Brenno fuggivano eransi nella prima notte riuniti quei di Acicorio: imperciocch ritardarono loro il viaggio gli Etoli servendosi continuamente contro di loro dei giavellotti, e di qualunque altra cosa che trovavano: cosicch non molti furono que' di loro, che poterono salvarsi nel campo incontro ad Eracla.
8. Rimaneva a Brenno per le ferite ancora una speranza di salute: dicono per, che per timore de' suoi concittadini, e pi per vergogna, come colui che era l'autore de' mali nella Grecia, sofferti, volontariamente lasci la vita bevendo molto vino. Da questo punto i barbari, fino allo Sperchio ebbero un viaggio assai malagevole sendo fortemente incalzati dagli Etoli: come poi pervennero allo Sperchio di l messisi in imboscata i Tessali, ed i Maliesi in guisa tale gli assalirono, che niuno pot tornare a casa salvo.
9. Avvenne la spedizione de' Celti, contro la Grecia, e la loro strage, sendo Arconte in Atene Anassicrate l'anno II. della Olimpiade CXXV. in cui vinse allo stadio Ladante Egiese: nell'anno seguente sendo Arconte in Atene Democle passarono i Celti nell'Asia. Tale  di queste cose la storia.
 CAPO VENTESIMOQUARTO 
Descrizione del Tempio di Delfo.
1. Nel pronao del tempio di Delfo sono scritte le cose utili all'uomo per vivere. Furono scritte da uomini, che i Greci dicono essere stati sapienti. Questi erano, dalla Jonia Talete Milesio, e Biante Prieno; dagli Eoli di Lesbo, Pittaco Mitileno: dai Dori dell'Asia, Cleobulo Lindio; da Atene Solone, da Sparta Chilone, e per settimo invece di Periandro di Cipselo, Platone di Aristone enumer il Chenese: era Chene un castello posto nel monte Oeta. Questi uomini adunque giunti in Delfo, dedicarono ad Apollo li decantati detti, Conosci te stesso, Nulla di troppo. Questi adunque scrissero qu le cose predette.
2. Potrai vedere ancora il ritratto di Omero di bronzo sopra una colonna, e leggerai l'oracolo, che dicono avere Omero ricevuto:
Felice e sfortunato, che pur sei
Nato per le due sorti; e patria cerchi
Tu che non l'hai; l'isola d'Io la patria
 di tua madre, che t'accoglie estinto;
Guarda per l'enimma de' garzoni.
3. E mostrano que' d'Io il monumento di Omero nella isola, ed altrove quello di Climene, dicendo, che Climene fosse madre di Omero. I Ciprj (imperocch ancora essi si appropriano Omero) dicono, che avesse per madre, Temisto, una delle donne del loro paese, ed affermano essere stato da Euclo in questi versi predetto ci, che la nascita di Omero risguarda;
Nella marina Cipro un gran cantore
Sar quando Temisto alla campagna
Temisto la divina fra le donne
Partorir germe glorioso lungi
Dall'opulenta Salamine; il quale
Cipro lasciando erto sar da' flutti,
Umido emerger; ei primo e solo
Col cantar della Grecia ampia li mali
Renderassi immortale, e sar esente
Per tutti i tempi da feral vecchiezza.
Avendo ascoltato questo, e letto gli oracoli, non scrissi in particolare alcun discorso di essi riguardo alla patria, o alla et, in cui Omero, fiori,
4. Nel tempio vedesi eretta l'ara di Nettuno, perch il pi antico oracolo era possessione d Nettuno stesso. Vi sono ancora le statue di due Parche, e invece della terza di esse havvi Giove Moeragete; ed Apollo Moeragete sta presso di loro. Vedrai ivi un focolare ancora, sul quale il sacerdote d'Apollo uccise Neottolemo di Achille. Le cose intorno alla morte di Neottolemo sono state da me esposte altrove. Non lungi dal focolare  la sedia di Pindaro; essa  di ferro; dicono, che sopra questa Pindaro si assideva tutte le volte, che veniva a Delfo, e cantava quelli de' suoi cantici, che sono sopra ad Apollo. Appressandosi un poco alla porta pi interna del tempio, si trova un'altra statua di Apollo di oro.
5. Uscendo dal tempio, e voltando a sinistra, si vede un recinto, e in esso il sepolcro di Neottolemo di Achille: i Delfj gli fanno ogni anno funerali. Tornando a salire dal monumento, si trova una piccola pietra, sopra la quale ogni giorno spargono olio, ed in ciascuna festa vi pongono sopra lana non purgata: anche questa, vuole la fama, che fosse data a Saturno invece del figlio, e che di nuovo colui la vomitasse. Andando di nuovo verso il tempio, dopo aver veduto la pietra, si trova la fonte chiamata Cassotide, presso della quale havvi un piccolo muro, e per esso si sale alla fonte. Dicono, che l'acqua di questa fonte Cassotide si nasconda sotto terra, e renda indovine nel recesso del tempio le donne; quella, che diede il nome alla fonte, vogliono, che sia una delle Ninfe del Parnasso.
 CAPO VENTESIMOQUINTO
Edificio chiamato Lesche, e pitture ivi di Polignoto.
1. Di l dalla fonte Cassotide  un edificio, che contiene pitture di Polignoto, doni de' Cnidj; si chiama dai Delfj Lesche, perch radunandosi qu ne' tempi antichi delle cose di maggior rilievo, e di quelle favolose trattavano: che molti di simili edifizj vi fossero per tutta la Grecia, lo dimostr Omero nelle villanie di Melanto contro di Ulisse:
Dormir non vuoi andando in una casa
Di bronzo, o in una Lesche, ma qu stai
Molto parlando.
2. Entrando adunque in questo edifizio, la pittura a destra rappresenta la presa di Troja, e la partenza de' Greci. Allestiscono a Menelao tutto per la partenza, ed una nave havvi dipinta, con marinaj, uomini, e garzoni insieme: nel centro della nave  il nocchiero Frontide, che mette in ordine i remi. Fra le altre cose, che Omero fa dire a Nestore con Telemaco, ve ne sono ancora di quelle intorno a Frontide, che avea per padre Onetore, ed era nocchiere di Menelao, peritissimo nell'arte, e che avendo di gi passato il capo Sunio nell'Attica, fu preso dalla morte: che Menelao, il quale fino allora avea navigato insieme con Nestore, rimase indietro per questa cagione, onde rendere a Frontide gli onori del sepolcro, e di quelle altre cose, che su i morti si osservano. Costui adunque  nella pittura di Polignoto, e sotto di lui havvi un tal Itemene, il quale porta una veste, ed Echeace, che scende dal ponte con una idria di bronzo. Disfanno il padiglione di Menelao non lungi dalla nave Polita, Strofio, ed Alfio: ed un altro padiglione sta disfacendo Anfialo: ai piedi di costui siede un fanciullo; questo non ha inscrizione, e solo Frontide ha la barba. Ed apprese il nome di costui solo dal poema sopra Ulisse: i nomi degli altri, a mio credere, furono dallo stesso Polignoto inventati. Vi sta Briseide, e di l da essa Diomede, ed Ifi davanti ad amendue, essi sono nell'attitudine di osservare la figura di Elena. Elena istessa siede, ed Euribate le sta dappresso, che noi ci figuriamo essere l'araldo di Ulisse: egli non avea invero ancora la barba. Vi sono due serve, Elettra, e Pantalide; questa sta al fianco di Elena, ed Elettra lega i calzari alla sua signora. Anche questi nomi furono da Omero diversamente nella Iliade posti, dove cant di Elena, e delle schiave, che seco lei al muro andavano. Sopra ad Elena siede un uomo ravvolto in un pallio purpureo, e molto triste: ti figureresti, che fosse Eleno di Priamo anche prima di leggere la inscrizione. Vicino ad Eleno  Megete: ed  ferito Me- gete nel braccio, siccome anche Leschete di Eschileno, Pirro, cant nell'eccidio di Troja: affermano, che costui fosse ferito nella battaglia, che nella notte diedero i Trojani, da Admeto Argivo. Vi  dipinto ancora, presso Megete, Licomede di Creonte, che  ferito nel carpo: Leschete dice, che esso sia stato in questa guisa da Agenore ferito.  chiaro adunque, che Polignoto non avrebbe altrimenti cos le ferite loro dipinti, se non avesse letto il poema di Leschete. Aggiunse ancora a Licomede una ferita al tallone, ed una terza nel capo. Havvi Eurialo ancora, figlio di Mecisteo, ferito nel capo, e nel carpo della mano. Questi pertanto sono sopra ad Elena nella pittura: dopo Elena,  la madre di Teseo, che ha la testa rasa fino alla cute, e de' figli di Teseo vi  Demofonte, che pensa, per quanto la figura lo permette, se gli sar concesso di salvare Etra. Gli Argivi dicono, che anche dalla figlia di Sinide nacque a Teseo Melanippo, e che costui riport la vittoria del corso, quando i cos detti Epigoni per la seconda volta dopo di Adrasto celebrarono i giuochi Nemi. Leschete cant di Etra, che allorquando fu preso Ilio, fu trascinata nel campo de' Greci, e dai figli di Teseo riconosciuta, e Damofonte ad Agamennone la richiese, il quale volendo farle cosa grata, disse, che non l'avrebbe fatto prima, che non avesse persuaso Elena: ed avendo spedito in Araldo, Elena gli fece la grazia.  adunque rappresentato Euribate nella pittura, come venuto presso di Elena per cagione di Etra, e per annunziarle ci, che da Agamennone gli era stato ingiunto. Le donne Trojane sono figurate come schiave, ed in lutto: vi  dipinta Andromaca col figliuolo che le sta attaccato alla mammella. Leschete dice, che costui fin la vita gittato dalla torre, non gi per decreto de' Greci; ma per avere di sua autorit Neottolemo voluto esserne uccisore colle proprie mani. Vi  dipinta Medesicasta, anche essa una delle figlie spurie di Priamo: Omero dice, che costei and a stabilire la sua dimora nella citt di Pedeo, congiunta in matrimonio con Im- brio figlio di Mentore. S Andromaca, che Medesicasta hanno il capo velato: Polissena ha i capelli nel capo annodati, secondo l'uso delle vergini. Che essa morisse sulla tomba di Achille, lo cantarono i poeti, e io avendole vedute, conosco le pitture in Atene, e in Pergamo, che  di l dal Caico, che sono relative ai patimenti di Polissena. Dipinse ancora Nestore col pileo sul capo, e coll'asta in mano: ed il cavallo  rappresentato come sul punto di entrare in pugna. Fino al cavallo  lido, ed in esso appariscono delle pietruzze, di l non si vede pi rappresentato mare.
 CAPO VENTESIMOSESTO
Continua la descrizione delle pitture di Polignoto nel Lesche.
1. Sopra le donne, che sono fra Etra, e Nestore, si veggono Climene, Creusa, Aristomache, e Senodice, schiave anche esse. Stesicoro adunque nella distruzione di Troja enumer fra le schiave Climene: similmente cant ne' Ritorni, che Aristomache fosse figlia di Priamo, e sposa di Critolao d'Icetaone. Di Senodice non so, che abbia alcuno fatto menzione, poeti, o compositori di discorsi. Sopra Creusa dicono, che la Madre degli Dei, e Venere, la salvarono dalla schiavit de' Greci: imperciocch vogliono, che anche essa fosse moglie di Enea. S Leschete, che l'autore de' versi Ciprj, danno per moglie ad Enea Euridice. Sul letto dipinte veggonsi, di l da queste, Deinome, Metioche, Piside, e Cleodice, delle quali nella cos detta piccola Iliade non si legge, che il nome di Deinome: i nomi delle altre, a mio credere, furono da Polignoto istesso posti. Vi  dipinto anco Epo nudo, che eguaglia al suolo le mura di Troja; si mostra sopra di esso la testa sola del cavallo di legno. Havvi Polipete di Piritoo col capo coronato da una tenia, e presso di lui  Acamante di Teseo, che ha sul capo la celata: sulla celata vedesi fatto il cimiero: e vi  Ulisse rivestito di corazza. Ajace di Oileo, tenendo lo scudo, sta presso l'altare giurando per l'azione scellerata commessa contro Cassandra. Cassandra siede a terra, e tiene la statua di Minerva, avendo staccato dalla base il simulacro quando Ajace la strapp dal suo stato di supplichevole: vi sono dipinti i figli ancora di Atreo anche essi colla celata sul capo: sullo scudo, che tiene Menelao, vedesi espresso un dragone, per cagione del prodigio, che in Aulide nel sagrificare apparve: dopo questi, che fanno giurare Ajace, incontro al cavallo presso di Nestore havvi Neottolemo, che uccide Elasso, chiunque egli si fosse: questo  nell'atto di spirare. Astinoo, di cui Leschete ancora fece menzione, caduto ginocchione,  colla spada da Neottolemo ferito. E Polignoto fece, che fra tutti i Greci Neottolemo solo continui a scannare i Trojani, perch alla tomba di Neottolemo dovea tutta la pittura essere diretta: in tutto il poema Omero d al figlio di Achille il nome di Neottolemo: i versi Ciprj per affermano, che da Licomede Pirro, e da Fenice Neotto- lemo fosse chiamato, perch Achille sendo ancor giovane di et, avea incominciato a guerreggiare. Vi  stata dipinta anche un'ara, ed un piccolo fanciullo, che per timore sta attaccato ad essa: sull'ara giace ancora una corazza di bronzo.
2. A' miei tempi era rara la figura di queste corazze, ma ne' tempi antichi le portavano: due erano i pezzi di bronzo, uno, che accostava al petto, ed alle parti intorno al ventre, e l'altro per difesa delle spalle: erano questi chiamati giali, e l'uno davanti, l'altro di dietro applicavansi, e di poi l'uno coll'altro univansi con fibbie. E sembrava, che avrebbe reso sicuri anche senza lo scudo. Perci Omero ancora fece Forcine il Frigio senza scudo, perch avea la corazza dai due giali composta: ed io vidi dalla pittura di Polignoto imitata questa difesa: e nel tempio di Diana Efesina, Callifonte Samio dipinse donne, che adattano a Patroclo i giali della corazza. Di l dall'ara dipinse Laodice, che sta in piedi: questa io non ritrovai essere stata dal poeta enumerata fra le schiave Trojane, n d'altronde mi parve, che la verosimilitudine non portasse, che subito fosse dai Greci liberata. Omero infatti nella Iliade ha mostrato l'ospitalit da Menelao, e da Ulisse presso di Antenore ricevuta, e che Laodice era in matrimonio congiunta con Elicaone di Antenore: Leschete afferma, che ferito Elicaone nella pugna notturna, fu da Ulisse riconosciuto, e menato fuori vivo dalla battaglia. Seguirebbe adunque da ci, che per la premura di Menelao, e di Ulisse per la casa di Antenore, non sarebbe stata da Agamennone, e Menelao un'azione da nemico contro la moglie di Elicaone commessa. Ma Euforione Calcidese, senza alcuna verosimiglianza cant quello, che Laodice risguarda. Dopo Laodice havvi un sostegno di marmo, e su di esso un vaso di bronzo: Medusa tenendo con ambo le mani il sostegno, sen siede sul suolo: fra le figlie di Priamo enumererebbe alcuno anche questa, secondo l'ode del poeta Imero. Presso Medusa vedesi una persona colla testa rasa, che  o una donna vecchia, od un eunuco; tiene fra le ginocchia un bambino nudo, il quale  stato espresso, che si mette davanti agli occhi la mano pel timore.
 CAPO VENTESIMOSETTIMO
Continua la descrizione della pittura di Polignoto nel Lesche.
1. Dei cadaveri, quello nudo, Peli di nome, giace boccone; sotto Peli giacciono Eioneo, ed Admeto rivestiti ancora delle corazze: di essi Leschete dice, che Eioneo fu morto da Neottolemo, e Admeto da Filottete: degli altri pi in alto di questi, quello sopra il vaso  Leocrito di Polidamante morto da Ulisse, e sopra Eioneo, ed Admeto vedesi spento Corebo di Migdone: il sepolcro illustre di costui,  edificato ne' confini de' Frigj col paese de' Tettoreni, e da lui venne, che i poeti dessero ai Frigj il nome di Migdoni. Era venuto Corebo per prendere in moglie Cassandra; ma fu morto, come vuole la tradizione generale, da Neottolemo: Leschete per lo fa ucciso da Diomede. Sono anche sopra a Corebo Priamo, Assione, ed Agenore. Leschete non disse, che Priamo fu morto sul focolare di Erco, ma strappato dall'ara fuor di proposito, incontrossi con Neottolemo presso le porte della casa. Sopra Ecuba, Stesicoro cant nella distruzione d'Ilio, che fu da Apollo nella Licia portata. Leschete dice, che Assione era figlio di Priamo, e mor per le mani di Euripilo figlio di Euemone. L'uccisore di Agenore, secondo lo stesso poeta, fu Neottolemo: laonde potrebbe sembrare, che Echeclo di Agenore fosse ucciso da Achille, ed Agenore istesso da Neottolemo. Sinone compagno di Ulisse, ed Anchialo, portano il cadavere di Laomedonte al sepolcro: vi  espresso un altro estinto ancora, Ereso di nome: le cose sopra Ereso, e Laomedonte, niuno, che noi sappiamo, cantolle. Havvi la casa di Antenore, ed una pelle di pardo appesa sopra l'ingresso, onde essere un segno ai Greci per astenersi da quella. Vi sono dipinti, Teano, e i figli, Glauco, che siede sopra una corazza dai giali attaccata; ed Eurimaco sopra un sasso: presso di lui sta Antenore, e quindi la figlia di Antenore Crino, che porta un bambino: tutti hanno il volto espresso come lo deve essere in una disgrazia. I servi stanno mettendo una cassa sopra di un asino, ed altri bagagli: sull'asino siede un piccolo fanciullo. In questo luogo della pittura vi  il distico di Simonide ancora:
Dipinse Polignoto di Aglaofonte
Tasio la devastata cittadella
D'Ilione sacra.
 CAPO VENTESIMOTTAVO
Altra pittura di Polignoto nel Lesche.
1. L'altra parte della pittura, a mano sinistra, rappresenta la discesa di Ulisse nel cos detto inferno per interrogare l'anima di Tiresia del suo ritorno salvo; cos  la pittura. Sembra vedere l'acqua di un fiume, ed  chiaro, che sia l'Acheronte, e in esso sono nate canne palustri, e tanto tenui sono le figure de' pesci, che tu crederesti essere piuttosto ombre, che pesci: e nel fiume  una nave, ed il nocchiero sui remi. Segu Polignoto (io credo) la poesa Miniade: conciossiach nella Miniade sopra Teseo, e Piritoo si legga:
Giunsero allora alla barca de' morti
Ed il vecchio nocchiero li condusse
Caronte, e dentro non vi g Mercurio.
Perci adunque Polignoto ancora dipinse Caronte gi vecchio di et. Quelli che sono montati sulla barca non si vedono totalmente neppure da quelli, che si avvicinano. Ma sembrano Telli pubere di et, Cleoba ancora vergine, ed ha ne' piedi una cista quale  quella, che sogliono fare a Cerere. Circa Telli io intesi, che il poeta Archiloco discendeva in terza generazione da lui. Di Cleoba poi dicono, che essa port per la prima volta i misteri di Cerere da Paro in Taso. Sulla sponda dell'Acheronte merita specialmente di essere veduto sotto la barca di Caronte un uomo verso il padre non giusto, che  dal padre stesso strozzato.
2. Imperciocch gli antichi molto stimavano i genitori, siccome da altre cose pu dedursi, e da quelli in Catania chiamati Pii, i quali quando scorreva sopra Catania il fuoco dall'Etna niuna premura si presero dell'oro, e dell'argento, ma fuggirono portando in collo, uno la madre, e l'altro il padre: avanzandosi con pena furono colti dalla lava spinta dalle fiamme, e (perciocch neppure per questo deposero i genitori) dicesi, che la lava si dividesse in due parti, ed il fuoco passasse senza che i giovanetti istessi, ed insieme con loro i genitori ricevessero alcun danno: e questi invero anche a' miei giorni ricevono dai Catani degli onori. Nella pittura di Polignoto vicino all'uomo, che avea recato ingiurie al padre, e per questo paga nell'inferno la pena,  punito un'altro, che ha spogliato i tempj: la donna, che lo punisce conosce fragli altri veleni quelli, che sono in tormento degli uomini.
3. In modo pi speciale ancora dimostrarono gli uomini la loro piet verso gl'Iddii: siccome  chiaro per ci, che fecero gli Ateniesi, quando presero il tempio di Giove Olimpio in Siracusa, i quali non mossero alcuno de' donativi, e lasciarono che ne stesse alla custodia il Sacerdote Siracusano. Dati Medo ancora mostrollo, e coi discorsi, che fece ai Delj, ed anche per i fatti, avendo trovato in una nave Fenicia una statua di Apollo, la rese di nuovo in Delio ai Tanagri. Cos allora tutti la divinit onoravano, e per questa ragione dipinse Polignoto quell'esempio contro il saccheggiatore dei templi.
4. Pi in alto delle cose accennate si vede Eurinomo: dicono gli eruditi Delfj, che Eurinomo sia uno de' Genj infernali, e che roda le carni de' morti, lasciando loro soltanto le ossa. Il poema di Omero sopra di Ulisse, e quello detto Miniade, e i Ritorni (conciossiach anche in questi si fa menzione dell'inferno, e de' terrori che vi sono) non conoscono alcun demone Eurinomo. Mostrer per di esso quale egli  Eurinomo, ed in in qual figura  stato dipinto: il suo colore  fra il negro, ed il ceruleo come  quello delle mosche, che stanno sopra le carni; mostra i denti, e sta assiso sopra la pelle di un avvoltojo. Dopo di Eurinomo segue Auge dalla Arcadia, ed Ifimeda: Auge and in Misia presso Teutrante, e di tutte le donne, colle quali dicono avere avuto Ercole commercio, questa un figlio simile specialmente al padre partor. Ifimeda poi ricev grandi onori dai Carj, che sono in Milasi,
 CAPO VENTESIMONONO
Continua la descrizione della pittura di Polignoto.
1. Pi in alto di questi di gi da me accennati sono i compagni di Ulisse, Perimede, ed Euriloco, i quali portano le vittime: sono queste montoni neri.
2. Dopo le vittime vedesi assiso un personaggio, e l'inscrizione, che vi si legge dice, che  Ocno: egli  rappresentato nell'atto di attortigliare una fune, ed al suo lato  un'asina, che mangia tutto quello, che egli attortiglia di essa. Dicono, che questo Ocno sia stato assai amante di lavorare, e che abbia avuto una moglie prodiga, e che tutto quello, che costui lavorando raccoglieva non molto dopo era da quella consumato. Vogliono adunque, che Polignoto abbia fatto allusione alla moglie di Ocno. E conosco, che dai Joni ancora tutte le volte, che reggano alcuno faticare senza alcun profitto, da essi si dice, che quest'uomo fa la corda di Ocno. Ocno dagl'indovini ancora che osservano gli augurj si chiama un uccello, che  il pi grande, e il pi bello degli aghironi: questo  uno degli augelli pi rari. Vi  dipinto Tizio, che non  quasi pi punito, ma che per la continuit della pena  totalmente consunto, una ombra tenue, e non intera. Percorrendo quello, che nella pittura segue, vicinissima a colui, il quale torce la corda  Arianna: sta assisa sopra di un sasso, e guarda la sua sorella Fedra, che ha sollevato il suo corpo con una fune, e che con ambo le mani tiene da tutte, e due le parti la corda. Presenta questa una figura decorosa, e che mostra nel tempo stesso chiaramente ci, che risguarda la morte di Fedra. Arianna poi, o per qualche fortuna incontrata, o espressamente tramatele insidie, fu a Teseo tolta venendo sopra di lui Bacco con una flotta maggiore; n alcun altro a mio parere, egli fu, se non il primo che con una spedizione portossi contro gl'Indiani, e sull'Eufrate fece ponti. E Zeugma fu nomata una citt in quel luogo del paese in cui fu sull'Eufrate fatto un ponte: ed ivi  anche a' giorni nostri il canapo, col quale fece il ponte, di sarmenti di vite, e di edera intrecciato. Molto di ci, che risguarda Bacco  stato detto dai Greci, e dagli Egizj. Sotto Fedra vedesi Clori inchinata sulle ginocchia di Tia. Non errer neppure chi dice, che fra di loro fossero amiche quando queste donne erano in vita; imperciocch erano, Clori da Orcomeno in Beozia...: ed altri ancora dissero di loro, che con Tia, Nettuno si giacque, e che Clori si congiunse con Neleo figlio di Nettuno. Presso Tia sta Procride figlia di Eretteo, e dopo di lei Climene: questa Climene, volge le spalle. Si canta ne' Ritorni, che Climene fosse figlia di Minia, e che essa si maritasse con Cefalo di Deione, e nascesse loro per figlio Ificlo. Ci che risguarda Procride,  da tutti ancora cantato, come prima di Climene con Cefalo si congiunse, e quale fu il modo con cui fu dal marito morta. Pi indentro di Climene vedrai Megara da Tebe: fu questa Megara avuta in moglie da Ercole, il quale dopo qualche tempo la rimand, come colui, che era stato privato de' figli avuti da lei, e che la credeva con cattiva fortuna a lui congiunta. Sulla testa delle donne enunciate vedesi la figlia di Salmoneo assisa sopra di un sasso, ed Erifile sta al suo lato in piedi, che per la veste presso il collo stende le punta delle dita; nei vuoti della veste ti figureresti, che ella tiene colle mani quel monile. Di l da Erifile dipinse Elpenore, ed Ulisse, che piega le gambe, e tiene imbrandita la spada sulla fossa: e l'indovino Tiresia si avanza verso la fossa, e dopo Tiresia sopra un sasso  Anticlea madre di Ulisse: ed Elpenore  ravvolto in una stuoja invece di vestimento, cosa solita a portarsi dai marinai. Pi in basso di Ulisse sono sopra seggi assisi, Teseo che con ambo le mani tiene due spade, quella di Piritoo, e la sua, e quello, che guarda le spade  Piritoo: ti figureresti, che egli fosse rattristato delle spade, siccome a lui inutili, e che non erano loro di giovamento nelle ardite imprese. Paniasi cant, che Teseo, e Piritoo sopra i seggi presentavano la figura, non di legati; ma disse, che il sasso era loro di sua natura aderente alla pelle invece di legami. Della cos detta amicizia di Teseo, e Piritoo, Omero parl in ambedue i poemi. Ed Ulisse infatti dice ai Feaci:
E que' che pur volea mirare io vidi
I magnanimi figli degli Dei
Di me pi antichi Teseo e Piritoo.
E da lui  stato nella Iliade ancora cantato Nestore, che altre cose dice nella esortazione di Agamennone, ed Achille, e fra queste i versi seguenti ancora:
N mai veduto n pi vedr poi
Uomini da eguagliar Piritoo forte,
Drias pastor de' popoli e Ceneo,
Ed Essadio e il divino Polifemo,
E Teseo d'Ego, che eguagli i numi.
 CAPO TRENTESIMO
Continua la descrizione delle pitture di Polignoto.
1. Quindi Polignoto dipinse le figlie di Pandareo. Omero ne' discorsi di Penelope dice, che morirono alle vergini per odio degli Iddii i genitori; e che esse orfane furono da Venere allevate, e che dalle Dee riceverono, da Giunone di esser prudenti, e belle di volto; da Diana la statura maestosa del corpo; e da Minerva l'essere ammaestrate nelle arti alle donne convenienti: Venere adunque sal in cielo volendo ottenere da Giove per le donzelle nozze felici; e queste sendone ella lontana furono dalle Arpie rapite, e date da loro alle Furie. Ci  quanto Omero ha sopra di esse cantato. Polignoto poi dipinse le donzelle coronate di fiori, e che giuocano agli astragali: il nome loro  Camiro, e Clizia. Sappiasi, che Pandareo era Milesio da Mileto di Creta, ed ebbe parte nel delitto del furto con Tantalo, e nella astuzia del giuramento. Dopo le figlie di Pandareo viene Antiloco, che tiene uno de' piedi sopra di un sasso, e la faccia, ed il capo sopra ambo le mani; Agamennone dopo di Antiloco  appoggiato sotto l'ascella sinistra dallo scettro, e colle mani innalza una verga. Protesilao assiso guarda verso di Achille; tale  la sua attitudine: di l da Achille sta Patroclo. Ad eccezione di Agamennone questi altri non hanno la barba.
2. Di l da essi  dipinto Foco, garzone di et, e Jaseo che ha molta barba, e toglie dalla mano sinistra di Foco un anello per questo racconto. Con Foco di Eaco, che era da Egina passato in quella che oggi  detta Focide per acquistare il comando degli uomini di questo continente, e voleva ivi stabilire il suo soggiorno, venne Jaseo in una amicizia strettissima, e fragli altri doni, come  conveniente che gli diede, vi fu un suggello di pietra legato in oro. Ritornato non molto dopo Foco in Egina, gli tram subito Peleo insidie alla vita; e per questa cagione nella pittura in memoria di quell'amicizia, Jaseo  in atto di voler vedere il suggello, e Foco glielo lascia prendere. Di l da questi vedesi Mera assisa sopra di un sasso. Di lei,  stato ne' Ritorni cantato, che part di questa vita sendo ancora vergine, e che era figlia di Preto di Tersandro di Sisifo. Dopo Mera siegue Atteone di Aristeo, e la madre di Atteone, che nelle mani tengono un cerbiatto, e che sono sulla pelle di un cervo assisi; presso di loro giace una cagna da caccia per ragione della vita di Atteone, e del modo della sua morte. Riguardando di nuovo nel basso della pittura vedesi dopo Patroclo, come sopra di una collina assiso Orfeo, e colla sinistra tocca la cetra, e coll'altra maneggia salci: quelli, che egli maneggia sono i rami, e sta appoggiato al tronco: sembra che sia il bosco di Proserpina, dove i pioppi, ed i salci nascono secondo il parere di Omero: la figura di Orfeo  greca, e non ha n la veste, n il pileo Trace sul capo. Dall'altra parte del tronco del salcio sta appoggiato Promedonte. V'ha chi pensa, che sia stato il nome di Promedonte introdotto da Polignoto stesso, come in un poema: altri poi hanno detto, che fosse egli un Greco amantissimo di udire ogni altra musica, e specialmente le canzoni di Orfeo. In questo lato della pittura havvi Schedio condottiere de' Focesi a Troja, e dopo di lui Pelia assiso in un trono, canuto similmente nella barba, e nel capo: costui guarda Orfeo; e Schedio tiene un pugnale, ed  coronato di gramigna. Tamiri, che siede vicino a Pelia,  privo di occhi, ed  in tutta la figura abbattuto, e una lunga chioma dal capo, e una barba lunga gli scende dal mento: la lira  gittata ai suoi piedi, e di essa sono spezzati i corni, e rotte le corde. Di l da costui, su di un sasso  assiso Marsia, ed Olimpo  presso di lui in figura di un bel garzone, ed in attitudine di apprendere a suonare la tibia. I Frigj di Celene vogliono, che il fiume, il quale traversa la loro citt, fosse un d quel suonatore di tibie: vogliono ancora, che un ritrovato sia di Marsia il suono delle tibie, che si dice Materno: ed affermano, che respinsero ancora l'esercito de' Galli, difesi da Marsia contro de' barbari, e coll'acqua del fiume, e col suono delle tibie.
 CAPO TRENTESIMOPRIMO
Finisce la descrizione delle pitture di Polignoto - Meleagro, e sua morte.
1. Se rivolgere tu vuoi di nuovo lo sguardo all'alto della pittura, dopo Atteone segue Ajace da Salamine, e Palamede, e Tersite, che giuocano ai dadi, giuoco inventato da Palamede; l'altro Ajace li sta guardando mentre giuocano: questo Ajace ha il colore di un naufrago, avendo la pelle sparsa di salsedine. Polignoto introdusse qu espressamente i nemici di Ulisse. Ajace di Oileo venne in inimicizia con Ulisse, quando costui esortava i Greci a lapidare Ajace, per la scelleratezza verso Cassandra commessa. Che Palamede avanzandosi per pescare, fosse annegato, e che Diomede, ed Ulisse ne fossero gli uccisori, io lo so per averlo letto ne' versi Ciprj. Meleagro di Eneo  pi in alto nella pittura, di Ajace di Oileo. Egli  rappresentato nell'atto di guardare Ajace: questi, ad eccezione di Palamede, hanno tutti la barba.
2. Circa la morte di Meleagro, Omero ha detto, che le Furie esaudirono le imprecazioni di Altea, e Meleagro per questa cagione mor. Le poesie cos dette Ee, e la Miniade sono fra loro di accordo: imperocch dicono esse, che Apollo assist i Cureti contro gli Etoli, e Meleagro fu morto da Apollo. Il racconto, che fassi sul tizzone, cio, che fosse dalle Parche ad Altea concesso, che Meleagro non sarebbe dovuto morire prima, che il tizzone non fosse stato dal fuoco distrutto, e che Alta per lo sdegno lo ardesse, questo racconto adunque fu per la prima volta prodotto da Frinico di Polifradmone nel dramma intitolato le Pleuronie:
Egli non evit la cruda morte
Ma veloce la fiamma consumollo
Sendo il tizzon distrutto
Dalla sua madre insidiosa Alta.
Apparisce invero, che non avendo Frinico condotto pi a lungo il discorso, come altri di un proprio ritrovato farebbe, lo tocc appena, siccome di gi per tutta la Grecia divulgato. Nel basso della pittura, dopo il Trace Tamiri, havvi Ettore, che assiso, tiene ambo le mani sul ginocchio sinistro, sendo nell'atto di una persona addolorata: dopo di lui  Mennone, che siede sopra un sasso, e Sarpedonte accanto a Mennone: hanno tutti costoro la barba: nella clamide di Mennone vi sono lavorati augelli, di quelli, che hanno il nome di Mennonidi: ed affermano gli Ellesponzj, che ciascun anno vanno essi in giorni determinati sul sepolcro di Mennone; e tutta quella parte del monumento, che  scoperta di alberi, o di erba,  dagli augelli nettata, e colle ali bagnate lo aspergono dell'acqua dell'Esepo. Presso Mennone havvi espresso un garzone Etiope nudo, perch Mennone era Re della nazione degli Etiopi. E giunse in Ilio non gi dalla Etiopia; ma da Susa di Persia, e dal fiume Coaspe, avendo soggiogato tutte le nazioni, che abitavano frammezzo. I Frigj mostrano ancora la strada, per la quale men egli l'esercito, scegliendo le vie pi brevi:  la via da mansioni interrotta. Di l da Sarpedonte, e Mennone, vedesi Paride, che non ha ancora la barba; ma batte le mani come farebbe un uomo rozzo; tu dirai, che Paride collo strepito delle mani chiama presso di se Pentesila. Anche costei guarda Paride, che nella espressione del volto sembra, che lo disprezzi, e non ne faccia alcun conto: Pentesila  rappresentata come una vergine, la quale tiene un arco somigliante a quei di Scizia, e sulle spalle la pelle di un pardo. Quelle di l da Pentesila portano l'acqua in vasi rotti: vi  dipinta una, che  ancora bella di volto, ed un'altra, che  di gi avanzata in et: in particolare non vi  inscrizione sotto ciascuna delle donne; ma in comune sotto ambedue, che sono non iniziate. Pi in alto di queste donne havvi Callisto, e Nomia di Licaone, e Pero di Neleo, e per dote di questa, Neleo richiede le vacche d'Ificlo. Callisto per coltrice ha una pelle di orso, e tiene i piedi nelle ginocchia di Nomia. Ha di sopra il mio discorso mostrato, che gli Arcadi dicono Nomia essere una ninfa loro nazionale; che le ninfe poi vivano molti anni, ma che non siano affatto esenti dalla morte, lo dicono i poeti. Dopo Callisto, e tutte le donne, che sono con lei, si vede un precipizio, e Sisifo di Eolo, che  sforzato a spingere sul precipizio il sasso. Havvi ancora nella pittura un dolio, un vecchio, ed un garzone, e parecchie donne assise sopra il sasso, e presso del vecchio una femmina simile a lui nella et: gli altri portano acqua, ma alla vecchia tu crederai, che siasi rotto il vaso; e tutto quello, che nel pezzo rotto le rimane, lo versa di nuovo nel dolio. Noi congetturammo, che anche questi siano di quelli, che niun conto fanno de' misterj Eleusinj: imperciocch i pi antichi fra i Greci tanto pi rispettabile credettero la iniziazione Eleusinia, di tutto ci, che la religione risguarda, quanto in confronto degli Eroi gl'Iddii. Sotto questo dolio, Tantalo fra gli altri tormenti, che Omero sopra di lui cant, ha quello del timore del sasso, che sta per cadergli sopra.  chiaro, che Polignoto ha seguito la tradizione di Archiloco, del quale io non so se da altri sia stato ammaestrato circa le cose, che risguardano la pietra, ovvero l'abbia egli stesso nel suo poema introdotta. Tale  il numero degli oggetti, e tale il decoro, al quale la pittura del Tasio ascende.
 CAPO TRENTESIMOSECONDO
Altri monumenti di Delfo - Strada del Parnasso - Antro Coricio - Titorea - Fiume Cacale - Monumenti di Titorea.
1. Annesso al recinto del tempio  il teatro, che merita di essere veduto. Partendo dal recinto ivi  la statua di Bacco, dono de' Cnidj. Nella parte pi alta della citt  il loro stadio; questo era fatto de' sassi, che sono in gran numero nel Parnasso, finch Erode Ateniese non n'ebbe mutato la decorazione in marmo pentelico. Ci  quanto a' miei tempi rimaneva in Delfo, che meritava di essere riferito.
2. Andando da Delfo verso le cime del Parnasso, sessanta stadj lontano dalla citt havvi una statua di bronzo, ed  pi facile ad un uomo spedito, ai muli, e ai cavalli la salita all'antro Coricio. Poco pi sopra ho dimostrato, che quest'antro avea tratto il nome dalla ninfa Coricia; e mi sembra, di tutte le spelonche, che io vidi, quella, che meritava specialmente di essere osservata.
2. Imperocch di tutte quelle, che sono, o nei lidi, o nel profondo del mare, non potrebbe da alcuno, ancorch il volesse, trovarsi il giusto numero, ma ve n'ha delle pi rinomate ne' Greci, e nel paese de' barbari. I Frigj, che sono sul fiume Peucella, i quali in origine in quel paese dall'Arcadia, e dagli Azani giunsero, mostrano un antro chiamato Steuno, rotondo, e che  di una bella altezza:  questo un tempio della gran Madre, e vi  stata fatta la sua statua. Temisonio di l da Laodica  anche esso abitato dai Frigj, e quando l'esercito de' Galli metteva sossopra la Jonia, e i luoghi con quella provincia confinanti, i Temisonesi dicono, che in loro ajuto venissero Ercole, Apollo, e Mercurio: imperocch questi, siccome affermano, mostrarono in sogno ai loro magnati un antro, e comandarono ai Temisonesi, alle loro donne, e ai fanciulli di nascondersi in esso: e perci dicono, che davanti alla spelonca vi sono statue non grandi di Ercole, Mercurio, ed Apollo, chiamate Speleati: dalla loro citt quest'antro  trenta Stadj distante, e vi sono dentro delle sorgenti: n vi conduce ingresso alcuno, n per molto tempo vi penetrano i raggi del sole, e la volta  in gran parte assai vicina al suolo.
4. I Magnesj ancora, che abitano sul fiume Leto, hanno un luogo, che Ile si dice: ivi  consagrata ad Apollo una spelonca non straordinaria per la grandezza: la statua di Apollo sommamente antica d forza in ogni operazione, ed ivi gli uomini sacri saltano da precipizj dirupati, e da alte rupi, e svellendo alberi altissimi dalle radici, insiememente coi pesi fanno cammino per i sentieri pi angusti.
5. L'antro Coricio supera in grandezza i suddetti, e si pu per molto tempo camminare in esso senza lume: la volta  sufficientemente dal suolo distaccata, e l'acqua, altra dalle sorgenti sgorga, e molta ancora gocciola dalla volta, cosicch per tutto l'antro chiaramente si veggono nel suolo le traccie delle gocciole. Gli abitatori del Parnasso, sacro specialmente lo credono alle ninfe Coricie, ed a Pane. Dopo il Coricio  difficile anche per un uomo spedito il pervenire alle cime del Parnasso: superano queste le nubi, e su di esse le Tiadi infuriano in onore di Bacco, e di Apollo.
6. Titorea  pi oltre di Delfo, per quanto si pu congetturare, ottanta stadj, andandovi per la via del Parnasso. Quella strada poi, che non  tutta montuosa; ma che  commoda per i carri ancora, si disse, che era anche pi lunga. Io so, che diversamente sul nome della citt hanno scritto Erodoto nella invasione del Persiano, e Bacide negli oracoli. Bacide invero chiam Titorei gli uomini di questi luoghi. Erodoto poi dice su di essi, che avvicinandosi il barbaro, quelli, che ivi abitavano, nelle cime del Parnasso si rifuggiarono, e che Neone era il nome della citt, Titorea poi era la punta del Parnasso. Pare adunque, che col tempo, primieramente tutto il paese, e dopo questo, poich si furono dalle castella nella citt raccolti, prevalse anche, che Titorea, e non pi Neone la citt fosse nomata. Quelli del paese dicono, che Titorea fosse chiamata dalla Ninfa Titorea, una di quelle, che secondo l'antica tradizione de' poeti nacquero dagli altri alberi, e specialmente dalle quercie. Una et innanzi alla mia nascita, la fortuna fece peggiorare lo stato di Titorea. Havvi l'edificio del teatro, e il recinto del foro pi antico. Fra le cose, che sono nella citt di maggior conto, specialmente  il bosco sacro di Minerva, e il tempio, e la statua: e fra quelle degne di memoria  il sepolcro di Antiope, e Foco.
7. Quella parte del mio discorso, che  sopra i Tebani, dimostr, che Antiope per ira di Bacco divenne furibonda, e quale fu il motivo, per cui l'ira del Dio attirossi: mostr ancora, che essa si congiunse in matrimonio con Foco di Ornizione suo amante, e che insieme con lui fu sepolta; e mostrai pure tutto ci, che Bacide fatidico ha di comune circa questo sepolcro, e quello di Zeto in Tebe, e di Anfione. Oltre gli oggetti suddetti non vi era in questa piccola citt altro, che meritasse di essere accennato. Un fiume presso la citt dei Titoresi porge loro da bere, scendendo essi sulla sua ripa, e prendendone l'acqua: il suo nome  Cacale.
8. Settanta stadj pi oltre di Titorea  il tempio di Esculapio, il quale chiamasi Archegeta: riscuote questo gli onori dai Titoresi istessi, e dagli altri Focesi. Dentro il recinto s i supplichevoli, che quelli, che sono al servigio del Dio, hanno le loro abitazioni ancora: in mezzo  il tempio colla statua di marmo, che ha la barba, e che  di grandezza superiore a due piedi: a destra della statua  un letto; hanno il rito di sagrificare a questo Dio tutto fuori che le capre.
9. Circa quaranta stadj distante dal tempio di Esculapio  il recinto, ed il sacro recesso d'Iside, egli  il pi santo di quanti ne hanno i Greci alla Dea Egizia edificati. Imperciocch i Titoresi han decretato, che non si abiti a questo d'intorno, n possono nel recesso entrare se non coloro, che Iside istessa prescegliendoli chiama per sogni. Lo stesso fanno ancora gl'Iddii infernali nelle citt, che sono oltre il Meandro: imperciocch mandano visioni a coloro, che essi vogliono fare entrare ne' recessi. Circa alla Iside de' Titoresi celebrano in suo onore due volte all'anno la festa, una nella primavera, e nella state l'altra: e tre giorni innanzi ciascuna festa, tutti quelli, che hanno il permesso di entrare, purgano il recesso in un modo segreto, e tutto quello delle vittime introdotte nella festa precedente, che ritrovino rimanere ancora,  da loro tutto portato nello stesso luogo, ed ivi lo sotterrano: questo luogo credo, che sia due stadj distante dal recesso. Il quel giorno adunque fanno questo nel tempio; il d vegnente gli osti si fanno capanne di canna, e di altra materia, che trovano: nell'ultimo de' tre giorni fanno la fiera vendendo schiavi, ed ogni sorta di bestiami, e vesti inoltre, e oro, ed argento: dopo il mezzod si rivolgono al sagrificio. Sagrificano buoi, e cervi i pi ricchi, quelli, che mancano di ricchezze, oche, e galli d'india: i porci non vuole la liturgia, che si sagrifichino, siccome neppure pecore, e capre.  cosa santa nel sagrificare le vittime di mandarle nel recesso avendo fatto un rogo: fa di bisogno, che queste vittime siano avvolte in lacci di lino, o di bisso. Il modo di prepararle  l'Egiziano: si mena la pompa di tutte quelle cose, che sono state sagrificate, ed altri mandano nel recesso le vittime, ed altri davanti di esso bruciano le capanne, e se ne vanno con tutta la fretta. E dicono, che una volta un uomo di quelli, che non discesero nel recesso, ma profano, quando incominci ad ardere la pira, allora entr nel recesso per curiosit, ed ardire, che gli parve tutto pieno di ombre: e che ritorn nel territorio Titorese, ma avendo contato ci, che avea veduto, mor,
10. Una festa simile udii da un Fenicio, che celebrano gli Egizj ad Iside, quando dicono, che piange Osiride: allora comincia il Nilo a gonfiarsi, e molti de' nazionali dicono, che le lagrime d'Iside sono quelle, che fanno crescere il fiume, ed inaffiare i campi. Allora adunque, (mi narrava il Fenicio), il Romano, che governava l'Egitto, avendo persuaso con denari una persona, lo fece scendere nel recesso d'Iside, che  in Copto. E quegli entratovi, ritorn dal recesso, ma avendo riferito ci, che avea veduto, anche esso, io udii, esser subito morto. Pare adunque, che sia vero il verso di Omero, che gli uomini senza alcun buon augurio vedono gl'Iddii apertamente.
11. Gli olivi del paese de' Titoresi sono in numero minori a quelli del territorio Attico, e della Sicionia, ma per colore, e sapore sorpassano quelli della Spagna, e dell'Istria: e da questi fanno ogni sorta di unguento, e portano olio all'Imperadore.
 CAPO TRENTESIMOTERZO
Citt di Ledonte - Lila - Caradra - Parapotamia - Anficlea - Titronio - Drima.
1. L'altra strada da Titora,  quella che va a Ledonte, anche essa era un giorno nel numero delle citt: a' miei d per per la estrema debolezza i Ledonzj aveano abbandonato la citt, e circa settanta uomini abitavano sul Cefisso: hanno adunque le loro abitazioni il nome di Ledonte, ed anche questi hanno l'onore di entrare nel consiglio comune de' Focesi siccome i Panopeesi. Quaranta stadj pi in alto degli uomini, che ora abitano sul Cefisso, sono le rovine dell'antica Ledonte, e dicono che la citt prendesse il nome da un'indigena. Altre citt ancora soffrirono mali per la malvagit de' nazionali, e in una totale perdizione caddero, Ilio per la contumelia di Alessandro verso Menelao: i Milesj poi per la tendenza di Estieo alle cupidigie, e per l'amore ora della citt negli Edoni, ora di essere consigliere di Dario, ora di ritornar nella Jonia. Ai Ledonzj ancora Filomelo fece publicamente pagare la pena della sua empiet.
2. Lila nel tempo d'inverno ancora non  pi lontana di una giornata da Delfo, scendendovi pel Parnasso: noi ci figuriamo, che vi possano essere centottanta stadj di cammino. Gli abitanti di questa anche dopoch fu da loro la citt riedificata, doveano soggiacere ad una seconda disgrazia per parte della Macedonia. Assediati da Demetrio fecero una capitolazione, e fu introdotto nella loro citt un presidio fino a tantoch un nazionale di nome Patrone mosse a sollevazione contro il presidio i cittadini, che erano in et di portare le armi, ed avendo vinto in battaglia i Macedoni, forzolli con una capitolazione ad andarsene. I Lileesi in contracambio di questo beneficio dedicarono la sua statua in Delfo. Havvi in Lila il teatro, il foro, e le terme: vi sono ancora i tempj degl'Iddii, uno di Apollo, e di Diana l'altro: le statue stanno diritte in piedi e sono di lavoro attico, e di marmo pentelico. Dicono, che Lila fosse una delle cos dette Naiadi, e figlia del Cefisso, e che dalla Ninfa avesse nome la citt. Ivi il fiume ha le sorgenti; sorge dalla terra non sempre chetamente, ma come di sovente addiviene specialmente sul mezzod nell'uscire manda un suono; e questo romore dell'acqua assomigliar lo potresti ad un toro, che mugghia. Ha Lila tre stagioni dell'anno temperate, l'autunno, l'estate, e la primavera: il monte Parnasso impedisce, che l'inverno sia similmente mite.
3. Caradra venti stadj pi oltre  posta sopra un'alta rupe, e gli abitanti scarseggiano di acqua: serve loro per bere il fiume Caradro, il quale scendendo tre stadj da essi mette nel Cefisso: ed io credo, che alla citt sia stato posto il nome dal fiume Caradro. I Caradri hanno a cielo scoperto le are di alcuni de' cos detti Eroi, ed altri dicono, che siano de' Dioscuri, altri di Eroi del paese.
4. Il territorio di certo pi buono della Focide  quello presso il Cefisso, per piantarvi alberi, seminarvi, e produrre pascoli: cosicch si dice ancora, non essere in Omero la citt di Parapotamj nominata; ma risguardare il verso quelli che la terra presso il Cefisso coltivano
E quei che presso il divino Cefisso
Abitavano.
Con questo discorda la storia di Erodoto, discordano tutte quelle cose che rammentano le vittorie Pitiche: imperciocch quando gli Anfizioni dierono per la prima volta i giuochi Pizj, Acmea Parapotamio pugile vinse ne' garzoni: similmente Erodoto, enumerando tutte le citt, che il re Serse bruci nella Focide comprende in essa anche Parapotamj. N Parapotamj fu dagli Ateniesi, e dai Beoti riedificata: ma gli abitanti per la debolezza, e la mancanza de' denari, furono nelle altre citt divisi: di Parapotamj non esistevano pi neppur le rovine, n rammentano, in qual parte del paese questa citt fosse edificata.
5. Da Lila ad Anficla vi  una strada di sessanta stadj: il nome di questa citt fu dai nazionali corrotto, ed Erodoto chiamolla Anfica seguendo il modo pi antico; gli Anfizioni nell'emanare il decreto per la rovina delle citt de' Focesi le dierono il nome di Anficla. I nazionali dicono queste cose sopra di lei: un personaggio potente sospettando insidie de' suoi nemici contro un figlio suo bambino mise il figlio in un vaso, ed in quella parte del paese il nascose dove sapeva, che pi sicurezza avrebbe avuto: un lupo assal l'infante; ma un forte dragone ne prese la guardia attortigliatosi intorno al vaso. Come il padre presso il figlio sen venne, temendo, che il dragone non avesse insidiato l'infante, scagli uno strale, e insieme con esso uccise il fanciullo; ma avendo dai pastori appreso, che egli era stato l'uccisore del benemerito e del custode del figlio, un rogo in comune fece al dragone, e al fanciullo: e dicono che il luogo anche oggi si assomigli ad una pira ardente, e che da quel dragone venne la citt nomata Ofita. Merita specialmente di essere veduto il recesso, dove celebrano i misteri di Bacco; l'ingresso in quello,  aperto; ma la statua non si vede. Si narra dagli Anficleesi, che questo Iddio  a loro indovino, e gli ajuta nelle malattie, le quali s ad essi, che ai loro vicini sono per mezzo di sogni da lui guarite: il profeta n' il sacerdote, e d le risposte invaso dal nume.
6. Quindici stadj pi oltre di Anficla  in una pianura posto Titronio: non presenta alcuna cosa degna di essere rammentata. Da Tritonio a Drima vi sono quindici stadj: dove questa strada, e quella che direttamente da Anficla mena a Drima presso il Cefisso si uniscono, ivi i Titronesi hanno un bosco sacro ad Apollo, e delle are: vedesi edificato in questo luogo anche un tempio, ma senza statua. Drima  distante da Anficla ottanta stadj; voltando a sinistra (secondo i detti di Erodoto) vi erano ne' tempi pi antichi i Naubolesi; e gli abitanti di quel luogo dicono, che il fondatore sia stato Foco figlio di Eaco. I Drimi hanno un tempio antico di Cerere Tesmofora, a la statua in esso diritta in piedi  di marmo; in suo onore celebrano una festa annuale detta le Tesmoforie.
 CAPO TRENTESIMOQUARTO
Elata, sua storia, e monumenti - Minerva Crana.
1. Elata  la citt pi grande de' Focesi dopo Delfo: questa  situata come Anficla, e ad essa si va da Anficla per una strada di centottanta stadj, nella maggior parte piana; n sale molto neppure quando  pi dappresso alla citt degli Elateesi. Scorre nella pianura il Cefiso, e presso di questo vivono specialmente gli uccelli chiamati ottarde.
2. Gli Elateesi cacciarono Cassandro, e l'esercito de' Macedoni, sfuggirono ancora la guerra di Tassilo capitano di Mitridate, ed in premio di ci i Romani concessero a loro, che sendo liberi coltivassero il paese senza pagar tributo. Contendono di non essere di nazione stranieri, e dicono di essere di origine Arcadi: imperciocch, dicono, quando i Flegj andarono contro il tempio di Delfo, Elato di Arcade difese il Dio, e rimasto insiememente colle truppe nella Focide fu il fondatore di Elata. Fralle citt de' Focesi, che il Medo arse si deve contare anche Elata. Essi furono soggetti alle comuni sciagure de' Focesi, ed altre ne prepar loro la fortuna in particolare per parte de' Macedoni. Mentre Cassandro faceva loro la guerra, Olimpiodoro fu specialmente la causa, che inutile fosse l'assedio de' Macedoni: Filippo di Demetrio poi ridusse il popolo di Elata agli ultimi timori, ed insieme i pi potenti accattivossi con doni. Tito che comandava i Romani (imperciocch era stato spedito da Roma per rendere libera tutta la Grecia) promise di rendere agli Elateesi l'antico governo, e per mezzo di ambasciatori fece loro intimare, che si fossero dai Macedoni ribellati: o il popolo per stoltezza, o quelli che aveano le magistrature, vollero restare fedeli a Filippo, e furono assediati dai Romani. Ne' tempi seguenti per gli Elateesi resisterono all'assedio di Tassilo, capitano di Mitridate, e dei barbari del Ponto: per questa azione fu loro dai Romani concesso di essere liberi. L'esercito de' saccheggiatori Costoboci, che fece a' miei giorni scorrerie per la Grecia, pervenne anche ad Elata: allora Mnesibulo si mise alla testa di una mano di uomini, e dopo avere uccisi molti de' barbari, cadde nella pugna. Questo Mnesibulo fralle altre vittorie, che riport nel corso vinse ancora allo stadio ed al diaulo collo scudo nella Olimpiade CCXXXV. In Elata sulla via si vede eretta la statua di bronzo di Mnesibulo corridore.
5. Il foro  degno di essere veduto, siccome ancora la statua di Elato sopra una colonna scolpita: non so chiaramente, se il fecero come fondatore onorandolo, ovvero perch la colonna servisse di coperchio alla sua tomba.  ad Esculapio edificato un tempio e la statua ha la barba; i nomi di quelli, che hanno lavorato le statue sono Timocle e Timarchide di nazione Attica. Nella estremit destra della citt havvi un teatro, ed un'antica statua di Minerva di bronzo: dicono, che questa Dea li difendesse contro i barbari, che erano con Tassilo.
4. Venti stadj distante da Elata  il tempio di Minerva soprannomata Crana. La via va sempre crescendo in salita cos che colui che sale ne sente sempreppi la ertezza; alla estremit della strada havvi un colle che  nella maggior parte dirupato; ma non  n molto grande, n molto alto. Sopra questo colle  edificato il tempio: vi sono portici, e per essi si va alle abitazioni dove dimorano quelli che debbono servir la Dea, e fra gli altri specialmente il sacerdote. Scelgono questo dal numero dei garzoni, che non sono ancora pervenuti all'et della pubert, avendo la previdenza, che il tempo del suo sacerdozio termini avanti, che metta la barba; esercita per cinque anni continui tal carica, nei quali vive presso la Dea, e fragli altri usi ha quello di bagnarsi in catini secondo l'antico costume. Anche questa statua fu fatta dai figli di Policle: essa  armata per la battaglia, e sullo scudo vedesi espresso quello, che  in Atene sullo scudo della cos detta Vergine dagli Ateniesi.
 CAPO TRENTESIMOQUINTO
Abe e suoi monumenti - Jampoli - Stiri.
1. Si pu andare ad Abe e a Jampoli da Elata ancora per la via de' monti a destra della citt degli Elateesi: la strada consolare, che da Orcomeno va ad Opunte porta anche a questa citt. Andando adunque da Orcomeno in Opunte, e voltando un poco a sinistra, si entra nella strada di Abe. Quelli di Abe dicono di essere venuti nella Focide da Argo, e che la citt prese il nome dal fondatore Abante, il quale dicono, che fosse figlio di Linceo, e d'Ipermnestra figlia di Danao.
2. Fin da' tempi antichi credettero, che fosse sacra Abe ad Apollo: ed ivi era un oracolo di Apollo. Non compartirono per similmente i Romani e il Persiano al Dio di Abe gli onori; ma i primi per la religione verso di Apollo concessero agli Abi di vivere colle proprie leggi; l'esercito per, che venne con Serse incendi anche il tempio di Abe. I Greci, che resisterono al barbaro decisero di non rialzare i tempj arsi; ma di lasciarli in eterno per monumenti della inimicizia; e perci i templi, che sono in Aliarzia, quello di Giunone degli Ateniesi sulla via del Falero, e quello di Cerere in Falero anche a' miei giorni rimangono mezzo arsi: un simile spettacolo io credo, che anche il tempio di Abe abbia una volta presentato finch nella guerra Focese sendo in battaglia sforzate alcune truppe Focesi, e rifuggiatesi in Abe, i supplichevoli stessi, ed il tempio (per la seconda volta dopo i Persiani) furono dai Tebani dati alle fiamme: erano ancora in piedi a mio tempo, ma nello stato pi rovinoso gli edificj danneggiati dalle fiamme, siccome quelli che erano stati prima malmenati dal fuoco persiano e poi di nuovo erano stati dalle fiamme dei Beoti disfatti.
3. Presso il tempio grande havvi un altro tempio, che  a quello in grandezza inferiore: l'Imperadore Adriano in onore di Apollo lo fece: le statue pi antiche doni degli stessi Abi, sono fatte di bronzo, e sono tutte similmente diritte in piedi, Apollo, Latona, e Diana. Gli Abi hanno il teatro, hanno anche il foro, ambedue di antica costruzione.
4. Ritornando nella strada, che mena direttamente ad Opunte, entrerai in Jampoli. Il nome istesso palesa quale fosse la origine di questi abitanti, e donde partendo, in questa contrada pervenissero. Imperocch gl'Ianti che da Tebe fuggirono Cadmo e l'esercito suo vennero in questo luogo. Ne' tempi pi antichi adunque. dai vicini chiamavasi Jantonpoli, e ne' tempi susseguenti prevalse chiamarla Jampoli. Quantunque il Re Serse bruciasse la citt, e di nuovo poi Filippo la demolisse, ci non ostante restavano ancora in piedi la costruzione dell'antico foro, la curia, edifizio non grande, ed il teatro non lungi dalle porte. L'imperadore Adriano edific un portico, che ha il nome dell'imperadore che dedicollo. Hanno essi un solo pozzo; di questo si servono per bere e per lavarsi, non si possono di alcun altro servire, se non che nell'inverno dell'acqua piovana. Venerano specialmente Diana, ed hanno il tempio di questa Dea: quale ne fosse la statua non mel mostrarono. Imperciocch hanno il rito di non aprire il tempio che due volte all'anno. Tutti i bestiami poi ai quali diano il soprannome di sacri a Diana, dicono, che crescano senza malattia e pi grassi degli altri.
5. L'ingresso da Cherona nella Focide non  la sola via, che mena a Delfo direttamente cio per Panopeo e presso Daulide, e la via Schiste: da Cheronea un'altra strada ancora aspra, e nella maggior parte ne' monti mena nella citt de' Focesi, detta Stiri: la lunghezza della via  di centoventi stadj. Gli abitanti di essa dicono di non essere Focesi, ma Ateniesi di origine e di essere dall'Attica insieme con Peteo di Orneo venuti, il quale era stato da Egeo cacciato da Atene, e perch Peteo fu seguito da molti del pago di Stiri, perci fu la citt chiamata Stiri. Gli Stiriti abitano in un luogo alto e sassoso, onde scarseggiano di acqua nell'estate: imperciocch non vi sono in questo luogo molti pozzi, n questi di buona acqua: i pozzi pertanto servono a loro per lavare, e per dare a bere ai giumenti; gli uomini poi prendono l'acqua da bere da una sorgente, scendendo quattro stadj: essa  scavata nei sassi, e prendono l'acqua scendendo nella fonte. In Stiri  il tempio di Cerere soprannomata Stiritide: il tempio  di mattoni crudi, e la statua di marmo pentelico; la Dea tiene le faci, e presso di lei  una statua antica cinta da tenie; vi sono poi tutte le altre cose, che il culto di Cerere risguardano.
 CAPO TRENTESIMOSESTO
 Citt di Ambrisso - Anticira, e suoi monumenti.
1. Da Stiri ad Ambrisso vi sono circa sessanta stadj: piana  da strada, sendovi una pianura in mezzo a' monti: la maggior parte della pianura,  piantata di viti, e nel territorio degli Ambrissesi sono continui siccome le viti certi arboscelli: questo arboscello  dai Joni, e da tutti gli altri Greci cocco, dai Galli poi, che sono di l dalla Frigia nella loro favella  chiamato is:  questo cocco dell'altezza del cos detto biancospino, le foglie poi sono pi nere, e molli di quello, che il giunco: nel resto si assomiglia al giunco. Il frutto di esso  simile a quello del solano, nella grandezza  come la rubiglia. In questo frutto del cocco nasce un piccolo insetto, che, se sparpagliatosi il frutto, giunge nell'aere, vola subito, e sembra simile ad una zanzara: ora primieramente, innanzi, che l'insetto divenga pregno raccolgono il frutto del cocco, ed il sangue dell'insetto serve per colorire le lane.
2. Ambrisso  posta sotto il monte Parnasso, e di l sta Delfo. Dicono, che alla citt sia stato posto il nome dall'eroe Ambrisso. I Tebani per avendo attaccato contro i Macedoni, e Filippo la guerra circondarono Ambrisso di un doppio muro.  questo di pietra del paese, di color negro, e durissima: la larghezza di ciascun recinto del muro  poco minore di un orgia, l'altezza poi  di due orgie, e mezza, dove il muro non ha patito. Lo spazio che  fra il primo, ed il secondo recinto  di un'orgia: la struttura delle torri, dei merli, e di qualunque altra cosa, che risgnardi la munizione delle mura  stata omessa da loro, come quelli che fecero le mura solo per difendersi subito. Hanno gli Ambrissesi un foro non grande e la maggior parte delle statue di pietra, che sono in esso sono rotte.
3. Voltando verso Anticira la strada  primieramente in salita; dopo avere salito due stadj, il luogo  piano, e a destra della via havvi il tempio di Diana soprannomata Dittinna: questa  specialmente dagli Ambrissesi onorata: la statua  della scuola Eginese, ed  fatta di pietra negra. Dal tempio di Dittinna ad Anticira, la strada  tutta in salita. Nei tempi pi antichi dicono, che la citt avesse nome Ciparisso, e che Omero nella enumerazione dei Focesi volle porle piuttosto quello, bench dig si chiamasse Anticira: imperciocch Anticireo, dicono, fior a tempo di Ercole.  la citt posta verso le rovine di Medeone: e mostrai che essa cominci a muovere i Focesi ad essere empj contro il tempio di Delfo. Gli Anticiresi furono scacciati da Filippo di Aminta; e per la seconda volta ancora lo furono da Attilio Romano, perch ancora essi erano soggetti a Filippo di Demetrio Re de' Macedoni. Era stato Attilio spedito da Roma in ajuto degli Ateniesi contro Filippo.
4. I monti di l da Anticira sono troppo sassosi, ed in essi nasce specialmente l'elleboro. Quello nero si passa dagli uomini, e purga il corpo: l'altro bianco serve di purga per vomitare: quello che serve di medicina per purgare,  la radice dell'elleboro. Gli Anticiresi hanno nel foro delle statue di bronzo, ed hanno sul porto un tempio non molto grande di Nettuno, di scelte pietre edificato:  questo imbiancato di dentro: la statua  diritta in piedi, di bronzo, e tiene uno de' piedi sopra un delfino: da quella istessa parte ha la mano sull'anca, coll'altra mano porta un tridente. Di l dal ginnasio, in cui hanno essi anche i bagni, havvi un'altro ginnasio antico: in esso  una statua di bronzo: dice su di essa l'epigrafe, che Senodamo Pancraziaste Anticirese riport la vittoria Olimpica fragli uomini. Se poi dice il vero l'epigrafe, questo Senodamo sembrerebbe, che nella Olimpiade CCXI. riportasse l'olivo: essa  la sola di tutte le Olimpiadi, che nelle scritture degli Eli  omessa. Di l dal foro in un pozzo havvi una sorgente di acqua; per difendere il pozzo dal sole vi  un tetto, e vi sono colonne, che lo sostengono. Poco pi in alto del pozzo evvi un sepolcro fatto con pietre come furono trovate: e dicono che ivi fossero sepolti i figli di Ifito, uno de' quali scamp da Troja, e mor in casa. Schedio poi, dicono, mor nel territorio Trojano, ma di costui ancora le ceneri furono a casa sua trasportate.
 CAPO TRENTESIMOSETTIMO
Bulide - Fiume Eracleo - Cirra.
1. A destra della citt allontanandosi due stadj da essa havvi un'alta rupe parte di un monte, e su di essa vedesi eretto il tempio di Diana. La statua porta nella destra una face, sulle spalle la faretra, ed  opera di Prassitele: presso di questa a sinistra havvi il cane; la statua supera ancora le pi alte donne.
2. Confinante col territorio Focese  Bulide cos nomata da Bulone, che men la colonia, e fu edificata dai contingenti portativi dalle citt dell'antica Doride. Dicesi che i Bulidj non ebbero parte nella lega di Filomelo, e dei Focesi. Da Tisbe di Beozia a Bulide vi  una strada di ottanta stadj; da Anticira de' Focesi per terra non so se neppure vi sia; tanto sono i monti di accesso difficile, ed aspri fra Anticira, e Bulide; al porto da Anticira vi sono cento stadj. Gli stadj dal porto per la strada di terra a Bulide congetturiamo che siano sette.
3. In questo luogo sbocca nel mare un torrente, che viene dai nazionali nomato Eraclo.  Bulide edificata in alto, e nel tragitto, che si fa da Anticira al Lecheo de' Corintj. Gli abitanti di questo luogo sono pi della met pescatori delle conchiglie, che servono al colore della porpora. Non vi  edificio in Bulide degno di molta meraviglia, neppure tempj degl'Iddii, quello cio, di Diana, e il tempio di Bacco: le statue sono di legno; chi ne fosse l'autore non lo potemmo congetturare. Il Dio, che i Bulidj venerano specialmente,  chiamato da loro col nome di Massimo:  a nostro parere un soprannome di Giove. Ed hanno i Bulidj un fonte chiamato Saunio.
4. Da Delfo a Cirra, che n' l'arsenale, vi sono sessanta stadj di cammino: scendendo alla pianura, havvi l'Ippodromo, ed ivi celebrano i combattimenti equestri ne' giuochi Pitici. Ci, che in Olimpia a Tarassippo appartiene, fu gi nel mio ragionamento esposto dove parlai degli Eli: l'Ippodromo di Apollo anche esso subito similmente attrista alcuno de' combattenti, sendo che la fortuna in ogni azione similmente comparte beni, e mali. N crediate gi, che l'Ippodromo istesso, o per causa di un eroe, o per altro motivo operi il turbamento dei cavalli. La pianura, che parte da Cirra,  tutta di un suolo leggiero, e non vogliono piantarvi alberi, o per qualche imprecazione, o conoscendo l'inutilit della terra per nudrire alberi. Si dice sopra Cirra, ..... e da Cirra dicono, che fosse posto al luogo il nome, che oggi ritiene. Omero certamente, col nome, che in origine avea, chiama la citt Crissa nella Iliade, e similmente nell'inno ad Apollo. Ne' tempi seguenti fra le altre empiet, che i suoi abitanti contro di Apollo commisero, saccheggiarono ancora il paese del Dio. Decisero adunque gli Anfizioni di guerreggiare contro i Cirri, e scelsero per capitano Clistene tiranno de' Sicionj, ed indussero Solone da Atene a consigliarlo; interrogando essi della vittoria l'oracolo, rispose loro la Pizia:
N di questa citt presa la torre
Abbatter la potrete pria che il flutto
D'Anfitrite occhi-azzurra mormorando
Sul negro mare bagni il mio delubro.
5. Persuase adunque Solone, che fosse al Dio. consagrato il territorio Cirro, affinch al sacro recinto di Apollo fosse vicino il mare. Fu da Solone un'altra astuzia ancora inventata contro i Cirri. Imperciocch scorrendo l'acqua del Plisto per un canale nella loro citt, Solone lo devi altrove. E questi resistevano ancora contro gli assedianti, bevendo l'acqua de' pozzi, e la piovana. Ed egli gittando le radici dell'elleboro nel Plisto, quando sent, che l'acqua era sufficientemente pregna della medicina, ne rivolse di nuovo il corso nel canale; e siccome i Cirri si saziarono di questa, quelli, che stavano sulle mura, per la necessit continua, in cui erano, di scaricare il ventre, abbandonarono la guardia. Gli Anfizioni poi, come ebbero preso la citt, punirono i Cirri per le colpe contro del Dio commesse.
6.  Cirra l'arsenale di Delfo, Presenta come degno di essere veduto il tempio di Apollo, Diana, e Latona, e le loro statue grandi di statura, e di lavoro Attico; Adrastea  stata eretta da loro nello stesso tempio, questa per la statura  inferiore alle tre statue accennate.
 CAPO TRENTESIMOTTAVO
Locri confinanti co' Focesi - Anfissa - Citt de' Locri, Mionia, Oeantea, e Naupatto.
1. Il territorio de' Locri, chiamati Ozoli,  contiguo alla Focide verso Cirra: circa il soprannome di questi Locri diversi pareri udii, che voglio mostrare. Regnando nel paese Oresteo di Deucalione, una cagna, invece di un cagnuolo partorigli un legno: avendo Oresteo sotterrato il legno, coll'apparire della primavera dal legno nacque una vite, e dai rami del legno ebbero il nome gli abitanti. Altri poi pensano, che Nesso nocchiere dell'Eveno, fu da Ercole ferito, e non mor subito, ma rifuggiossi in questo paese: e come mor, insepolto s'imputrid, e diede all'aria di questo luogo un odore disaggradevole. La terza, e la quarta tradizione sono, che un vapore puzzolente, e l'acqua stessa di un fiume puzzassero; l'altra, che vi nascesse l'asfodello in gran quantit, e che col fiorire riempieva l'aere di odore. Si narra ancora, che i primi uomini di questa contrada erano indigeni, e che non sapevano ancora tessere vestimenta, e per coprirsi contro il rigore del freddo servivansi di pelli di bestie non lavorate, volgendo all'esterno la parte pelosa della pelle per bellezza: doveano adunque perci i cuoj, e la loro pelle puzzare.
2. Centoventi stadj lungi da Delfo  Anfissa, citt la pi grande, e pi rinomata de' Locri: si ascrivono fra gli Etoli per vergogna del nome degli Ozoli: ed ha una verosimiglianza ci, che si dice, che quando l'Imperadore de' Romani disfece le citt degli Etoli per la edificazione di Nicopoli, la maggior parte del popolo ritirossi in Anfissa. In origine certamente sono della stirpe dei Locri; e dicono, che sia stato posto alla citt il nome da Anfissa di Macare di Eolo, e che Apollo fosse amante di Anfissa.
3. La citt  adornata di altri edificj, e le cose, che specialmente meritano di rammentarsi, sono il sepolcro di Anfisso, e quello di Andremone: insieme con lui dicono, che sia stata sepolta anche Gorge di Oeneo sua moglie. Nella cittadella hanno il tempio di Minerva, colla statua ritta in piedi fatta di bronzo. Affermano, che essa sia stata portata da Ilio da Toante, e che sia delle spoglie di Troja; ma non mi persuasero. Dimostrai di sopra, che i Samj Reco di Fileo, e Teodoro di Telecle furono quelli, che trovarono il modo di liquefare con somma diligenza il bronzo: e questi i primi lo gettarono. Io non conosco ancora, non avendolo trovato, nulla di quello, che Teodoro ha fatto di bronzo: nel tempio di Diana Efesina, andando alla camera, che contiene le pitture, havvi un recinto di marmo di l dall'ara di Diana chiamata Prototronia: sul recinto, fra le altre statue, nella estremit havvi il ritratto di una donna, opera di Reco, che gli Efesj chiamano la Notte. Questa statua adunque al solo vederla  pi antica della Minerva di Anfissa, e pi rozza nell'arte. Celebrano gli Anfissesi una iniziazione ancora chiamata dei Re fanciulli: quali Iddii siano i Re fanciulli non si accordano in ci, che dicono; ma altri dicono, che siano i Dioscuri, altri i Cureti, ed altri, credendo, saperne qualche cosa di pi, i Cabiri.
4. Di questi Locri, queste sono le altre citt: di sopra di l da Anfissa, verso il continente, havvi Mionia trenta stadj lontana da Anfissa: questi sono i Mionesi, che dedicarono lo scudo a Giove in Olimpia.  la piccola citt in un luogo alto; ed havvi il bosco sagro, e l'ara degl'Iddii Miti. Notturni sono i sagrificj agli Iddii Miti, ed hanno il rito, che si consumino nello stesso luogo le carni, prima, che nasca il sole: di l dalla citt  il sacro recinto di Nettuno, chiamato Posidonio, ed in esso il tempio di Nettuno: la statua a tempo mio non vi era.
5.Costoro adunque abitano di l da Anfissa: sul mare poi  Oeanta, e con questa confina Naupatto. Ad eccezione di Anfissa, sono le altre citt sotto il dominio degli Achi da Patre, avendole date ad essi l'Imperadore Augusto. In Oeanta  il tempio di Venere, e poco pi in l della citt havvi un bosco sacro di cipressi, e di pini mescolati: in esso  il tempio di Diana colla statua: le pitture, che sono sulle pareti, erano cancellate dal tempo, e non restava di esse nulla a vedersi. Io congetturo, che la citt abbia avuto il nome da una donna, o da una Ninfa: dappoich io so essere stato detto sopra Naupatto, che i Dori insieme coi figli di Aristomaco in questo luogo fecero i navigli, dai quali nel Peloponneso furono tragittati: e perci dicono, che avesse un tal nome il paese. Ci, che dei Naupazj ho detto, che coloro, i quali insieme col terremoto di Lacedemone nell'Itome si ritirarono, ebbero dagli Ateniesi Naupatto per stanza, avendola prima quelli tolta ai Locri, e che dopo la rotta degli Ateniesi in Egopotami, i Lacedemonj cacciarono i Messenj da Naupatto, questo  stato da me percorso, e pi a lungo trattato nella storia Messenica. Avendola i Messenj per necessit abbandonata, perci i Locri si raccolsero di nuovo in Naupatto.
6. I versi cos chiamati dai Greci Naupazj, sono dalla maggior parte ad un Milesio attribuiti. Caronte di Piteo dice, che li fece Carcino Naupazio: noi ancora seguiamo il parere del Lampsaceno: imperocch qual ragione vi potrebbe essere, onde a versi da un Milesio sulle donne cantati, fosse posto il nome di Naupazj? Ivi sul mare  il tempio di Nettuno colla statua ritta in piedi fatta di bronzo: evvi ancora il tempio di Diana colla statua di marmo bianco:  questa rappresentata in atto di saettare, e prese il soprannome di Etola. Venere riscuote onori in una spelonca, e la pregano per altre cose, e specialmente le vedove chiedono alla Dea marito.
7. Il tempio di Esculapio era in rovine: in origine edificollo una persona privata, Falisio di nome. Imperciocch sendo esso malato negli occhi, e poco meno che cieco, il Dio di Epidauro mand a lui Anita, quella, che ha scritto versi, la quale portava una tavoletta suggellata. Questo alla donna sembr un sogno; e sogno infatti fu in principio: e ritrov nelle sue mani una tavoletta suggellata, ed ita per mare a Naupatto, comand a Falisio, che tolto il suggello, le cose ivi scritte leggesse: al quale d'altronde impossibile sembr di vedere le lettere sendo in quello stato cogli occhi: sperando per bene in Esculapio, tolse il suggello, e guardando sulla cera divenne sano, e ad Anita diede quello, che sulla tavoletta era scritto, duemila stateri di oro.
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FINE.
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INDICE GENERALE. DELLE MATERIE CONTENUTE NEI QUATTRO VOLUMI.
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Nota. Il numero romano indica il volume.
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 A
Abantide, regione della Tesprozia II.
Abe, citt della Focide. sua storia e monumenti IV.
Abia, citt della Messenia II.
Acacesio, colle, e citt rovinata di Arcadia III.
Acaja, provincia del Peloponneso, suoi confini, sua storia, e descrizione III. - assoggettata dai Romani III.
Acaja, sorgente nella Messenia II.
Acamante figlio di Teseo d nome ad una trib di Atene I.
Acarne, borgo dell'Attica I.
Accademia, luogo presso Atene I.
Ace, luogo di Arcadia III.
Acestio, figlia di Senocle, cose memorabili, che la risguardano I.
Acestore, scultore, sue opere II.
Achi, loro storia dopo l'occupazione dell'Acaja III. - loro dono in Olimpia II. - a Delfo IV.
Achi, porto di Corone in Messenia II.
Acheloo, fiume di Arcadia III. - altri fiumi di questo nome, ivi.
Acheloo, fiume dell'Etolia, sua natura III.
Acheronte, fiume in Tesprozia I.
Acherusia, palude in Tesprozia I. - luogo presso Ermione I.
Achille, suo tempio I. - isola, nella quale dimora I. - suo tempio, e festa in Brasie I. - onori, che riceve in Elide II.
Acidante, fiume, che sbocca nell'Anigro II. Acque particolari, che nascono in varie parti del mondo II.
Acrato, Genio seguace di Bacco I.
Acrefnio, citt di Beozia, sua storia, e monumenti III.
Acrie, citt della Laconia I.
Acrisio, edificio sotterraneo, che conteneva il suo talamo di bronzo I.
Acrita, promontorio della Messenia II.
Acrochersita soprannome di Sostrato pancraziaste, perch gli fu dato II.
Acrocorinto, o cittadella di Corinto, monumenti, che ivi esistono I.
Adrasta, fonte I.
Adrasto, onorato dai Megaresi I. - sua casa I.
Adriano Imperadore, sua statua I. - suoi beneficj verso gli Ateniesi, ivi - d nome ad una trib di Atene I. - suoi fatti, ivi - sua beneficenza generale, ivi - tempio di Giove Olimpico in Atene da lui finito, ed adornato I. - sue statue, ivi - altri edificj da lui fatti in Atene I. - suo ginnasio I. - fa risorgere Atene I. - sua statua nel Partenone I. - edifica un bagno a Corinto I. - rifabbrica in marmo bianco il tempio di Apollo in Megara I. - pavone da lui dedicato nell'Ero sul monte Euba I. - rende il corso equestre agli Argivi ne' giuochi Nemi II. - riedifica il tempio di Nettuno equestre in Mantina III.
Aesimneta, Nume de' Patresi III.
Afareo, suo sepolcro I.
Afa, Dea particolare di Egina, suo tempio I.
Afeta, via di Sparta I.
Afeto, sua statua I.
Affrico vento, danni che arreca alle viti I. - rito che tengono que' di Metana per allontanarlo, ivi.
Afrodisio, bosco di Arcadia III.
Agamennone, suo sepolcro I. - suo scettro in venerazione a Cherona di Beozia III. 
Aganippe, sua fonte III.
Agdisti. dove sepolto I. - tradizione sopra di lui III.
Agelada, scultore, sue opere II. III. - sua statua di Giove II.
Agia, indovino, sua statua in Sparta I.
Agiadi Re, loro sepolcri I.
Aglauro figlia di Cecrope I. - suo recinto sacro in Atene I. - si precipita dal sasso della cittadella, ivi - dal lato del suo recinto i Medi entrarono nella cittadella, ivi.
Agnampto, suo portico II.
Agno, fonte, natura della sua acqua III.
Agone, sua statua II.
Agoracrito, scultore, scolaro di Fidia, sue opere III.
Agre, luogo presso Atene I.
Agrigentini, loro dono in Olimpia II.
Ajace di Telamone eroe eponimo di Atene I. - suo tempio in Salamina I. - fiore che si dice spuntato alla sua morte, ivi - suo sepolcro, e ritrovamento del cadavere, ivi.
Alagonia, citt I.
Alalcomene, castello di Beozia, e suoi monumenti III.
Alalcomenia, fontana III.
Alberi pi antichi III.
Alcamene, sua statua di Giunone I. - di Marte I. - di Venere negli Orti I.- suo Bacco I. - suoi doni I. - coetaneo e rivale di Fidia II. - suoi bassorilievi nel frontespizio posteriore in Olimpia ivi - sue opere in Mantina III.
Alcatoo di Pelope uccide il leone Citeronio I. - d nome ad un'altra cittadella di Megara I. - suo Eroo I.
Alce, sua caccia III.
Alcibiade, pittura che lo rappresenta I.
Alcimedonte, campo III.
Alcionio, lago dell'Argolide I. - sua profondit, ivi - misteri di Bacco che vi celebrano I.
Alcmane, poeta, suo sepolcro I.
Alcmena, sua morte, e sepolcro I. - sua ara I.
Alcmeone di Anfiarao, suo sepolcro III.
Ale, citt della Beozia, ultima verso la Locride III.
Ala, citt, sua storia, e monumenti III.
Ala, ed Alozia giuochi celebrati in Tegea III.
Alesie, villaggio della Laconia I.
Alesio, monte presso Mantina III.
Alessandra, suo tempio in Amicle I.
Alessandria, tempio di Serapide pi cospicuo che ivi si vede I.
Alfeo, fiume del Peloponneso, sua grandezza presso Olimpia II. - favola circa questo fiume, ivi - sua sorgente III. - suo corso e natura III.
Aliarto citt di Beozia, sua storia, e monumenti III.
Alice, citt deserta dell'Argolide I.
Alifera, castello di Arcadia III. - sua storia e descrizione, ivi - tradizione che ivi correva sopra Minerva, ivi e seg.
Alimunte, borgo dell'Attica I.
Alipo Sicionio, scultore, sue opere II. IV.
Alisso fonte, e sua natura benefica III. 
Aliusa, isoletta avanti l'Argolide I.
Alope, figlia di Cercione, suo monumento I. 
Alti, recinto sacro di Giove in Olimpia, e sua descrizione II.
Ambracioti, loro dono a Delfo IV.
Ambrisso, citt della Focide, sua storia, e mura IV.
Amarinto, citt della Euba I. - feste Amarisie, ivi 
Amatunte, citt di Cipro, e tempio antico di Adone ivi esistente III.
Amazoni, loro spedizione nell'Attica I. - pittura che nel Pecile la rappresenta I. - pittura che la rappresenta nel tempio di Teseo I. - scolpita sullo scudo di Minerva, e sulla base di Giove Olimpico, ivi.
Amicle, castello della Laconia, suoi monumenti I. - celebre trono ivi esistente I. - distrutta dai Dori I.
Amiclo, scultore, sue opere IV.
Amilo, villaggio di Arcadia III.
Amimone, fiume dell'Argolide I. - platano nato sulla sua fonte dove dicono che l'idra fosse nudrita I.
Aminia, fiume di Arcadia III.
Ammone, suo tempio in Sparta I. - sua statua, dono di Pindaro III.
Amore, sua statua celebre di Prassitele I. - come finisse questa III. - culto di questo Dio in Tespie III.
Anacletra, sasso I.
Anacreonte alla corte di Policrate in Samo I. - sua statua nella cittadella di Atene I. 
Anagirasj, borgo dell'Attica, e suoi monumenti I.
Anassagora Egineta, scultore, sua opera in Olimpia II.
Anassi figlio di Castore I.
Anassimene, storico, suo ritratto II. - suoi fatti, ivi.
Anchesmo, monte dell'Attica I. - statua di Giove Anchesmio, ivi.
Anchioni Spartano, colonna eretta in suo onore I.
Anchisia monte, e tradizione circa Anchise ed il suo sepolcro creduto ivi, III. 
Ancira, citt di Frigia occupata dai Galli I. - fondata da Mida, ivi - Ancora di Mida ivi, e seg.
Andania, citt della Messenia, sua fondazione II - sue rovine II.
Andrea Argivo, scultore, sue opere in Olimpia II.
Andrj, loro doni in Delfo IV.
Androgeo di Minosse, sua ara I. - chiamata dell'Eroe, ivi - favola della sua morte, e conseguenze di essa I.
Androstene Ateniese, scultore, finisce i bassorilievi del frontespizio di Apollo in Delfo IV.
Anemosa, villaggio di Arcadia III.
Anfiarao, sua statua in Atene I. - suo tempio, statua, ara, e fonte in Oropo I. - suo oracolo I. - luogo dove fu dalla terra inghiottito III. - suo Eroo I.
Anfiarao, sorgente di questo nome nell'Argolide I.
Anficla, citt della Focide IV. - recesso di Bacco ivi esistente IV.
Anfiloco, suo oracolo celebre I.
Anfione, rogo de' suoi figli III. - suo sepolcro III.
Anfissa, citt della Locride, suoi monumenti 4.
Anfito fiume II.
Anfitrione, sua casa in Tebe III.
Anfizione Re di Atene, rappresentato in statua di argilla I. - tiene a mensa gli Dei ivi - come ottenne il regno I. -  scacciato da Erittonio, ivi.
Anfizioni, loro dono in Delfo IV - storia di questo consiglio, e popoli che vi entravano IV.
Anigro, fiume, sua foce II. - suo corso, e natura II.
Annibale, sua morte, ed oracolo di Ammone sopra di essa III.
Antagora Rodio, poeta alla corte di Antigono in Macedonia I.
Anta, citt III.
Antedone, citt de' Beoti III. - suoi monumenti, ivi.
Antemocrito, suo sepolcro I.
Antenore scultore sue opere I.
Anterote, sua ara in Atene, ed origine di essa I. - sua statua in Elide II.
Anticira, citt della Focide sua storia, e monumenti IV.
Antifane Argivo, scultore, sue opere a Delfo IV.
Antifilo, artista e sue opere II.
Antigono Macedone sue gesta, e guerra con Tolomeo di Lago I.
Antigono di Demetrio guasta il territorio Ateniese I.
Antino, pozzo fra Eleusi, e Megara I.
Antinoo, onori a lui compartiti III. - feste in suo onore III.
Antioco eroe eponimo di Atene I.
Antioco Re di Siria rimanda le statue prese da Serse agli Ateniesi I.
Antiope Amazone, suo monumento I. - tradizione Pindarica sopra di lei, ivi, e seg. - tradizione di Egia I. - tradizione Attica sulla sua morte ivi.
Antiope, suo monumento, e tradizione sopra di lei III.
Antipeno, sue figlie III.
Antonino, Senatore, suoi monumenti fatti in Epidauro I.
Apelle, pittore fa il ritratto di Cinisca II.
Aperopia, isola dell'Argolide I.
Apesa, monte presso Neinea I.
Apobatmi, villaggio dell'Argolide I.
Apollo, suo soprannome di Musegeta I. - sua statua nella casa di Polizione in Atene I. - Alessicaco, e sua statua opera di Calami I. - origine di questo soprannome I. - sua statua nel consiglio de' cinquecento I. - sua statua nel tempio di Marte in Atene I. - Pizio, e sua statua in Atene I. - Delfinio, e suo tempio I. - racconto che si fa sulla sua edificazione, ivi - suo bosco sagro nel Grinio I. - Parnopio, e perch cos nominato I. - suo tempio con Pane sotto la cittadella di Atene I. - ara in Zostere I. - suo tempio in Prasia ivi - Dionisodoto, sua ara in Flia I. - Agio onorato in Acarne I. - suo tempio sulla strada di Eleusi I. - Cacciatore, suo tempio I. - depone la cetra sopra una pietra in Megara I. - suo tempio nella cittadella di Megara rifatto da Adriano I. - Pizio, e Decateforo, ivi - Archegeta, I. - Prostaterio, e suo tempio I. - Carino I. - Latoo, e suo tempio I. - Clario sua statua I. - Lico suo tempio in Sicione, e motivo pel quale fu edificato I. - Carno, sua edicola in Sicione I. - suo tempio I. - Licio, suo tempio celebre in Argo I. - Diradiota, suo oracolo, statua, e tempio I. - Maleata, suo tempio I. - Teario, e suo tempio I. - Epibaterio, e sua edicola I. - Platanistio, e suo tempio I. - Pitaeo, ed Orio, e loro statue I. - Pitaeo sul Tornace I. - Carno, ed origine del suo culto I. - Amiclo, e suo celebre trono I. - sua statua, e base di essa I. - Corinto, e suo tempio II. - Acesio, suo tempio in Elide II. - suo tempio in Patre, e statua ivi III. - Parrasio, e suo tempio III. - Agio, e tradizione dei Tegeati sopra di lui III. - Ismenio suo culto, e tempio III. - Spondio, e sua divinazione III. - Polio, e suo sacrificio, ivi.
Apolloniati, loro doni in Olimpia II.
Aracno monte dell'Argolide I.
Araino, villaggio della Laconia, e sepolcro di Las ivi situato I.
Arato, suo Eroo I. - sue gesta, ivi. - creduto figlio di Esculapio I.
Arato Solese alla corte di Antigono in Macedonia I.
Arba, citt III.
Arcadia, suoi confini, e sua storia III. ingresso pe' quali vi si entra III.
Arcesilao sua pittura al Pireo I.
Archia Torio, e sua scelleratezza I.
Arene, citta dell'Ela, ove fosse II.
Areitoo Corineta, suo sepolcro III.
Areopago sua etimologa, e personaggi che vi sono stati giudicati I.
Argira citt rovinate di Acaja III.
Argira, fonte III. ivi.
Argo citt, sua storia I.
Argo figlio di Giove, suo sepolcro I.
Argo, pianura in Arcadia III.
Argivi morti in Ilio, loro cenotafio I. - dove le loro donne piangono Adone ivi - loro sciagura sofferta dai Lacedemonj I. - morti in Sicilia, loro sepolcro I. - loro dono a Delfo IV.
Ari, fiume della Messenia II.
Arianna rapita da Bacco, rappresentata in pittura I.
Aricini, popolo del Lazio, loro tradizione sopra Ippolito I.
Arinno Re de' Tirreni, suo trono in Olimpia II.
Arione, cavallo nato di Cerere, e Nettuno III.
Aristandro da Paro, scultore, sua statua di Sparta I.
Aristere, isoletta avanti l'Argolide I.
Aristocle Cidoniata, scultore, suo gruppo di Giove, e Ganimede in Olimpia II. - altre sue opere II.
Aristocrate, suo sepolcro III.
Aristodemo, sagrifica la figlia II. -  fatto Re II. - si uccide sul sepolcro della figlia II. 
Aristodemo tiranno di Megalopoli, suo sepolcro III.
Aristogitone Ateniese, sua tomba I.
Aristogitone, scultore Argivo, sue opere in Delfo IV.
Aristomede, scultore Tebano lavora alla statua di Cibele III.
Aristomene Messenio, sue prodezze II. - sua morte II. - suo monumento II.
Aristonaute, arsenale de' Pellenesi III.
Aristone Lacedemonio, scultore II.
Arma, citt di Beozia, suoi avanzi III.
Armodio, sua tomba I.
Armodio, ed Aristogitone, loro statue I.
Arne, fonte III.
Aroanj, monti di Arcadia III.
Aroanio, fiume di Arcadia, scavato da Ercole III. - pesci che vi nascono III.
Arpinna, citt distrutta della Ela II. 
Arpinnate, fiume della Ela II.
Arpla, luogo della Laconia I.
Arrachione pancraziaste, sua statua III.
Arsene, fiume di Arcadia III.
Arsinoe figlia di Leucippo, suo tempio I.
Artaserse Re di Persia consegna le galee fenicie agli Ateniesi ad istigazione di Evagora I.
Artemisio, monte dell'Argolide I.
Ascaro Tebano, scultore, suo Giove II.
Asea, citt rovinata di Arcadia III.
Asfodico, sua tomba III.
Asia, monte della Laconia I.
Asine, citt distrutta dell'Argolide, sue rovine, e racconto della sua distruzione I.
Asine, citt di Messenia II.
Asini, popolo dell'Argolide, loro confini I. - loro storia II.
Asopo fiume della Beozia III.
Asopo, fiume della Sicionia, tradizione sulla sua figlia I. - suo corso I.
Asopo citt della Laconia I.
Asteria isoletta, e favola sul suo nome I.
Asterione di Eschilo, scultore, sue opere II.
Atarneo, villaggio di Lesbo II.
Atena, castello dell'Argolide I.
Atene capitale dell'Attica sue trib I. eroi che hanno dato a queste i nomi, ivi. - sua cittadella I.
Ateniesi loro impresa contro de' Galli I. - quanto si gloriassero della vittoria di Maratona I. - loro religione I. - lor azioni dopo la morte di Alessandro I. - loro sepolcro publico per quelli morti in guerra I. - loro dono a Delfo IV.
Atenodoro Arcade, scultore, sue opere a Delfo IV.
Ati dove sepolto I. - detto anche Atte, tradizioni sopra di lui III.
Atlante, monte dell'Affrica I.
Atleti, statue fatte colle multe loro imposte II. - giuramento che debbono fare avanti l'agone II. - statue erette a que' di loro che vinsero II.
Atmone borgo dell'Attica, e tradizione che ivi regnava I. - tempio di Venere Urania da chi edificato ivi.
Atreo, suo tesoro in Micene I.
Attalo Ateniese, scultore, sua statua di Apollo Licio I.
Attalo Misio d nome ad una delle trib in Atene I. - sue gesta I.
Atto primo Re dell'Attica I.
Atteone, sasso sul quale dormiva III.
Attica origine di questo nome I.6. - prima detta Atta, ivi.
Attide figlia di Cranao I. - da nome all'Attica I.
Augusto suo tempio in Sparta I. - toglie ai Lacedemonj una parte delle citt suddite loro I. - perch favor i Lacedemonj II.
Aulide, citt di Beozia sull'Euripo, e suoi monunenti III.
Aulone Arcade, suo eroo I.
Aulone, luogo della Messenia II.
Avorio, sua natura II.
Autolico pancraziaste, sua statua nel Pritano I.
 B
Babilonia, mura lasciate in piedi da Seleuco I.
Bacco, casa di Polizione a lui consagrata I. - soprannome di Melpomeno ivi - suo culto introdotto in Atene ivi - suo arrivo nell'Attica I. - suo tempio pi antico I. - statue, e pitture che lo rappresentano, ivi - Eleutrese ivi - Antio, sua ara in Flia I. - Melpomeno, e Cisso I. - suo tempio presso Eleutere I. - Nittelio, e suo tempio in Megara I. - altro suo tempio in Megara I. - Patroo, e Dasillio I. - statue di legno in Corinto, nomate Baccho, e Lisio I. - suo tempio in Sicione I. - suo tempio in Argo I. Cretese, e suo tempio I. - Saota I. - Melanegide, e suo tempio in Ermione I. - Salvatore I. - Colonata, e sua edicola I. - Psila I. - suo culto, e tempio in Elide II. - Calidonio in Patre suo tempio, e statua, e tradizione sopra di essa III. - statue presso il teatro di Patre, e rito sopra di loro III. Lamptere, e suo bosco sagro presso Pellene III. - tempio, e culto presso i Cinetaesi in Arcadia III. - sua cella, e feste in Alea di Arcadia III. - Egobolo, e suo tempio a Potnie III.
Badi, villaggio II. - fiume ivi.
Bafira fiume della Beozia, lo stesso che l'Elicone III. - tradizione sopra di esso, ivi.
Bagni in Corinto I.
Balanagre luogo de' Cireni, I.
Balira fiume di Messenia II.
Basili, loro sacrificio a Saturno II.
Basilide, citt di Arcadia, rovinata III.
Basse, luogo di Arcadia presso Figalia, e tempio celebre di Apollo Epicurio ivi, III.
Baticle Magnesio, scultore, autore del Trono di Amiclo, delle Grazie, e della Diana Leucofrine I.
Batillo, sorgente in Megalopoli III.
Bato, luogo presso Trapezunte III.
Batone, suo tempio I.
Batrachio, tribunale di Atene I.
Bee, citt della Laconia I.
Belemina, distretto della Laconia I.
Bellona, sua statua opera de' figli di Prassitele I.
Belo, suo tempio in Babilonia conservato da Seleuco I.
Beozia, suoi confini III.
Berente, citt rovinata di Arcadia III. 
Berenteata, fiume di Arcadia III.
Biante, fiume della Messenia, sua foce II.
Biblioteca di Adriano in Atene I.
Bidii, loro sala I., loro carica quale fosse, ivi.
Bisonti, bestie della Pannonia, loro caccia IV.
Bisso prodotto nella Ela II. - prodotto nella Giudea pi rosso, ivi.
Bize da Nasso, artista copre il tempio di Giove Olimpico di tegole di marmo II.
Boeto Cartaginese, scultore, sua opera nel tempio di Giunone in Olimpia II.
Bolei, luogo dell'Argolide I.
Bolina, citt III.
Bolino, fiume dell'Acaja III.
Booneta, cosa sia I.
Borea rapisce Orizia I. - assiste gli Ateniesi contro i Persiani I. - suo recinto sacro presso Megalopoli III.
Boreo, monte di Arcadia III.
Branchida, Apollo di bronzo toltovi da Serse, rimandato da Seleuco I.
Brasie, citt della Laconia I.
Brasida Spartano, suo cenotafio I.
Braurone, borgo dell'Attica, e simulacro di Diana Taurica ivi conservato I.
Briante, sua scelleraggine I. -  privato degli occhi, ivi.
Briassi, scultore, sue statue di Esculapio, ed Igia in Megara I.
Brisee, citt distrutta della Laconia, ed edicola di Bacco ivi esistente I.
Bronzo, chi prima lo fuse III.
Bucefala, promontorio dell'Argolide I.
Bufagio, citt di Arcadia III.
Bufago, fiume di Arcadia, sue sorgenti III.
Bufono, sacerdote di Giove Polio, e suoi riti I.
Bulide, citt su i confini della Focide IV.
Buono, Dio, chi sia III.
Bupalo, scultore, sue opere III.
Buportmo, monte dell'Argolide, e tempj di Cerere, e Minerva ivi I.
Bura, citt di Acaja III.
Buraico, fiume dell'Acaja III. - Ercole di questo soprannome, ivi.
Bustrofedo, maniera di scrivere antica II.
Buto, eroe, sua ara nell'Eretto I. - pitture che risguardano la sua stirpe, ivi.
 C
Caanto, suo sepolcro III.
Cabiro, tempio di Cerere e Proserpina, e misterj ivi celebrati III.
Cabiri, tradizione sopra di loro III.
Cabria I.
Cacale, fiume della Focide presso Titorea IV.
Cadmo, sua casa III.
Cafia, citt di Arcadia III.
Cafiatico, sasso III.
Calade Legislatore di Atene I.
Calame, castello della Messenia II.
Calamide, o Calami, scultore, suo Apollo in Atene I. - sua Venere I. - opere in Olimpia II. - in Tebe III. - in Tanagra III. - sua Ermione in Delfo IV.
Calauria, isola de' Trezenj I. - suo tempio celebre di Nettuno I.
Calazio, monte I.
Calcodonte, suo sepolcro III.
Calidonio, cinghiale, suoi denti trasportati a Roma III. - sua pelle in Tegea, ivi.
Callia Ateniese, sua statua I.
Callicle Megarese, scultore, sue opere II.
Callicoro, pozzo in Eleusi I.
Callimaco, scultore, e sua lucerna artificiosa nella cittadella di Atene I. - sue opere in Plata III.
Callipoli, figlio di Alcatoo, sua morte, e sepolcro I.
Callippo capitano Ateniese rappresentato in pittura I. - conduce gli Ateniesi contro i Galli, ivi IV.
Callisto, suo sepolcro III.
Callistonice Beoto, scultore, sue opere III.
Callitele, scultore, lavora insieme con Onata un Mercurio in Olimpia II.
Callone Eginese, scultore, sua statua di Minerva in Trezene I. - suo tripode in Amicle I.
Callone Elo, scultore, sue opere in Olimpia II.
Calo, suo sepolcro sotto la cittadella di Atene I.
Canaco Sicionio, scultore, sue opere I II. - suo Apollo Ismenio II. - sue opere in Delfo IV.
Canato, fonte in Nauplia dell'Argolide, e tradizione sopra di esso I.
Canefore, sacerdotesse in Atene, e loro riti I.
Cani, specie di divinazione stabilita sopra di essi II.
Cantaro di Alesside Sicionio, scultore, sua scuola, ed opere II.
Caon, monte dell'Argolide I.
Caracoma, luogo nella Laconia I.
Caradra, citt della Focide, sua descrizione IV.
Caradro, fiume dell'Acaja III.
Caradro, fiume della Focide IV.
Caradro, fiume della Messenia II.
Caradro, torrente presso Argo I.
Cardamila, citt della Messenia data ai Lacedemonj I.
Cardia distrutta da Lisimaco I.
Caria, cittadella di Megara, perch cos detta I.
Carie, luogo di Arcadia III.
Carie, luogo della Laconia I.
Carisie, citt distrutta di Arcadia III.
Carnasio, bosco sacro II - iniziazione che ivi si celebra, ivi.
Carno, onori che riscuote a Sparta I. - tradizioni sopra di esso, ivi.
Carnio, bosco sacro ad Apollo II.
Carnione, fiume di Arcadia III.
Carta Spartano, scultore II.
Cartaginesi, loro tesoro in Olimpia II. 
Cassandra, suo sepolcro I.
Cassotide, fonte in Delfo IV.
Castalia, acqua presso Delfo IV.
Castore e Polluce, vedi Dioscuri.
Castore, suo monumento I.
Castoridi, porte a Gito I.
Cavallo Trojano, Durio, o d'Epo, cosa fosse I. - rappresentato in bronzo, ivi.
Caucone stabilisce la iniziazione in Andania II.
Caulonia, colonia degli Achi in Italia II.
Caunte, castello di Arcadia, sue rovine III.
Ceada, luogo di punizione in Sparta I. - Aristomene Messenio ne scampa, ivi.
Cecino, fiume presso Locri nella Magna Grecia, sue cicale II.
Cecrope succede ad Atto nel regno di Atene I. 
Cecrope II. e suoi fatti I.
Cefale, borgo, dell'Attica I.
Cefalo figlio di Deioneo, e sua stirpe I. 
Cefissi, lago detto anche Copaide, perch cos chiamato II. - sue anguille, ivi - natura di esso III.
Cefisso, fiume fra Atene ed Eleusi, e statue che ivi si trovano I. - scorre pi rapido vicino ad Eleusi I.
Cefisso, fiume dell'Argolide, suo tempio I.
Cefisso, fiume di Beozia III.
Cefissodoro, suo sepolcro, ed azioni I.
Cefissodoto, scultore, sue opere nel bosco delle Muse presso Tespia III. - in Megalopoli III.
Celado, fiume di Arcadia III.
Celee, luogo presso Fliunte nel Peloponneso I. - iniziazione di Cerere che ivi si osserva, ivi.
Celendere, porto I.
Cencre, luogo dell'Argolide I.
Cencrea, uno de' porti di Corinto I.
Cenepoli, luogo della Laconia I.
Centauri, loro pugna co' Lapiti, dipinta nel tempio di Teseo in Atene I.
Ceramico, quartiere di Atene, origine del suo nome I.
Ceramo Eroe, sua stirpe I.
Cercione, sua ingiustizia I.
Cerere, suo tempio a Falero I. - in Atene I. - statua, ivi - suo tempio con Proserpina in Atene I. - tradizione circa Trittolemo, ivi - Cloe e suo tempio I. - Tesmofora e suo tempio con Proserpina in Alimunte I. - e ne' Prospalzj I. - Anesidora, ivi - suo tempio con Proserpina sulla strada di Eleusi I. - dove fu accolta da Fitalo, ivi - a lui concede l'albero di fico, ivi - si asside sul pozzo Antino I. - suo palazzo in Megara I. - Tesmofora e suo tempio I. - Malofora e suo tempio I. - suo tempio in Corinto I. - Prostasia, suo tempio con Proserpina I. - suo tempio in Argo I. - Pelasgia, suo tempio I. - Tesmofora e sua statua nella via da Trezene ad Ermione I. - Termesia e suo tempio ai confini della Ermionide I. - e in Ermione nuova I. - recinto sacro dove si celebrano i misterj in suo onore in Ermione vecchia, ivi - suo tempio sul monte Prone I. - Prosinna I. - Camina, suo tempio in Olimpia II. - privilegj della sacerdotessa di questo II. - oracolo e tempio in Patre III. - Panacha, suo tempio in Egio III. - Misia, suo tempio e feste a Pellene III. - suo culto e misterj in Feneo di Arcadia III. - Erinni, e tradizione sopra di lei III. - suo recinto m Megalopoli III. - chi istitu ivi la sua iniziazione III. - tradizione de' Figalesi sopra di lei, e spelonca a lei consagrata da questi col soprannome di Cerere Melena, III.
Cericio, monte di Beozia, e tradizione sopra di esso III.
Cerina, citt dell'Acaja III. - sua descrizione, ivi.
Cerinite, fiume che sbocca nel mare di Acaja III.
Cesare, suo tempio in Sparta I.
Chelidorea, monte di Arcadia, dove fu da Mercurio inventata la lira III.
Chemarro, fiume dell'Argolide I.
Cherio, bosco, confine della Messenia con Gerenia II.
Cherisofo Cretese, scultore, sue opere III.
Cherona, citt della Beozia, sua storia e monumenti III. - trofi ivi eretti da Silla, ivi - sepolcro di quelli, che morirono combattendo contro Filippo il Macedone III. - unguenti che in questa citt si fanno III.
Chilone Atleta, sue vittorie olimpiche, e ritratto II.
Chitone, suo Eroo I.
Chionide, scultore, sue opere IV.
Chitone, luogo dove si tesse la tunica all'Apollo di Amicle I.
Ciamita, suo tempio I.
Cichiro, citt di Tesprozia I.
Ciclopi, loro tempio a Corinto I. - edificano le mura di Tirinto I.
Cicno, e sua favola I.
Cicreo, suo tempio in Salamina I.
Cifanti, luogo rovinato della Laconia, e sue cose memorabili I.
Cillene, monte di Arcadia III. - meraviglie che presenta, ivi.
Cillene, porto della Ela, sua distanza da Elide II.
Cilone e sua statua I.
Cimone di Milziade prende Sciro I. - trasporta le ceneri di Teseo in Atene, ivi.
Cinado, piloto della nave di Menelao I.
Cinetaesi, popolo Arcade, loro doni in Olimpia II. III. - loro citt, e sua descrizione, ivi.
Cinisca, figlia di Archidamo Re di Sparta, suo Eroo I.
Cinorta, suo sepolcro I.
Cinorzio, monte della Epidauria I.
Cinosargo, vedi Ercole.
Cparissie, luogo della Messenia II. - suoi tempj, ivi.
Cipselo, sua arca, e descrizione di essa II.
Cireni, loro tesoro in Olimpia II. - doni in Delfo IV.
Cirra, Arsenale di Delfo, sua descrizione e storia IV. - Ippodromo, ivi.
Cirtone, citt della Beozia, e suoi monumenti III.
Cissa, fonte III.
Cissotomi, festa de' Fliasj I.
Citera, isola davanti la Laconia I.
Citero, fiume degli Eli II. - tempio delle Ninfe sopra di esso, ivi.
Clearco Regino, scultore II.
Cleeta, scultore, sue opere in Atene I.
Cleobi, e Bitone, monumento che li rappresenta I.
Cleoeta di Aristocle, architetto della mossa de' cavalli in Olimpia II.
Cleomede Astipalese, atleta, sua pazza II. - deificato, ivi.
Cleone, citt sulla via di Argo I.
Cleono Sicionio, scultore, sua scuola, e statua di Venere II. - altre opere sue II.
Cleone, tiranno de' Sicionj, sua casa dedicata in tempio degl'Imperadori Romani I.
Cleoni, loro dono a Delfo IV.
Cleonimo Spartano, sua stirpe I. - attira la guerra e Pirro sulla sua patria I. 
Clepsidra, fonte in Messenia II.
Climeno, suo tempio I. - sua caverna, ivi. 
Clisteno, portico in Sicione I.
Clitennestra, suo sepolcro I.
Clitore, citt di Arcadia, sua storia e descrizione III.
Clitore, fiume di Arcadia III.
Clitorj, loro dono in Olimpia II.
Clori, chi fosse I.
Cnacadio, monte della Laconia I.
Cnacalo, monte di Arcadia III.
Cnacoa, fonte I.
Cnidj, loro doni a Delfo IV. - loro dono in Olimpia II.
Coccigio, monte dell'Argolide, gi detto Tornace, perch mut nome I.
Cocito, fiume in Tesprozia I.
Codro, Re di Atene, luogo del suo sepolcro I.
Coeo, fiume della Messenia II.
Coi, loro tradizione sopra Nettuno I.
Colenide, sua statua I.
Coliade, capo I. - soprannome di Venere, ivi.
Coliergia, promontorio dell'Argolide I.
Colofone disfatta da Lisimaco I.
Colona, luogo in Sparta I.
Colonide, citt della Messenia II.
Colota, artista della scuola di Pasitele II.
Cometo, sua storia III.
Conchite, marmo I.
Condilea, luogo presso Cafie, e bosco sacro di Diana III.
Conone edifica un tempio a Venere I. - disf i Lacedemonj a Gnido, ivi - riedifica i cos detti lunghi muri I. - statua che lo rappresenta presso il portico Regio in Atene I. - altra statua I. - sepolcro I.
Consiglio de' Cinquecento in Atene I.
Copaide, lago, vedi Cefissi.
Cope, citt della Beozia, sua storia e monumenti III.
Corcira presa da Pirro I.
Corciraico portico di Elide II.
Corciri, e Corciresi assoggettati da Pirro I. - loro dono in Olimpia II. - in Delfo IV.
Cordace, specie di danza II.
Corebo, suo sepolcro I. III.
Coresj, loro dono in Olimpia II.
Coria Menade, suo sepolcro I.
Coricio, antro IV.
Corifasio, promontorio della Messenia II.
Corifo, monte dell'Argolide I.
Corinna, poetessa, pittura che la rappresenta, e perch vincesse Pindaro III.
Corinto genealogia di quelli che vi regnarono I.
Corinzia, e sua storia I.
Corone, citt della Messenia II.
Corona, citt di Beozia, suoi monumenti III.
Corrente, luogo in Megara I.
Correnti sulla via di Eleusi I.
Corsa, citt della Beozia, e suo bosco III.
Corsica, sua storia IV.
Coti, suo portico presso Epidauro I.
Cotilio, monte di Arcadia III.
Cotilo, luogo di Arcadia III.
Cranae, isola I.
Cranao, suo sepolcro I. - succede a Cecrope nel regno I.
Crati, fiume dell'Acaja, sua foce III. - sorgente III.
Crati, monte III.
Cresio, monte di Arcadia III.
Creugante, sua pugna con Damosseno III.
Creusi, arsenale di Tespia III.
Crio, fiume dell'Acaja III.
Crise, isola sommersa III.
Crisippo Solese, suo ritratto I. - suo sepolcro I.
Crisoroa, acqua in Trezene I.
Crisotemi Argivo, scultore, sue opere II.
Crizia, scultore, sue opere I.
Crocee, villaggio della Lacona, e cave di serpentino ivi I.
Crocone, marito di Sesara I.
Crommione, borgo della Corinzia I.
Cromone, citt di Arcadia rovinata III.
Cronio, monte presso Olimpia II.
Crotani, chi siano e loro stazione I.
Cruni, sorgente III.
Ctonia, soprannome di Cerere, e feste in suo onore I.
Cureti, loro casa in Messene II.
 D
Dafne e Leucippo, loro storia III.
Daippo, scultore, sue opere in Olimpia II.
Damea Crotoniata, scultore, sue opere in Olimpia II.
Damia Arcade, scultore, sue opere a Delfo IV. 
Damofonte Messenio, scultore, sua statua di Cibele II. - ristaura la statua di Giove in Olimpia, ivi - sua Diana, ivi - sua statua nel tempio di Esculapio in Messene II. - altre sue opere III.
Damosseno, sua pugna con Creugante III.
Danao fonda il tempio di Apollo Licio I. - suo trono I. - suo monumento I.
Danza, luogo particolare di Sparta, e statue ivi I.
Daseo, sue rovine III.
Daulide, citt della Focide, sua descrizione IV.
Dedala, feste in Plata in onore di Giunone III.
Dedalo Ateniese, scultore, uccide Calo e fugge in Sicilia I. - sue opere III. I.
Dedalo ed Icaro, loro storia III.
Dedalo Sicionio, scultore, sue opere I. II.
Delfj, loro dono ad Apollo in Delfo IV.
Delfinio, tribunale di Atene I.
Delfo, capitale della Focide, suo oracolo IV. - tempio IV. - storia IV. - saccheggi sofferti IV. - sua descrizione IV. - descrizione del tempio IV.
Delio, luogo della Beozia presso Tanagra III.
Delo, isola, sua nave celebre per la grandezza I. - sciagura provata da quella isola I.
Delta, luogo in Argo I.
Demetrio, figlio di Antigono e sue gesta I.
Democrazia rappresentata in pittura I.
Democrito Sicionio, scultore, sua scuola, ed opera II.
Demostene, sua statua I. - suoi esilj e morte in Calauria I.
Derrio, luogo della Laconia I.
Despoena, Dea, suo sacro recinto presso Acacesio in Arcadia, e descrizione di esso III. - tradizione sopra questa Dea III.
Deucalione edifica l'antico tempio di Giove Olimpico in Atene I. - indizj della sua presenza in Atene, ivi.
Diagonte, fiume di confine fra gli Arcadi e i Pisi II.
Diagora Rodio, e sua stirpe, e loro vittorie atletiche II.
Diana, suo tempio a Munichia I. - Agrotera, e suo tempio I. - Brauronia, e sua statua I. - Taurica, e suo simulacro ivi - Leucofrine, e sua statua I. - Arista e Callista I. - suo recinto sacro presso l'Accademia, ivi - ara in Zostere I. - Selasforo, sua ara, ivi - Amarisia I. - Propila, suo tempio I. - Salvatrice, suo tempio, e statua di bronzo in Megara I. - in Page I. - Cacciatrice, suo tempio I. - suo tempio edificato da Agamennone I. - Linna, e suo tempio in Sicione I. - Fera, suo tempio I. - Persuasione, suo tempio I. - Fera, sua statua in Argo I. - Ortia, e suo tempio I. - Corifa, suo tempio I. - Salvatrice, suo tempio e statue in Trezene I. - Lica, e suo tempio in Trezene I. - Saronia, e suo tempio I. - Ifigenia, e suo tempio I. - Cariatide I. - Ortia, suo tempio, ed uso singolare in Sparta I. - Cnagia, e tradizione sopra di essa I. - Limnatide in Laconia, suo tempio I. - Dittinna, e festa, che celebrano in suo onore I. - Lafria, e sua statua II. - Efesia, ivi. - Alfea ed Elafia, sua statua, e tradizione sopra di essa II. - Lafria, e suo tempio in Patre III. - sua festa, ivi. - Triclaria, suo tempio e sacrificio III. - Limnatide in Patre, e suo tempio III. - Sotera, suo bosco sagro presso Pellene III. - Imnia, suo tempio e culto III. - Stinfalia, suo tempio, e prodigio III. - Condileatide, suo bosco sacro, e fatto ivi accaduto III. - Egemone, e racconto sopra di lei III.
Diasti di Macedonia, loro doni a Delfo IV.
Didimi, luogo dell'Argolide, e suoi tempj I.
Diie, feste ad onore di Bacco celebrate dagli Eli II.
Diillo, scultore, sue opere IV.
Diitrefe, sue gesta I. - statua, ivi - perch rappresentato ferito da freccie, ivi.
Dime, citt degli Achi, sua storia e descrizione III.
Dine, acqua, ove sorge III.
Dinomene, figlio di Gerone, suoi doni in Olimpia II.
Dinomene, scultore, sue opere I.
Diogene Sinopese, capo de' Cinici, suo sepolcro I.
Diomede ed Ulisse rappresentati in pittura I.
Dionisiade, sorgente II.
Dionisicle Milesio, scultore, sue opere II.
Dionisio, scultore, suoi doni in Olimpia II.
Dioscuri (Castore e Polluce), loro spedizione nell'Attica I. - loro tempio antico in Atene, e pitture I. - loro nozze colle figlie di Leucippo dipinte da Polignoto, ivi - loro impresa cogli Argonauti dipinta da Micone, ivi - onorati in Cefale borgo dell'Attica I. - quando cominci il loro culto I. - loro ira contro i Messenj II.
Dira, luogo in Argo I. - ivi comincia la strada che va a Mantinea I.
Dirce, fiume della Beozia III.
Dito, suo monumento III.
Dittinna, suo tempio I.
Dodona, tempio di Giove e faggio sacro ivi esistente I.
Donacone, luogo nel territorio di Tespia in Beozia III.
Donta Lacedemonio, scultore II.
Donusa, citt de' Sicionj III.
Doricleda Lacedemonio, scultore, sua Temide II.
Dorio, citt della Messenia, sue rovine II.
Dragoni, loro natura I.
Drepano, capo dell'Acaja III.
Drima, citt della Focide IV.
Dromo, luogo di Sparta I. - monumenti, che ivi sono I.
 E
Eaco, edificio nella isola di Egina, perch cos chiamato, e sua descrizione I.
Eacidi loro fine I.
Ebano, sua natura I.
Ebe, sua ara al tempio di Ercole Cinosargo I. - moglie di Ercole, ivi.
Ecate, sua edicola I. - suo tempio celebre in Egina I.
Echinadi, isole III.
Eco, suo portico I.
Edipo, suo monumento presso il tempio delle Erinni in Atene I. - giunge a Colono Ippio presso Atene I. - monumento de' figli III.
Edipodio, fonte in Tebe III.
Efebo luogo dove gli efebi dimorano, sua situazione I.
Efeso ampliata da Lisimaco I.
Efialte, oratore, sua tomba I.
Eforo, antico edificio di Sparta I.
Efori, loro sala I. loro carica quale fosse ivi.
Ege, citt dell'Acaja distrutta, sua situazione III.
Ego da nome ad una trib di Atene I. - dove si precipitasse dalla cittadella di Atene I.
Egia Trezenio sua tradizione circa Antiope l'Amazone I.
Egialo, suo Eroo in Page I.
Egie, citt della Laconia I.
Egiesi loro astuzia verso gli Argivi III.
Egila citt della Laconia, e tempio di Cerere ivi, II.
Egina, isola in faccia all'Epidauria, sua storia I.
Egio, citt dell'Acaja, sua descrizione III. - sede del Consiglio degli Achi III.
Egira, citt di Acaja, suo arsenale, storia, e descrizione III.
Egisto, sua morte rappresentata in pittura I. - sepolcro I.
Egitto, sepolcro de' suoi figli I.
Egostena, citt della Megaride I.
Elafo, fiume non perenne di Arcadia III.
Elaio, monte di Arcadia III.
Elaiti, popolo eolico, loro dono in Olimpia II.
Elata citt della Focide, sua storia, e monumenti IV. - tempio di Minerva Crana presso di essa IV.
Elatesi loro dono a Delfo IV.
Ela, fertilit di questa provincia II.
Elefanti, chi li possedesse primieramente de' Re di Europa I.
Eli, loro storia II. - loro dono in Olimpia II. - trofo eretto sopra i Lacedemonj II. - loro spedizione contro i Sicionj II. - confini II.
Elena, tradizione sulla sua morte I.
Elena, isola sulle coste dell'Attica I.
Elena, lavacro I.
Elene, donna Ebrea, suo sepolcro in Solima III.
Elettra, suo sepolcro I.
Elettra, fiume della Messenia II.
Eleusine Eroe eponimo di Eleusi I.
Eleusinio, nome di un tempio di Cerere nella Laconia I.
Eleutere, citt sui confini dell'Attica, e della Beozia, sue rovine I.
Eleuteria, acqua che scorre presso Micene I.
Eleuterolaconi, loro citt I.
Elice citt dell'Acaja distrutta da un terremoto III. - epoca della sua distruzione III. 
Elicone, fiume della Beozia III.
Elicone, monte di Beozia, e sua natura III. - sacro alle Muse III. - bosco sacro di queste, e monumenti, che ivi si trovano III.
Elide citt capitale della Ela, suoi monumenti I. - ginnasio ivi. - foro II.
Elide personificata, ed espressa in una statua in Olimpia II.
Eliodoro Alese, suo sepolcro I.
Eliro, citt di Creta, suo dono a Delfo IV.
Elissone, fiume della Sicionia I.
Elissonte fiume, dove sbocca nell'Alfo III. - suo corso III.
Ellade personificata, ed espressa in una statua in Olimpia II.
Ellanodiceon edificio in Elide II.
Ellenio luogo di Sparta, perch cos nomato I.
Elo, citt della Laconia, soggiogata dagli Spartani I. - processione che ivi si fa della statua di Proserpina, ivi - sue rovine I. 
Emera rapisce Cefalo I.
Emonie, citt di Arcadia III.
Endo scultore, e sue opere I.
Endimione, suo sepolcro II.
Eno d nome ad una trib di Atene I.
Enialio, sacrificio che a questa divinit si f in Sparta I. - sua statua ne' ceppi I.
Enneacrunos fontana, vedi fontana.
Enobio fa richiamare Tucidide dall'esilio I.
Enoe Argiva, battaglia ivi avvenuta e dipinta nel Pecile I.
Epaminonda, capitano Tebano, sue imprese III. - iscrizione sulla sua statua III. - da chi fu morto III. - suo sepolcro III.
Epicarino, sua statua I.
Epidamnj, loro tesoro in Olimpia II.
Epidaurj, loro dono ad Apollo in Delfo IV. 
Epidauria, distretto dell'Argolide sua storia I.
Epidauro, citt, suoi monumenti I.
Epidauro Limera citt della Laconia I.
Epidelio, luogo della Laconia I.
Epimenide Cnossio, racconto intorno al suo sonno, e sua statua I. - suo sepolcro I.
Epiro, sua dinnastia I.
Epito, suo sepolcro III.
Epopeo, suo sepolcro I.
Eracla, castello degli Eli II.
Eraclo, torrente IV.
Eracleoti, loro citt sul Ponto Eussino, e doni in Olimpia II. - in Delfo IV.
Erasino, fiume dell'Argolide, ove nasce I.
Ercina, fiume presso Lebada, e tradizione sopra di esso III.
Ercole, sua spedizione contro le Amazzoni I. - sua statua nel tempio di Marte in Atene I. - soprannomato Cinosargo, e suo tempio I. - sua ara, ivi - marito di Ebe, ivi - scultura che lo rappresentava mentre strozzava i dragoni I. - sua ara I. - suo tempio in Sicione I. - favola della uccisione di Ciato suo coppiere I. - torce un olivo confine da lui posto agli Asini I. - dove tagli la sua clava I. - suo tempio a Sparta colla statua armata I. - suo combattimento con Erice I. - prende Elide II. - suo tempio in Tespie III. - porta via il tripode da Delfo IV.
Erculea fonte I.
Era, citt di Arcadia sua storia, e descrizione III.
Ere, feste ad onore di Giunone in Argo I.
Erena, borgo de' Megaresi I.
Eretriesi, loro dono in Olimpia II.
Eretteo eroe eponimo I. - vince gli Eleusinj, ivi.
Eretto edificio nella cittadella di Atene I. - sua descrizione, ivi.
Erice, suo combattimento con Ercole I.
Erice, citt di Sicilia, e tempio famoso di Venere ivi III.
Eridano fiume I.
Eridano, fiume dell'Attica, che sbocca nell'Ilisso I.
Erifile, ricerche sul monile a lei dato III.
Erimanto, fiume di Arcadia, e sue sorgenti III. - cinghiale nelle sue vicinanze ucciso da Ercole, ivi.
Erineo, luogo sulla via di Eleusi I.
Erineo, porto dell'Acaja III.
Erinni, loro tempio in Atene I.
Erisittone figlio di Cecrope, e sua morte I.
Eritre, citt della Beozia rovinata III. 
Erittonio scaccia Anfizione I. - sua stirpe ivi - tradizione circa di lui I. - rappresentato come un serpente I.
Ermi, luogo di confine fra l'Argolide, e la Laconia I.
Ermione, citt del Peloponneso, sua storia I. - via per la quale vi si va da Trezene, ivi - situazione dell'antica citt I. - rovine, che vi si veggono, ivi - situazione della citt nuova, e sua descrizione I.
Ermogene Citero scultore, sua Venere I.
Erode Ateniese costruisce di marmo pentelico lo stadio in Atene I. - l'Odo in Patre III.
Eroi, loro are al Falero I.
Erse figlia di Cecrope I. - si precipita dal sasso della cittadella di Atene I.
Eschilo poeta tragico, suo ritratto, e avvenimento meraviglioso I.
Esculapio, suo tempio, e statue I. - sua statua con Igia I. suo tempio in Sicione I. - a Titane I. - sua statua imberbe in Fliunte I. - Tempio che ne hanno gli Argivi I. - suo tempio celebre presso Epidauro I. - tradizioni sulla sua nascita I. - sua statua nel tempio presso Epidauro I. - suo bosco sagro presso Epidauro I. - Egizio, e sua edicola I. - suoi dragoni sacri I. - Medico, sua statua presso i Cireni I. - suo recinto sacro in Epidauro stessa I. - degli Enapadi, e suo tempio I. - Agnita, e suo tempio I. - Cotileo, e sua edicola I. - Filolao, suo tempio I. - tempio in Messene, e statue ivi II. - suo recinto sacro in Egio, statua, e tradizione de' Fenicj sopra questo Dio III. - Ciro, e suo tempio III. - tradizione de' Telpusj sulla sua nascita III. - Archegeta, e suo tempio presso Titorea IV.
Esinnio, sepolcro in Megara I.
Esiodo, poeta, non cant sulla cetra III. - racconti, ed opinioni sulle sue opere e morte III. - sepolcro III.
Etemocle, suo ritratto I.
Etida, eroe, onori che riceve II.
Etilo, luogo della Laconia I.
Etiopia, tori di questo paese III.
Etoli, loro doni in Delfo IV.
Etolia, personificata, sua statua IV.
Etolo, suo sepolcro e funerali II.
Eva, castello dell'Argolide I.
Eva, monte della Messenia II.
Evagora, Re di Cipro, statua erettagli in Atene I. - suo buon animo verso gli Ateniesi, ivi - oriundo da Salamina, ivi.
Evandro, passa di Pallanzio in Italia III.
Euba, monte presso Micene, e tempio di Giunone ivi I.
Eubulide, scultore, sue opere e doni in Atene I.
Eucadmo, scultore IV.
Euchire di Eubulide Ateniese, scultore, suo Mercurio III.
Euchiro Corintio, scultore II.
Eucla, suo tempio in Atene I.
Euclide Ateniese, scultore, sua statua di Giove in Egira di Acaja III.
Eufranore pittore dipinge in Atene la battaglia di Mantina I.
Eumenidi, loro bosco, e tempio presso Sicione I. - loro tempio in Cerina III.
Eumolpo Re di Eleusi, sua tomba I. - sua storia ivi.
Evora una delle sommit del Taigeto abbondante in belve I.
Eupolemo architetto, autore dell'Ero sul monte Euba I.
Eurinome, suo tempio presso Figalia in Arcadia III.
Euripide suo cenotafio, sepolcro, e morte I. - sua statua nel teatro di Atene I.
Euripilo, suo monumento III.
Euripontidi, loro tempio I.
Euristeo, suo sepolcro I.
Eurota, fiume, sua sorgente III.
Eutelida Argivo, scultore, sue opere II.
Eutichide Sicionio, scultore, sue opere, e scuola, alla quale appartenne II.
Eutimo, sua impresa contro il Genio di Temessa II.
 F
Faci, corsa, che si f in Atene I.
Falanto monte, e citt rovinata di Arcadia III.
Falaro, fiume di Beozia III.
Falero naviga con Giasone a Colco I.
Falero antico arsenale degli Ateniesi I. - porto I. - tempio di Cerere ivi - edicola di Minerva Scirade ivi - tempio di Giove ivi - monumenti ivi - Via da questo porto ad Atene, e monumenti sopra di essa, ivi - distanza da Atene III.
Falesie, luogo di Arcadia III.
Fama, suo altare in Atene I.
Fara, citt della Laconia, prodezza di Aristomene ivi mostrata II. 
Fare, citt di Acaja sua descrizione III. - suo foro III. - culto di pietre quadrangolari, ivi. 
Fare citt della Messenia riunita da Augusto alla Laconia II.
Farsalj loro dono in Delfo IV.
Fedra, moglie di Teseo, suo sepolcro I.
Fedria, luogo di Arcadia III.
Fellia, fiume, che scorre presso Amicle nella Laconia I.
Felloe, citt oscura di Acaja III.
Fenea citt, sua descrizione, e storia III.
Feneati, popolo di Arcadia, pianura, e citt loro occupata dall'acqua III. - loro misteri III. - loro confini cogli Achi III. - loro dono in Olimpia II.
Fenice, fiume dell'Acaja III.
Fenicio, tribunale di Atene I.
Fenicunte, porto II.
Fetonte nato di Emera, e Cefalo, e custode del cielo I,
Fidia, scultore, sua statua della madre degli Dei I - sua statua di Venere Urania I. - suo Apollo di bronzo ivi - sua Minerva di bronzo I. - sua Minerva Lemnia ivi - sua Nemesi a Ramnunte I. - sua statua celebre di Giove in Olimpia II. - suo studio II. - unico ritratto che egli fece II. - sua statua di Venere Urania in Elide II. - sua Minerva in Elide II. - sua Minerva nel tempio di questa Dea presso Pellene III. - sua Minerva in Plata III. - suo Mercurio presso Tebe III. - opere in Delfo IV.
Fidizj de' Lacedemonj ove si tengano II.
Figalia distretto di Arcadia, sua situazione III.
Figalia, citt di Arcadia, sua storia, e descrizione III.
Filanorio, luogo dell'Argolide I.
Filesio Eretriese, scultore, suo bue in Olimpia II.
Filetero diserta da Lisimaco, occupa Pergamo, e si rende a Seleuco nemico di Lisimaco I. 
Filippo, edificio rotondo in Olimpia II.
Filopemene, e sue gesta III. - sua morte III. - iscrizione sulla sua statua III.
Filosseno alla corte di Dionigi tiranno I.
Filotimo Eginese, scultore, sue opere II.
Fiscoa, danza in suo onore II.
Fitalo Eroe, dove ricev Cerere I.
Flegj, loro imprese, e distruzione III.
Fliasia, suoi confini I. - sua storia, ivi.
Fliasj, loro dono in Olimpia II. - in Delfo IV.
Fliesi, popolo dell'Attica I.
Fliunte, citt, sua distanza da Titane I. - bosco di cipressi, e tempio nella cittadella I. - onori che vi riscoteva una capra di bronzo I. - casa detta indovina I.
Focesi, loro storia, e guerre IV. - doni a Delfo IV.
Focico, luogo ove i Focesi radunansi IV.
Foco, suo sepolcro I.
Foezi, luogo presso Mantina, e sepolcro ivi III.
Fontana de' nove zampilli in Atene I. - costrutta da Pisistrato, ivi.
Formide Menalio suoi doni in Olimpia II. - sua statua II.
Formione Ateniese, sua virt I. - suo sepolcro I.
Formione Spartano, d ospizio ai Dioscuri I.
Foroneo, suo fuoco I. - tradizione degli Argivi sopra di lui, ivi - suo sepolcro I.
Fortuna, suo tempio in Megara I. - in Corinto I. - Acra suo tempio nella cittadella de' Sicionj I. - sua edicola in Argo I. - in Ermione I. - ricerche sopra l'antichit del suo culto II. - tempio, e statua in Elide II. - sua statua in Egira di Acaja, e tradizione di Pindaro III. - suo tempio in Tebe, e perch associata con Pluto III.
Forza, suo tempio I.
Fradmone Argivo scultore, sue opere II.
Freatti, tribunale di Atene posto al Pireo I.
Frine suo aneddoto con Prassitele, e statua dell'Amore a lei donata I.
Frissa, citt distrutta, sue rovine II.
Frisso, rappresentato in scultura sull'Ariete I.
Frisso, fiume dell'Argolide I. - sua foce I.
 G
Galli, situazione del loro paese I. - loro spedizione contro la Grecia I. IV. - passano in Asia I.
Ganimeda, Dea, suo tempio a Fliunte I.
Gargafia, fonte presso Plata III.
Gateata, fiume di Arcadia III.
Gelani, loro tesoro in Olimpia II.
Genesio, villaggio dell'Argolide I.
Genetillidi Dee I.
Genetlio, luogo ove nacque Teseo I.
Genio de' diligenti I.
Gennaidi Dee I.
Gerenia, citt della Messenia riunita agli Eleuterolaconi I.
Gerione, preteso cadavere suo scoperto I.
Gerone II. tiranno di Siracusa, suoi fatti, e ritratto II.
Geronimo Cardiano scrittore parziale I.
Geronteo, monte di Arcadia III.
Gerontre, citt della Laconia I.
Giganti, loro pugna, e statura III.
Giordano, fiume, suo corso II.
Giove, suo recinto al Piro I. - sua statua, ivi - tempio a Falero I. - sua statua nella casa di Polizione in Atene I. - soprannomato Eleuterio, e sua statua I. - soprannomato Bulo e sua statua I. - suo tempio, e faggio sacro in Dodona I. - Olimpico, e suo tempio in Atene I. - Panellenio, e suo tempio in Atene I. - Polio, e rito de' suoi sagrificj in Atene I. - Ipato sua ara, e sagrificj I. - Ctesio, e sua ara I. - Milichio, sua ara, e purificazione ivi di Teseo I. - suo recinto sacro in Megara, chiamato l'Olimpio I. - Conio, e suo tempio in Megara I. - Afesio, suo tempio I. - sue tre statue a Corinto, una delle quali si chiama Terrestre, l'altra Altissimo, e la terza non ha nome I. - Capitolino, e suo tempio in Corinto I. - Apesanzio I. - Pluvio sua ara in Argo I. - Nemo, e suo tempio in Argo I. - Salvatore, suo tempio I. - sua ara I. - Mecaneo sua ara I. - Larisso, e suo tempio I. - sua statua portata da Ilio in Argo, ivi - Panellenio, e suo tempio nell'isola di Egina I. - Salvatore, e suo tempio in Trezene I. - Scotita, e suo tempio I. - Trofo, e suo tempio I. - Ambulio I. - Evanemo, e suo tempio, ivi - sua statua pi antica di bronzo I. - tradizione de' Messenj sulla sua nascita II. - Olimpico, suo tempio celebre in Olimpia, II. - statua, ivi. - ara II. - Apomiio II. - statue dette Zani, esistenti in Olimpia II. - altre sue statue ivi esistenti, doni di popoli, e di privati II. - Orcio, sua statua, e giuramento che si fa avanti ad esso II. - Omagirio in Egio III. - fanciullo, sua statua, e culto in Egio III. - tradizione, che lo fa nato sul monte Lico, e sue nudrici III. - Clario, e feste, che si fanno in Tegea III. - Saota, e sua tradizione in Tespie III.
Gito, o Gizio, citt marittima della Laconia I.
Gitiade scultore, sue opere I.
Giuba Affricano, suo ritratto I.
Giunone suo tempio arso da Mardonio I. - sua statua opera di Alcainene ivi - suo tempio edificato da Adriano in Atene I. - Buna, suo tempio I. - suo tempio celebre presso Micene sul monte Euba I. - Anta, sua edicola I. - Acra suo tempio nella cittadella di Argo I. - Cissa, sua statua in Epidauro I. - Argiva, e suo tempio I. - Ipercheria, e suo tempio, ivi - Egofaga, e suo tempio I. - suo tempio in Olimpia II. - suo peplo, e corsa in suo onore, ivi - monumenti che ivi si conservano II. - scoperta ivi fatta II.
Glauce, fontana I.
Glaucia Eginese, sue opere II.
Glauco Argivo, scultore, sue opere II.
Glauco Caristio, Atleta, suoi fatti II.
Glauco Chio, scultore, sua opera IV. - ritrova l'arte di attaccare il ferro, ivi.
Glauco, suo salto III.
Glauco, fiume, sua foce III.
Glippia, villaggio della Laconia I.
Glisante, luogo rovinato della Beozia, e suoi monumenti III.
Gnido, suo culto di Venere I.
Gorgia Leontno, oratore II. - suo ritratto a Delfo IV.
Gorgofone figlia di Perseo, suo monumento I.
Gortine, citt di Arcadia, sua storia, e monumenti III.
Gortinio, fiume di Arcadia III. - detto anche Lusi, e perch, ivi - sua natura, ivi - suo corso III.
Grazie scolpite da Socrate I. - loro tempio presso Amicle I. - scolpite sul trono Amiclo da Baticle I. - come sono rappresentate nella citt di Elide II. - loro numero, e nomi III.
Grifi, tradizione sopra questi mostri I.
Grillo figlio di Senofonte, sua bravura nella battaglia di Mantina I.
 I
Jacco, sua statua I.
Jamidi indovini, loro monumento I. - loro stirpe II.
Jampoli, citt della Focide, sua storia, e monumenti IV.
Ible, citt di Sicilia, suo dono in Olimpia II. - due citt di questo nome, ivi.
Ictino Architetto del Partenone, e del tempio di Apollo a Basse III.
Ida, suo sepolcro I.
Idra Lerna dove fu nudrita I. - veleno suo, ivi.
Jera, isola emersa III.
Jera isola de' Trezenj, prima detta Sferia, perch mut nome I.
Ierotisio, in Messene II.
Jetto, borgo della Beozia III. - suo tempio di Ercole III. 
Ificle, suo sepolcro III.
Ifigenia, suo Eroo, e tradizione de' Megaresi sulla sua morte I.
Ifinoe, suo monumento I.
Ignoti Dei, loro are al Falero I. - in Olimpia II.
Iidrea isola dell'Argolide I.
Ilara, e Febe, loro tempio, e culto I.
Ilei, villaggio sulla via di Ermione I.
Ilico, fiume fra Trezene, ed Ermione, sua sorgente I.
Ilio, monte della Laconia I.
Ilisso, fiume dell'Attica I.
Illo figlio della Terra, suo cadavere I.
Ilio, figlio di Ercole, suo sepolcro I.
Imetto, monte dell'Attica I. - api che vi si trovano, ivi - statua di Giove Imettio, ed are di Giove Pluvio, ed Apollo Previdente I.
Imperadori Romani, loro ritratto nel tempio di Diana Salvatrice in Megara I. - loro tempio in Elide II.
Impeto, suo altare in Atene I.
Inaco, fiume dell'Argolide I. - dove nasce I.
Iniziazione personificata III.
Ino, suo Eroo I. - tradizione particolare de' Megaresi sopra di lei, ivi - si precipita dalla rupe Moluride I.
Ino, acqua che ne porta il nome I. - uso che hanno sopra questa acqua, ivi - tempio ed oracolo I.
Ino, villaggio della Messenia II.
Inopo, fiume di Delo creduto nato dal Nilo I.
Jolao, sua ara I. - eroo in Tebe III.
Jone di Xuto, suo sepolcro I.
Jonia, sua storia e descrizione III.
Jonj, loro politica doppia II. - colonia in Asia III.
Jope, suo Eroo I.
Ipato, monte della Beozia, e tempio di Giove ivi III.
Ipatodoro, scultore Argivo, sue opere in Delfo IV.
Iperborei, loro primizie ad Apollo I.
Iperione di Agamennone, ultimo Re di Megara I.
Ipermnestra, figlia di Danao, suo sepolcro I. 
Ipermnestra madre di Anfiarao, suo sepolcro I.
Iperteleato, luogo nella Laconia I. - tempio di Esculapio, ivi.
Ippagora, suo dono in Olimpia II.
Ippia, figlio di Pisistrato, sua azione ingiusta I.
Ippio, scultore, sue opere II.
Ippocoonte, Eroo de' suoi figli in Sparta I. 
Ippocrene, fonte de' Trezenj I.
Ippodamia, danza in suo onore II. - sepolcro de' suoi proci II.
Ippodamio, edificio in Olimpia, e sagrificj che ivi si fanno II.
Ippodromo di Olimpia, e sua descrizione II.
Ippola, citt rovinata, suoi avanzi I.
Ippolita Amazone, sua morte, e monumento I.
Ippolito, figlio di Teseo, suo recinto sagro in Trezene I. - suo stadio I. - suo sepolcro, ivi - sua casa, ivi - suo monumento I. - tradizione Trezenia sulla sua morte, ivi.
Ippomedonte, rovine della sua casa I.
Ippotoonte, eroe eponimo di Atene I. - suo tempio I.
Ipso, villaggio su i confini degli Spartani I.
Ipsunte, citt rovinata di Arcadia III.
Ira, monte della Messenia II. - espugnato dai Lacedemonj II.
Irneto, moglie di Deifonte, favola sulla sua morte I. - suo Eroo I.
Irnezio, luogo dell'Argolide I.
Iside, suo recinto e recesso sacro presso Titorea IV. - usi che ivi si tengono, ivi - tempio a Corinto I.
Isie, citt rovinata dell'Argolide I. - battaglia che ivi avvenne, ivi.
Isie, citt della Beozia, rovinata III.
Ismenio, colle, e fiume a Tebe III.
Isocrate, sua statua, e cose degne di memoria dai lui lasciate I.
Istmici, giuochi non interrotti dopo la distruzione di Corinto I.
Istmo di Corinto I.
Itome, luogo forte della Messenia II. - distrutto dai Lacedemonj II.
Itome, festa in onore di Giove II.
 L
Lacare, tiranno di Atene, e sue scelleraggini I.
Lacedemonj, loro prevenzione di non essere mai stati vinti prima della battaglia di Leuttri I. - loro spoglie appese al Pecile di Atene I. - loro dono in Olimpia II. - in Delfo IV.
Lacida, borgo dell'Attica sulla strada di Eleusi I.
Lacio, Eroe, suo recinto sacro I.
Laconia, sua storia I.
Lade, isola rimpetto a Mileto I.
Ladoncea, luogo di Arcadia III.
Ladone, fiume di Arcadia, e sua celebrit III. - suo corso III. - sue pretese isole III.
Lafae Fliasio, scultore, sue opere III.
Lafistio, monte di Beozia, e recinto sacro ivi III.
Laide, suo sepolcro I.
Lalicmio, nome del Consiglio degli Elei II.
Lamia, citt I. - guerra presso di essa I.
Lamo, fiume sulla estremit dell'Elicone III.
Lampea, monte di Arcadia III.
Lampre, borgo dell'Attica, e suoi monumenti I.
Lanca, fonte nella Laconia I.
Lapito, luogo della Laconia I.
Larimne, citt di Beozia, sua storia, e monumenti II.
Larisio, monte sacro a Bacco I.
Lariso, fiume, confine fra l'Ela, e l'Acaja II. III.
Larissa, nome della cittadella di Argo I.
Las, citt della Laconia I.
Latona, sua ara in Atene I. - parto, ivi - tempio in Argo I.
Laurio I. - miniere di argento, ivi.
Learco Regino, scultore, fece la pi antica statua di bronzo di Giove I.
Lebada, citt della Beozia, e sua storia III. - bosco, ed oracolo di Trofonio nelle sue vicinanze III.
Lebedo disfatta da Lisimaco I.
Lebene, citt di Creta I.
Lecho, uno de' porti di Corinto I.
Leda, suo uovo I.
Ledonte, citt abbandonata della Focide, e sua descrizione IV.
Leena, donna di Aristogitone I.
Legni usati per le statue III.
Leimon, luogo della Ermionide I.
Lelege, suo Eroo I.
Leocare, scultore, sue statue di Giove e del Popolo I. - suo Apollo I. - sua statua di Giove I. - sue opere nel Filippo di Olimpia II.
Leocrito, e sua prodezza nella presa del Muso I.
Leonida, Re di Sparta, suo monumento I.
Leonido, edificio in Olimpia II.
Leontisco Atleta, sua arte in rompere le dita dell'avversario II.
Leos, eroe Ateniese I.
Leostene rappresentato in una pittura al Pireo insieme co' figli I. - Capitano degli Ateniesi disf i Macedoni, ivi.
Lepreo, citt della Trifilia II. - vie per darvi, ivi.
Lerna, mare, sua distanza da Argo I.
Lerna, fontana I.
Lerna, iniziazione di Cerere I.
Lesche, edificio in Delfo, e pitture ivi di Polignoto IV.
Lessa, castello fra Argo ed Epidauro I.
Letrini, borgo della Ela, sua distanza da Elide II.
Leucasia, fiume IL
Leuce, isola sulle foci dell'Istro I.
Leucea, poeta Argivo I.
Leuciania, fiume della Ela II.
Leuconio, fonte III.
Leuttra, citt della Laconia I. - avvenimento che ivi ebbe luogo, ivi.
Leuttri, citt di Beozia, aneddoti sopra la battaglia ivi avvenuta II.
Libetra, citt distrutta sull'Olimpo III.
Libetrio, monte della Beozia III. - Muse, e Ninfe che vi hanno le statue, ivi - sorgenti, ivi.
Libone, architetto, edifica il tempio di Giove in Olimpia II.
Licaone, Re di Arcadia, suoi fatti III.
Lico, luogo presso Atene, perch cos nomato I.
Lico, monte di Arcadia III. - stadio ed ippodromo ivi III. - recinto sacro a Giove, ivi.
Licio di Pandione I. - d il nome di Licj ai Telmissesi, ivi.
Lico, sua casa III. - sepolcro I.
Licoa, citt di Arcadia distrutta III.
Licone, monte sulla strada di Argo a Tegea I.
Licosura, citt di Arcadia III.
Licurgo, legislatore di Sparta I. - suo tempio I.
Licurgo, oratore Ateniese, sua tomba I. - opere, ivi.
Licuria, luogo di Arcadia III.
Lidia, doni de' suoi Re a Delfo IV.
Lila, citt della Focide, sua storia, e descrizione IV.
Limace, fiume di Arcadia III.
Limne, villaggio della Messenia, e tempio di Diana ivi II.
Linceo, suo sepolcro I.
Lindo, citt di Rodi, suo dono a Delfo IV.
Lino, figlio di Apollo, suo sepolcro I. - poeta, e suo sepolcro, ivi.
Lipari, loro dono in Delfo IV.
Lirca, prima detta Linca, citt dell'Argolide I. - sua distanza da Argo I.
Lisandro, Re di Sparta, sua morte, e sepolcro III. - esame delle sue imprese, ivi.
Lisimachia fondata da Lisimaco I.
Lisimaco, sue gesta, e guerre I. - sua morte, e sepolcro I.
Lisippo, scultore, sue opere, I. II. III.
Lisistrato Argivo, suo sepolcro in Asine I.
Lisone, scultore, sue opere I.
Locri Ozoli, loro etimologia IV.
Locro Pario, scultore, sua statua di Minerva I.
Lofi, fiume di Beozia, e tradizione sopra di esso III.
Lucina, suo tempio in Atene I. - tradizione sopra di lei, ivi - maniera onde  rappresentata dagli Ateniesi, ivi - suo tempio in Megara I. - suo tempio I. - tempio, ed onori che riscuote presso Ermione I. - suo tempio in Olimpia II. - suo tempio in Egio III. - suo culto in Clitore III. - tradizione de' Tegeati sopra di lei III.
Lusi, luogo di Arcadia dove le figlie di Preto furono purgate III.
 M
Macaone, figlio di Esculapio, suo tempio I.
Macereo, sue rovine III.
Macaria, figlia di Ercole si d volontariamente la morte I.
Macaria, fonte a Maratona I. - storia sul suo nome, ivi.
Macedoni disfatti da Eeostene I.
Madre degli Dei, suo tempio in Atene I. - statua scolpita da Fidia, ivi - tempio negli Anagirasj I. - suo tempio nell'Acrocorinto I. - onorata in Isparta I. - sua statua pi antica nel Peloponneso I. - sua statua pi antica di tutte, ivi - Dindimene suo tempio in Dime III. - suo tempio presso Tebe III.
Maere, luogo di Arcadia III.
Maghi, loro potere II.
Malea, promontorio I.
Maleo, parte del ginnasio degli Eli II.
Mallunte, fiume di Arcadia III.
Manie, loro tempio III.
Mantina, citt di Arcadia, sua descrizione, e storia II. - battaglia ivi avvenuta contro Agide Re di Sparta II. - pittura che la rappresenta I.
Mantineesi, loro doni in Delfo IV.
Manturico, campo III.
Marata, villaggio di Arcadia III.
Maratona, borgo dell'Attica I. - fatti che ivi avvennero, e sepolcri di quelli, che vi combatterono, ivi - prodigio che ivi si ode durante la notte, ivi - aneddoti sulla battaglia I. - lago I. - doni a Delfo per la battaglia IV.
Maratone, eroe I.
Marco Aurelio Antonino Imperadore, sua guerra Sarmatica III.
Mardonio, sepolcro di questo Capitano Persiano III.
Mare morto in Palestina, sua natura II.
Mario, citt della Laconia I.
Marmace, sue cavalle e loro sepolcro II.
Marpesso, vedova, e sua azione III.
Marsia, sue tibie trasportate nella Sicionia I.
Marte, suo tempio in Atene I. - statua opera di Alcamene, ivi - uccide Alirrotio I. - suo tempio a Celendere I. - suo tempio nella via da Sparta a Terapne I. - suo tempio e bosco sacro a Gerontre I. - sua fonte presso Tebe III.
Martiore, bestia indiana III.
Maseta, arsenale degli Ermionesi I.
Massalioti, loro dono a Delfo IV.
Massimo, tribunale di Atene I. - detto anche Elia, ivi.
Mausolo, suo sepolcro III.
Medea, sepolcro de' suoi figli I. - va in Atene, e si ritira quindi nella Media, ivi - tradizioni sopra di lei, ivi.
Medonte Lacedemonio, scultore, sua Minerva II.
Medusa, e sua storia I.
Megacle, artista, e sue opere II.
Megalopoli, citt di Arcadia, sua fondazione, e storia III. - popoli che vi contribuirono III. - sua descrizione III. - portico Filippo III. - Aristandro III. - recinto delle Grandi Iddie III. - Ginnasio III. - Curia III. - distruzione III.
Megareo, suo sepolcro I.
Megaresi loro Curia I. - dono in Olimpia II. - loro tesoro ivi II. - loro doni a Delfo IV.
Megaride, e sua storia I.
Melampo, suo tempio in Egostena I.
Melane, fiume della Beozia III.
Melanippo, sua storia III.
Menalippo Tebano, suo sepolcro III.
Meleagro, sua morte IV.
Melenee, citt di Arcadia III.
Melicerte, sua ara I.
Melissa, moglie di Periandro, suo sepolcro I.
Menalio, monte, e campo in Arcadia III.
Menalo citt rovinata di Arcadia, e suoi avanzi III.
Menandro, suo sepolcro I. - sua statua nel teatro di Atene I.
Mendi di Tracia, loro dono in Olimpia, e loro situazione II.
Meneceo di Creonte, suo monumento III.
Menecmo Naupattio, scultore, sua Diana Lafria III.
Menelaide, platano III.
Menesteo parte dal Falero colle navi contro di Troja I.
Menfi, tempio di Serapide ivi edificato I.
Mennone Egizio, suo colosso I.
Menofane, capitano di Mitridate devasta Delo I. - sua morte I.
Mensa per le corone de' vincitori Olimpici II.
Mera, avanzi di questo castello III.
Mercurio suo ginnasio in Atene I. - Agoro, e sua statua I. - ara I. - perch abbia un montone al fianco I. - Poligio I. - sua statua singolare in Olimpia II. - Agoro, e suo oracolo in Fare di Acaja III. - sua acqua sacra, ivi - onorato specialmente dai Feneati, e feste in suo onore III. - suo tempio, e statua, ivi - perch chiamato Crioforo, e rappresentato coll'ariete III. - Promaco, ed origine di tal soprannome III.
Mesati, citt III.
Messa, citt della Laconia I.
Messapio, monte della Beozia III.
Messeide fonte in Terapne I.
Messene figlia di Triopa, suo tempio II.
Messene, citt del Peloponneso, sua fondazione II. - sua descrizione II.
Messene citt di Sicilia II.
Messenia, suoi confini, e sua storia II. - Reggia de' suoi Re II. - sue guerre co' Lacedemonj II. - occupata, e divisa dai Lacedemonj II.
Messenj, loro costume di seppellire II. - passano in Italia, e in Sicilia II. - occupano Naupatto II. - loro imprese, ivi. - ritornano nel Peloponneso II. - loro imprese posteriori II. - loro doni in Olimpia II.
Messenj di Sicilia loro dono in Olimpia II.
Metana, castello, ed istmo I. - bagni caldi, ivi.
Metanira, suo tempio I.
Metapontini, loro dono in Olimpia II. - loro tesoro ivi, II.
Metapontio, citt d'Italia distrutta II.
Metidrio, citt di Arcadia, suoi monumenti III.
Metroo, tempio assai vasto in Olimpia II.
Mezione occupa il regno di Atene I.
Micalesso, citt di Beozia, suoi avanzi III. - tempio di Cerere, e meraviglia, che ivi accade, ivi.
Micene, citt, sue ruine I. - sua storia ivi - sua distruzione I.
Micone Ateniese pittore, sue opere al tempio di Teseo I. - al tempio de' Dioscuri in Atene I. - statua da lui fatta II.
Micone Siracusano, scultore, sue opere in Olimpia II.
Mida di Gordio fonda Ancira I. - Ancora da lui trovata ivi. - suo fonte I.
Mida, luogo distrutto dell'Argolide I.
Migonio, luogo nella isola di Cranae I.
Milaonte, fiume di Arcadia III.
Milico, fiume III. - prima detto Amilico III. 
Milliaria colonna in Olimpia II.
Milone Crotoniata, atleta, sua forza prodigiosa II.
Milziade, suo sepolcro I.
Minerva suo recinto al Piro I. - soprannomata Scirade I. - sua edicola a Falero, ivi - soprannomata Peonia, e sua statua I. - sua statua nel tempio di Marte in Atene opera di Locro Pario I. - suoi occhi cerulei I. - tradizione de' Libj sopra ci I. - perch si accoppj a Vulcano I. - Igia, e sua statua I. - gruppo che la rappresentava mentre batte Marsia I. - sua nascita rappresentata in scultura, ivi - mostra la pianta di olivo I. - sua statua nel Partenone I. - assisa scolpita da Endo I. - a lei  sacra Atene, e l'Attica I. - suo simulacro caduto dal cielo, ivi - lucerna di Callimaco che le arde dinanzi, ivi - sua contesa con Nettuno, e olivo, che fece nascere I. - Poliade, e doni, che ivi sono, ivi - Equestre, e sua ara I. - Titrone, e sua ara I. - Igia, e sua ara I. - Equestre, ivi - suo tempio nella cittadella di Megara I. - Vittoria, ed Eantide, ivi - Calinitide, e suo tempio I. - suo tempio dedicato da Epopeo I. - suo tempio a Titane I. - Salpinge, suo tempio in Argo I. - Pania I. - Ossiderce, e suo tempio I. - Steniade suo tempio in Trezene I. - Apaturia, e suo tempio I. - Promacorma e suo tempio I. - Saitide, e suo tempio I. - Ambulia I - Assiopena, e suo tempio I. - Poliuca, e Calcieca, e suo tempio di bronzo in Sparta I. - Ergane, e suo tempio I. - Cidonia, suo tempio II. - suo tempio in Elide II. - Zosteria III. - Itonia, e suo tempio III.
Minerva, castello di Acaja III.
Minia, suo tesoro, e maraviglia di questa fabbrica III. - sepolcro III.
Minoa, promontorio I.
Mionia, citt de' Locri Ozoli IV.
Mirone Ateniese, scultore, sua statua rappresentante Licio I. - suo Perseo, ivi - sua Ecate I. - opere in Olimpia II. - nel bosco, delle Muse sull'Elicone III.
Mirone Licio, sue sculture II.
Mirrinusj, popolo dell'Attica I.
Mirtilo, suo sepolcro III.
Mirtoo, mare da chi prese nome III.
Miso, tempio di Cerere Misia III. - festa, che ivi si celebra, ivi.
Misericordia, suo altare in Atene I.
Misia villaggio dell'Argolide I.
Mitridate sua guerra contro i Romani comandati da Silla I.
Mnasinoo figlio di Polluce I.
Mnemosine sua statua in Atene I.
Mnesiteo medico, suo sepolcro I.
Molotto, suo sepolcro I.
Molotto, fiume di Arcadia III.
Molpadia l'Amazzone, saetta Antiope, ed  uccisa da Teseo I.
Moluride, rupe I.
Morte, sua statua I.
Mossa de' cavalli in Olimpia II.
Motia, citt della Sicilia II.
Motone, citt II. - sua storia, ivi.
Mummio, Console, suoi doni in Olimpia II.
Munichia, porto I. - tempio di Diana ivi.
Mura della cittadella di Atene I. - bassorilievi che decorano la parte di queste mura che riguarda Noto I. - da chi edificata, ed in quale epoca I.
Muri lunghi edificati da Temistocle I. - distrutti dai Trenta, ivi - rifatti da Conone, ivi - in rovina, ivi.
Muse, loro statue nella casa di Polizione in Atene I. - Ilissiadi, loro are I. - loro tempio in Trezene I. - loro tempio in Sparta I. - tradizioni sopra il loro nome e numero III. - loro bosco sagro sull'Elicone III. - giuochi ivi celebrati in loro onore III.
Muso, collina di Atene, cinta di mura da Demetrio di Antigono I. - perch cos chiamata, ivi - presa dagli Ateniesi condotti da Olimpiodoro, ivi.
Museo, poeta, pittura che lo rappresenta I. - suoi versi, ivi.
 N
Nafila, fiume di Arcadia III.
Naja, fonte nella Laconia I.
Narcisso, fonte, e tradizione sopra di esso III.
Nasi, luogo di Arcadia III.
Nasso, citt di Sicilia distrutta II.
Naucide, scultore, sua statua di Ebe I. - sua Ecate I. - sue opere in Olimpia II.
Naupatto, citt confinante con Oeanta, sua descrizione IV. - conceduta ai Messenj II.
Nauplia, citt deserta dell'Argolide, sua distanza da Argo I. - suoi porti, ivi.
Necessit, suo tempio I.
Neda, fiume, sue fonti II. III. - confine dell'Ela e della Messenia II. - suo corso, ed onori che gli fanno i Figalesi III.
Nema, villaggio, e spelonca del leone ucciso da Ercole I.
Nemi, giuochi, ove si celebrino I.
Nemesi, suo culto, tempio, e statua in Ramnunte I. - tradizioni sopra questa Dea, ivi.
Neottolemo di Achille, suo sepolcro a Delfo IV.
Neride - castello dell'Argolide I.
Nerone, suoi doni al tempio di Giunone presso Micene I. - in Olimpia II.
Nestane, castello di Arcadia, suoi avanzi III. - padiglione di Filippo di Amnta ivi dappresso, ivi.
Nestore, sua casa in Pilo II. - sue vacche, ivi.
Nettuno, sua statua equestre I. - mostra l'onda del mare I. - sua ara nell'Eretto I. - sua contesa con Minerva, e acqua, che fece nascere, ivi - Equestre, e sua ara I. - tempio distrutto, ivi - Padre, suo tempio I. - sua contesa col Sole I. - suo tempio celebre a Corinto I. - Prosclistio, suo tempio I. - Fitalmio, e suo tempio I. - Tenario, e suo recinto sacro I. - Genetlio, e suo tempio I. - nomi che riceve in Patre III. - Equestre, e suo tempio in Mantina III.
Nettuno, lago di questo nome I.
Nicia, pittore, sepolcro da lui dipinto presso Trita III. - suo sepolcro I.
Nicocle Tarentino, suonatore di cetra, suo sepolcro I.
Nicodamo Menalio, scultore, sue opere in Olimpia II.
Nilo, tradizione sulla sua origine I. - suo corso II.
Nimbo, lago I.
Ninfade, luogo di Arcadia III.
Ninfe Sitnidi, acqua nominata da loro I.
Ninfone, edificio presso Sicione I.
Niobe rappresentata co' figli sopra di un tripode I.
Nisa, porto di Megara, e cittadella I.
Niso, Re di Megara, sua morte, e sepolcro I.
Nomii, monti di Arcadia III.
Nomofilaci, loro sala I.
Nonacri, citt di Arcadia distrutta III.
Noo, fiume di Arcadia III.
Notte, suo oracolo in Megara I.
 O
Odeo di Atene, I. - statua di Bacco I. - di Corinto I. - di Patre, e sua descrizione III.
Oeanta, citt de' Locri Ozoli IV.
Oebota, corridore, aneddoto sopra di lui III.
Oenoe, villaggio dell'Argolide I.
Oenomao, sua colonna II. - sepolcro II.
Oenotro, passa in Italia che da lui viene chiamata Oenotria III.
Oenuse, isole II.
Ofi, fiume di Arcadia III.
Oicle, padre di Anfiarao, suo sepolcro III.
Olbiade, pittore, sue opere I.
Olbio, fiume, da chi scavato III.
Oleno, citt distrutta dell'Acaja III.
Olimpia, celebre tempio di Giove, e sua descrizione II. - are che ivi sono II. - sagrificj che ivi si fanno II. - doni che ivi si veggono II. - tesori II.
Olimpici, giuochi, da chi stabiliti II. - loro storia II. - amministrazione ed ordine, ivi. - oleastro del quale erano coronati i vincitori II. - statue erette ai vincitori II.
Olimpico, recinto sacro in Atene I. - foro pel quale usc l'acqua dopo il diluvio di Deucalione, e riti, che ivi si osservano, ivi.
Olimpio, recinto sacro di Giove in Megara I.
Olimpiodoro, capitano Ateniese, e sue gesta contro i Macedoni I. - suoi onori I.
Olimpiostene, scultore, sue opere III.
Olinone, borgo della Beozia III.
Ombellico di Delfo IV. - del Peloponneso I.
Omero, suo ritratto in Delfo, e suo monumento nella isola di Io, IV.
Onassimede, scultore, sue opere III.
Onata, pittore, sue pitture III.
Onata, scultore, sue opere II. III. - Eginese II. - figlio di Micone, ivi - et in cui visse, ivi - lavora con Callitele ad un Mercurio II.
Onchesto, rovine di questa citt di Beozia III.
Oneto, scultore, sue opere II.
Onfalione, sue pitture nel tempio di Messene in Messene II.
Onognato, promontorio della Laconia I.
Orco, suo recinto sagro, e tempio in Elide II.
Orcomeno vecchia, citt di Arcadia III.
Orcomeno, citt di Beozia, sua storia III. - monumenti III.
Ore, loro tempio I.
Orestasj, venuti in soccorso de' Figalesi, loro sepolcro III.
Orestasio, citt rovinata di Arcadia III.
Oreste, suo sepolcro I. - pietra sulla quale fu liberato dalla mania I. - pietra sulla quale fu purgato I. - sua tenda I.
Orexi, luogo di Arcadia III.
Orfeo, tradizioni sopra di lui III.
Orizia rapita da Borea I.
Orneati, loro dono in Delfo IV.
Ornee, citt dell'Argolide, sua distanza da Argo I. - disfatta dagli Argivi, ivi - posta ai confini della Fliasia, e della Sicionia, ivi.
Oropo, luogo dell'Attica I. - tempio e culto di Anfiarao, ivi.
Orsippo, suo sepolcro I.
Orti, contrada di Atene I. - tempio di Venere, ivi.
Ossilo, suo sepolcro II.
Ostracina, monte di Arcadia III.
Ottavia, sorella di Angusto, suo tempio I.
 P
Pace, sua statua in Atene I. - sua statua nel Pritano I.
Page, luogo della Megaride I.
Pala, villaggio della Laconia I.
Palemone, suo tempio a Corinto I. - suo adito I.
Palesi, distretto dell'isola di Cefallenia II.
Paliscio, distretto di Arcadia III.
Palladio (sopra il), tribunale di Atene, e sua origine I.
Pallanzio, citt di Arcadia, doni concessile da Antonino Pio, ed elogio di questo principe III. - monumenti di questa citt III.
Palma, perch si dia ai vincitori III.
Pamiso, fiume, sue sorgenti II. - suo corso II. 
Panatene, nave usata per questa festa I.
Panatte, castello dell'Attica I.
Pandione, suoi fatti I. - sua morte e sepolcro, ivi - sue statue, ivi - suo Eroo I.
Pandora, sua favola espressa nella base di Minerva nel Partenone I.
Pandroso, figlia di Cecrope I. - obbedisce Minerva in non essere curiosa sopra il deposito da lei ricevuto I. - suo tempio I.
Pane, suo tempio sotto la cittadella di Atene I. - favorisce gli Ateniesi a Maratona, ivi - sua spelonca a Maratona I. - suo tempio, ed oracoli da lui resi III. - tempio nel Liceo, e feste in suo onore III. - Literio, suo tempio I.
Panellenio, monte della isola di Egina, suo tempio di Giove I.
Panopa, citt della Focide, sua storia, e descrizione IV.
Panormo, porto dell'Acaja III.
Panteon di Atene I. - edificato da Adriano I. - di Corinto I. - di Ornee I.
Pantia, scultore, sua scuola, ed opere II.
Pao, castello di Arcadia rovinato III.
Parabisto, tribunale di Atene I.
Paraciparissj, citt nella Laconia I.
Parapotamj, citt della Focide, sua storia e descrizione IV.
Parche, loro tempio I.
Parebasio, sepolcro III.
Parnasso, monte della Focide, sue cime IV.
Parnete, monte dell'Attica I. - caccia che vi si fa, ivi - ara di Giove Semaleo, Pluvio, e statua di Giove Parnesio I.
Parnone, monte I.
Paroria, da chi edificata III.
Parrasio pittore disegna per Mis gl'intagli, che dovea eseguire sullo scudo di Minerva I.
Partenia, acqua II.
Partenio, monte, recinto sacro di Telefo, ed altri monumenti che ivi sono III.
Partenone pittura nella quale  espresso Temistocle I. - sua descrizione I.
Patre, citt dell'Acaja, sua storia, e descrizione III.
Patrocle, scultore II. - sue opere a Delfo IV.
Patroclo Ammiraglio di Tolomeo I. - suo castello ivi - campo ivi.
Patroclo isola I.
Pausania Spartano, vincitore a Plata, suo monumento I. - suoi fatti, e sua morte I.
Pausia, pittore, sue pitture nel Tolo presso Epidauro I.
Pecile portico in Atene, e pitture che lo adornano I. - perch cos chiamato, ivi - spoglie ivi appese I.
Pecile, stazione in Sparta I. - tempj eretti ivi ad Eroi, ivi.
Pederote, erba I.
Pefno, luogo della Laconia I. - patria de' Dioscuri, ivi.
Pegaso Eleuterese, introduce in Atene il culto di Bacco I.
Pelago, bosco presso Mantina III.
Pelia, sepolcro delle figlie III.
Pellana, villaggio della Laconia I.
Pellanide, fonte nella Laconia I.
Pellene, citt di Acaja, sua storia, e monumenti III.
Pelope suo sepolcro I. II.
Pelope (isole di) I.
Pelopio, recinto sacro nell'Alti di Olimpia II. sacrificj, che ivi si fanno, ivi.
Peloponneso, e sue parti II.
Penelope, suo sepolcro III.
Pentelico, monte dell'Attica I. - cave di marmo, ivi - statua di Minerva I.
Penteo rappresentato in pittura nel momento del suo eccidio I.
Peonio da Mende, scultore, autore de' bassorilievi sul frontespizio anteriore del tempio di Giove in Olimpia II. - altre sue opere II.
Pericle suo sepolcro I.
Pergameni, loro imprese I.
Permesso, fiume che scorre sotto l'Elicone III.
Peroe, fiume fra Plata, e Tebe III.
Persea, fontana di Micene I.
Perseo, pittura che lo rappresenta avanti a Polidette I. - suo Eroo I. - dove riscuote pi onori, ivi.
Persiano, portico in Sparta I.
Persuasione, suo culto stabilito in Atene I. - suo tempio in Sicione, e motivo pel quale fu da loro adorata I.
Petra, luogo della Ela II.
Petraco, precipizio presso Cherona, e tradizione sopra di esso III.
Petroma, cosa sia presso i Feneati, III.
Petrosaca, luogo di Arcadia III.
Pierio, fiume di Acaja, lo stesso che il Piro III. - bosco di platani sulle sue rive, ivi.
Pilo, citt della Ela, distrutta II. 
Pilo, citt della Messenia II.
Pindaro, suo monumento, e sua morte III. - sua casa III. - sua sedia di ferro in Delfo IV. - onorato dagli Ateniesi I.
Pirea, bosco presso Sicione I.
Pirene, acqua I.
Piro I. - borgo, ivi - fatto arsenale da Temistocle, ivi - conteneva tre porti I. - stanze delle navi ivi poste, ivi - sepolcro di Temistocle sul porto grande, ivi - recinto di Minerva e di Giove, ivi - pittura di Arcesilao, ivi - foro marittimo, ivi - monumenti, ivi - tempio di Venere, ivi.
Pirilampe Messenio, scultore II.
Piro, fiume, sua foce III.
Pirrico, luogo della Laconia I.
Pirro, figliuolo di Eacida Re di Epiro, sue gesta in Grecia, in Italia, e in Sicilia I. - sua stirpe I. - sua morte e sepolcro I. - monumento del luogo ove il suo cadavere fu arso I.
Pirrone, capo della setta de' Pirronisti, suo sepolcro II.
Pisa, citt della Ela, distrutta II. - sua storia, ivi.
Pisia, scultore, sue opere I.
Pisone da Calauria, scultore, sue opere a Delfo IV.
Pitiusa, isoletta avanti l'Argolide I.
Pitodoro Tebano, scultore, sue opere III.
Pittagora Pario, pittore, dipinge le Grazie III.
Pittagora Regino, scultore, sua scuola ed opere II.
Pitteo, sito sepolcro I.
Pizj, giuochi, che si celebravano presso Delfo ad onore di Apollo, loro instituzione, e storia IV.
Platanio, fiume della Beozia, sua foce III.
Platanista, luogo in Sparta dove gli Efebi si esercitavano, e sua descrizione I.
Platanistone, fiume, sua sorgente II.
Platanistunte, promontorio di Citera I.
Plata, citt della Beozia, sua storia III. - sepolcri di quelli, che morirono nella battaglia ivi accaduta III. - suoi monumenti, ivi. - tempio di Giunone Ninfevomene, e tradizione sopra di essa, ivi. - tempio di Minerva Ara III.
Plata, battaglia ivi avvenuta, nomi de' popoli che vi ebbero parte, e dono mandato da questi in Olimpia II. - in Delfo IV. - dono di questa citt a Delfo IV.
Platone, suo sepolcro I.
Pletrio, luogo del ginnasio degli Eli II.
Pleurone, suo Eroo I.
Plisto, fiume della Focide IV.
Pluto, sua statua in Atene portata dalla Pace sua madre I. - in Tebe portato dalla Fortuna III. - in Tespia presso Minerva Ergane III.
Plutone, dove discese dopo il ratto di Proserpina I. - luogo a lui sacro presso Ermione I.
Poena, mostro mandato da Apollo agli Argivi I.
Poeti, loro famigliarit co' Re I.
Polemocrate, suo tempio I.
Polibio di Licorta, sua statua, e suo elogio III.
Policle, scnltore, sue opere in Olimpia II.
Policle, suoi figli scultori, loro opere II.
Policleto Argivo, scultore, sua Giunone I. - suo Giove Milichio I. - sua Ecate I. - opere nel tempio di Ortia I. - teatro in Epidauro I. - Venere in Amicle I. - opere in Olimpia II. - in Megalopoli III.
Policleto Argivo scolaro di Naucide, scultore, sue opere in Olimpia II.
Policna, luogo della Messenia II.
Polidamante, suo ritratto, e sue gesta II. - sua morte II.
Polideucia fonte sulla via da Sparta a Terapne I.
Polidoro, suo ritratto I. - sua casa I.
Polignoto, pittore, sue pitture in Atene I. - a Plata III. - nel Lesche di Delfo IV.
Polizione, sua casa I.
Pompe, edificio destinato al loro apparecchio I.
Pontino, monte, e fiume dell'Argolide I.
Popolo, sua statua I. - pittura che lo rappresenta I. - statua nel Consiglio de' cinquecento I. - degli Spartani, e sua statua I.
Poroselene, delfino meraviglioso, che ivi vedevasi I.
Portici prima di arrivare al Ceramico in Atene I.
Portico Regio in Atene I. - statue di terra cotta che l'adornavano, ivi. - altre statue ivi dappresso I.
Portico dietro il portico Regio, e pitture che lo decoravano I. - di Adriano, e sua magnificenza I.
Portico Persiano in Sparta I.
Posidio, luogo diserto III.
Potamii, borgo dell'Attica, e suoi monumenti I.
Poto, artista, e sue opere II.
Potideati, loro dono a Delfo IV.
Potnie, citt rovinata di Beozia III. - culto, e bosco sacro di Cerere e Proserpina, ivi.
Prasia, borgo dell'Attica, e suoi monumenti I.
Prassia Ateniese, scultore, fa parte de' bassirilievi sul frontispizio dei tempio di Apollo in Delfo IV.
Prassidiche Dee, loro tempio in Aliarto III.
Prassitele, sua opera  il soldato ed il cavallo presso la porta di Atene I. - sue statue di Cerere, Proserpina, e Jacco I. - suoi figli, e loro opere I. - suo Satiro celebre I. - aneddoto fra lui e Frine, e dono che le fa della statua dell'Amore I. - sua statua di Diana Brauronia I. - statue de' Dodici Dei in Megara I. - suo Satiro in Megara I. - sua statua della Persuasione, e di Paregoro, ivi - statua della Fortuna, ivi - sue opere nel tempio di Apollo Prostaterio in Megara I. - statua di Latona I. - suo Mercurio, che porta Bacco II. - suo Bacco in Elide II. - sue opere in Mantina III. - in Plata III. - in Tebe III. - sue opere in Tespia III. - statua di Trofonio III.
Prassitele, suoi figli, e loro opere III.
Pratino, suo sepolcro I.
Preto, monumento della sua pugna con Acrisio I. - talami delle sue figlie I.
Preugene, suo sepolcro, e funerali III.
Pritano in Atene, ove posto I. - monumenti che lo decorano, ivi.
Pritano (nel), tribunale di Atene I.
Pritano di Olimpia II.
Procle, tiranno di Epidauro, suo sepolcro I.
Promaco Pellenese, onori da lui ricevuti in Pellene III.
Prometeo, residuo dell'argilla, colla quale form l'uomo IV. - sua ara I. - monumento I.
Prone, monte presso Ermione I.
Pronomo, sua arte in suonare le tibie, e suo ritratto III.
Propili della cittadella di Atene I. - di Corinto I.
Proserpina sua statua I. - Salvatrice, suo tempio I.
Prospalzj, borgo dell'Attica, e suoi monumenti I.
Protofane Magnesio avea le costole unite I.
Protogene Caunio pittore, sue opere I.
Psifo, mare I. - olivo selvatico che ivi vegeta I.
Psittala, isola davanti Salamina I.
Psofide, citt di Arcadia, sua storia, e monumenti III.
Psofide, cittadella de' Zacintj III.
Psofidj, loro dono in Olimpia II.
Ptol, cosa fosse III.
Ptolico Eginese, scultore, sue opere II.
Ptoo, monte della Beozia III. - tempio di Apollo ivi, e tradizione sopra Ptoo, ivi - oracolo che ivi esisteva, ivi.
Pudore, sua statua I.
Puri Dei, chi siano III.
 R
Ramnunte, borgo dell'Attica, e culto di Nemesi ivi osservato I.
Rario, campo presso Eleusi, il primo ad essere seminato I.
Re, magistratura di Atene I.
Reco Samio primo a fondere il bronzo III.
Rhetoi vedi Correnti.
Rhun vedi Corrente.
Rio, promontorio dell'Acaja III.
Ripe, citt dell'Acaja rovinata III.
Romani loro guerra con Pirro I.
 S
Sacada Argivo, suo sepolcro I.
Saggi della Grecia I.
Salamina, e Salamine, isola sulle coste dell'Attica I. - sua storia ivi. - tempio di Ajace I. - di Diana I. - di Cicreo, ivi. 
Samia, citt II.
Samico villaggio della Ela II. - spelonca delle Ninfe Anigridi II.
Sane, citt della Tracia II.
Santippo Ateniese, sua statua I.
Sardegna, sua storia, e dono in Delfo IV.
Sarmati loro corazze I.
Saronico, mare perch cos chiamato I.
Saronie, feste in onore di Diana I.
Satiri, loro isole nell'Atlantico I.
Satiro celebre di Prassitele I.
Satrapa, sua statua II.
Sauro rupe II.
Scambonidi, borgo dell'Attica I.
Scenoma, luogo in Sparta I.
Schenunte, luogo di Arcadia III.
Schiste, via presso Delfo, ove Edipo uccise Lajo IV.
Scia, luogo di Arcadia III.
Sciade, luogo in Sparta dove si ragionava I. 
Sciati, monte di Arcadia III.
Scillo, promontorio dell'Argolide I.
Scillide, e Dipeno, scultori, loro statua di Minerva in Cleone I. - loro opere in Argo I.
Scillide Sciono, suo ritratto, ed arte in tuffarsi sotto acqua IV.
Scillunte, citt del Peloponneso, suoi avanzi II. - ritiro di Senofonte II.
Scioni, loro spoglie appese al Pecile di Atene I.
Scira, fiume della Laconia, sua foce I.
Sciro Augure Dodono I. - luogo ove cadde, ivi.
Sciro luogo, che s'incontra sulla via di Eleusi I.
Scirone, sue scelleraggini I.
Scironia, via I.
Scopa Pario, scultore, sue opere in Megara II. - in Sicione I. - in Elide II. - in Gortine III. - sua Ecate I. - suo tempio di Minerva a Tegea III. - sue opere in Tegea III. - presso Tebe III. - in Tebe III. 
Scotita, villaggio della Laconia I.
Scotussa, citt II.
Selasia, citt di Laconia, sue rovine I.
Selemno, fiume, sua foce III. - tradizione sopra di esso, ivi.
Seleucia edificata da Seleuco sul Tigri, e popolata di Babilonesi I.
Seleuco, capitano di Alessandro, sue gesta, e morte I. - suo elogio I.
Selino, fiume dell'Acaja III.
Selinunte, villaggio della Laconia I.
Selinunzj, loro tesoro in Olimpia II.
Semele, suo monumento III.
Senodica, suo sepolcro I.
Senofilo, scultore I.
Senofonte lo storico si ritira a Scillunte II.
Senofonte Ateniese, scultore, sue opere in Megalopoli III. - in Tebe II.
Sepia, monte di Arcadia, e serpenti, che ivi nascono III.
Sepolcri sulla via dal Pireo ad Atene I. - da Megara a Corinto I.
Serambo Eginese, scultore, sue opere II.
Serapide suo tempio in Atene I. - suo culto quando ivi introdotto, ivi - suoi tempj in Egitto, ivi.
Serpenti, loro veleno III.
Serse porta via le statue da Atene I. - sua tenda I.
Sfatteria, isola avanti Pilo II.
Sferesi, chi essi siano I.
Sfero, suo sepolcro I.
Sfinge, chi fosse, e dove assaliva i viandanti III.
Sfragidio antro III.
Siadra, Spartano, scultore II.
Sibariti, loro tesoro in Olimpia II. - situazione della loro citt, ivi.
Sibille, chi fossero, e nomi di alcune di esse IV.
Sicilia, suoi popoli II.
Sicionj, loro storia I. - loro maniera di seppellire I. - sepolcro di quelli morti a Pellene, e Dime degli Achi I. - loro processione ivi. - loro tesoro in Olimpia II. - a Delfo IV.
Sifnj, loro tesoro a Delfo IV.
Silanione Ateniese scultore, sua opera in Olimpia II.
Sileno, pietra sulla quale si ripos I. - suo tempio in Elide II.
Silenzio, sua strada in Elide II.
Silla, sue crudelt, e guerra contro Mitridate I. - III.
Simone Egineta, scultore, sue opere in Olimpia II.
Simonide alla corte di Gerone in Siracusa I.
Sini, ladrone, e sua scelleraggine I. - ucciso da Teseo I.
Sinnoone, scultore II.
Sipta, castello della Tracia II.
Siracusani, loro dono a Delfo IV.
Sire, luogo di Arcadia confine de' Clitorj, e degli Psofidj III.
Siria Dea, suo tempio II. - suo tempio, e culto in Egira di Acaja III.
Sirma di Antigone, luogo della Beozia III.
Siro, fiume di Arcadia III.
Sita, fiume della Sicionia I.
Smeno, fiume della Laconia I.
Smicito, suoi doni in Olimpia II.
Smilide Egineta, scultore, sue Ore nel tempio di Giunone in Olimpia II.
Socrate scolpisce il Mercurio Propilo, e le Grazie nella cittadella di Atene I. - testimonianza della Pizia in suo favore, ivi.
Socrate, scultore Tebano lavora alla statua di Cibele III.
Sofocle, suo ritratto nel Teatro di Atene I.
Sofronistere, pietra scagliata contro Ercole che lo fece ritornare in senno III.
Soida Naupattio, scultore, sua Diana Lafria III.
Sole, sua contesa con Nettuno I. - concede l'Acrocorinto a Venere I.
Solone Legislatore, sua statua di bronzo I.
Somide, scultore, sue opere in Olimpia II.
Sonno, sua statua I.
Sorone, querceto, III. - caccia che ivi si fa, ivi.
Sosipolide, Genio degli Eli II.
Sostrato, suo sepolcro III.
Soteria, suo tempio in Egio III.
Sparta, capitale della Laconia, sua storia I. - sua situazione, e monumenti I. - cittadella I.
Spintaro Corintio, architetto del tempio di Delfo IV.
Stadieo Ateniese, scultore II.
Stadio di Atene, e sua magnificenza I. - edificato da Erode Ateniese di marmo pentelico, ivi - di Argo I. - di Corinto I. - di Epidauro I. - di Egina I. - di Olimpia II. - di Mantina III. - di Megalopoli III. - di Tegea III. - di Tebe III. - di Delfo IV.
Stenelo, suo sepolcro I.
Steniclerica, pianura II.
Stenide Olintio, scultore, sue opere II.
Stige, acqua che nasce in Arcadia, e sua natura III.
Stinfalidi, vedi Stinfalo.
Stinfalj, popolo Arcade riunito agli Argivi, e loro tradizione sopra Giunone III.
Stinfalo, citt Arcado-Argiva, sua storia, e monumenti III. - lago ivi prodotto, ivi - sorgente, ivi - uccelli, che vi nascevano III.
Stinfalo, fiume III.
Stiri, citt della Focide, suoi monumenti, e storia IV.
Stomio, scultore, sue opere in Olimpia II.
Stratone, scultore I.
Strongilione, scultore, sue opere, ed arte nel fare animali III. - sua Diana in Megara I.
Strutunte, promontorio dell'Argolide I.
Sumezia, citt di Arcadia distrutta III.
Sunio I. - porto, ivi - tempio di Minerva Suniade, ivi.
 T
Taigeto, monte della Laconia, da chi ebbe nome I. - sue punte I.
Talame, luogo della Laconia I.
Talao, figlio di Biante, suo sepolcro I.
Talete Gortinio, libera i Lacedemonj dalla peste I.
Taleto, una delle sommit del Taigeto, sacra al Sole I.
Taltibio, suo monumento I. - in Egio III.
Tanagra, citt della Beozia, sua storia e monumenti III.
Tano, fiume I.
Tantalo, sue ceneri, ove giacciano I.
Tarassippo, chi fosse II.
Tarentini, loro dono in Delfo IV.
Tartesso, fiume, e citt II.
Tasj, loro dono in Olimpia II.
Taumasio, monte presso Metidrio III.
Teagene, atleta, e suoi fatti II.
Teagene, tiranno, fontana da lui edificata in Megara I.
Teatro di Atene I. - da chi finito I. - di Corinto I. - di Fliunte I. - di Argo I. - di Epidauro I. - di Egina I. - di Sparta I. - di Elide II. - di Megalopoli III. - di Tebe III. - di Tanagra III. - di Tespie III.
Tebani, loro doni in Delfo IV - loro tesoro ivi IV.
Tebe, capitale della Beozia, sua storia III. - sua descrizione III. - porte, ivi - guerra sostenuta contro gli Argivi III. - sepolcro di que' che morirono nella presa fattane da Alessandro III. - tempio di Apollo Ismenio III. - di Ercole Promaco III.
Tebe di Egitto, distrutta da Tolomeo Filometore I.
Teganusa, isola II.
Tegea, citt di Arcadia, suoi monumenti, e storia III. - suo tempio famoso di Minerva Alea III. - tempio di Minerva Poliatide III. - foro III. - legislatori, ivi - sue trib III.
Tegeati, loro doni a Delfo IV.
Telamone, sue sepolcro III.
Telchini, passati in Beozia III.
Telesilla, poetessa, monumento che la rappresenta I. - suoi fatti, ivi.
Telesta Lacedemonio, scultore II.
Telpusa, citt di Arcadia, sua storia, e monumenti III.
Tematia, monte della Messenia II.
Temenio, luogo dell' Argolide I.
Temeno, suo sepolcro I.
Temeno (le porte di) citt della Lidia, e meraviglie ivi scoperte I.
Temessa, Genio che l'infestava, e come ne fu liberata II. - pittura che la rappresentava II.
Temide, suo tempio I.
Temiscira sul Termodonte, assediata da Ercole I.
Temistocle, fa del Pireo l'arsenale di Atene I. - suo sepolcro I. - sue ceneri trasportate di Magnesia, ivi - suo ritratto nel Pritano trasformato in un altro I. - la Pizia ricusa i suoi doni IV.
Tenaro, suo monumento I.
Tenaro, promontorio della Laconia I. - tradizioni sopra di esso, ivi.
Tenea, citt, sua distanza da Corinto I.
Teneatica, porta dell'Acrorocorinto I.
Tenee, fonti III.
Tenero, campo di Beozia III.
Tenne, eroe, tradizione sopra di lui IV.
Teocle Lacedemonio, scultore, sue Esperidi II. - sue opere II.
Teocosmo, scultore Megarese, lavora alla statua di Giove in Megara I. - sue opere a Delfo IV.
Teodetto Faselita, sua tomba I.
Teodoro, attore tragico, suo sepolcro, ivi.
Teodoro di Teleclo Samio, primo a fondere il bronzo III. - sua incisione sopra uno smeraldo, ivi - fa la Sciade agli Spartani I.
Teomelide, luogo in Sparta I.
Teomnesto Sardiano, scultore, sue opere in Olimpia II.
Teopompo Eginese, scultore, sua opera in Delfo IV.
Teoxenj, giuochi m onore di Apollo presso Pellene III.
Tera, la parte del Taigeto, che  fra le punte I.
Terapne, villaggio della Laconia, perch cos chiamato I.
Tereo, marito di Progne, e sua scelleraggine I. - sua morte, e sepolcro I.
Termopili, descrizione di questo passo I.
Terone Beoto, scultore, sue opere II.
Terra, suo tempio, e sacerdotessa III. - sua statua in atto di pregare Giove I. - Curatrofe, e suo tempio I.
Terremoti, loro natura, ed effetti III.
Terrore, sua immagine I.
Teseo, suoi regolamenti I. - stabilisce in Atene la democrazia, ivi - risale sul trono dopo la morte di Menesteo, ivi - suo tempio in Atene I. - pitture che lo adornano, ivi - rivale di Minosse per Periba, ivi - dono che riceve da Anfitrite, ivi - racconti sulla sua prigionia, ivi. - muore in Sciro I. - le sue ceneri sono trasportate da Cimone in Atene, ivi - epoca della edificazione del Tempio I. - luogo in Atene donde insieme con Piritoo part per Sparta, e per la Tesprozia I. - sua bellezza, e forza dimostrata al tempio di Apollo Delfinio I. - stabilisce il culto di Venere Pandemo, e della Persuasione I. - dimentica di cangiare le vele negre, ivi - rappresentato mentre combatte col Minotauro I. - suo coraggio mostrato mentre era fanciullo, I. - favola del toro da lui ucciso I. - suo Eroo presso Colono Ippio I. - si purga della morte di Sini I. - uccide Procruste I. - vince Cercione I. - uccide Timalco figlio primogenito di Megreo Re di Megara I. - suo sasso I.
Tespia, citt di Beozia, sua storia, e monumenti III. - culto dell'Amore III. - suo foro III.
Tesprozia, cose degne di esservi vedute I.
Tessali, loro dono in Olimpia II.
Tetide, suo tempio in Sparta I.
Tetteo, ed Angelione, scultori, fecero la statua di Apollo in Delo I.
Teumesia, volpe, e tradizione sopra di lei III.
Teumesso, luogo sulla via fra Tebe e Calcide, e tradizione sopra di esso III.
Teuti, citt di Arcadia, sua storia, e monumenti III.
Teutrone, luogo della Laconia I.
Tiadi, donne consagrate a Bacco IV.
Tiasa, fiume della Laconia I.
Tideo, suo sepolcro III.
Tieste, suo sepolcro I. - sciagure della sua casa, ivi.
Tifa, citt di Beozia sul mare, e suoi monumenti III.
Tilaco, scultore, sue opere II.
Tilfusio, monte, e Tilfusa, fonte della Beozia, e tradizione sopra di esso III.
Timante, atleta, sua morte II.
Timeneto, pittore, suo lottatore I.
Timone, misantropo, sua torre I.
Timoteo di Conone, sua statua I. - sua tomba I.
Timoteo Milesio, sua cetra appesa allo Sciade, e sua condanna I.
Timoteo, scultore, sua statua di Esculapio I.
Tirpo, monte fra Scillunte e l'Alfo II.
Tirea, castello dell'Argolide I. - battaglia singolare che ivi avvenne fra gli Spartani e gli Argivi, ivi.
Tireo, citt rovinata di Arcadia III.
Tiresia, suo sepolcro III.
Tiridi, punta del promontorio Tenaro I.
Tirinto, citt distrutta dell'Argolide, sue rovine, e mura I.
Tisagora, artista, fa statue col ferro IV.
Tisameno Elo, aneddoto sulla sua vita I. - indovino, o augure degli Spartani, ivi.
Tisandro, scultore, sue opere a Delfo IV.
Tisbe, citt di Beozia, suoi monumenti, e feste ivi celebrate in onore di Ercole III.
Ttane, monte, da chi trasse nome I.
Titorea, citt della Focide, sua storia, e descrizione IV. - suoi olivi IV.
Titronio, citt della Focide IV.
Titto, monte della Epidauria I.
Tiunte, fiume di Arcadia III.
Tizio, suo monumento IV.
Tocnia, citt di Arcadia III.
Tolmide, e sue gesta I.
Tolo, edificio in Atene I. - statue di argento che vi sono, ivi - eroi eponimi delle trib di Atene, ivi - edificio presso Epidauro, e pitture di Pausia, che lo decorano I.
Tolomeo di Lago, e sue gesta I.
Tolomeo Cerauno, uccide, ingrato, Seleuco I. - sua morte, ivi.
Tolomeo Egizio, soprannomato Filadelfo, d nome ad una delle trib di Atene I. - sue gesta I. - suo ginnasio in Atene I. - suo ritratto, ivi.
Tolomeo Filometore, e sue gesta I.
Tomace, monte I.
Trachi, monte presso Orcomeno III. - sua storia, e descrizione III.
Trago, fiume III.
Trajano, sue gesta, statua, e opere II.
Trapezunte, citt di Arcadia III.
Trasibulo, suo sepolcro I. - sue gesta I.
Trasimede, scultore da Paros, sua statua di Esculapio I.
Treto, strada presso Nemea I.
Trezene, mirto forato, ivi esistente I.
Trezenia, distretto dell'Argolide, sua storia I.
Trib di Atene, vedi Atene. 
Tricoloni, citt di Arcadia III.
Tricrana, isoletta avanti l'Argolide I.
Tricrene, luogo, e sorgenti di Arcadia III.
Trifilia, distretto del Peloponneso II.
Trigono, tribunale di Atene I.
Trinaso, fortezza nella Laconia I.
Triodi, luogo di Arcadia III.
Tripodi, nome di una strada di Atene, e monumenti che vi sono I. - di bronzo ad Amicle I.
Tripodisci, castello I.
Trita, citt degli Achi, sua descrizione. e storia III.
Tritone, torrente in Beozia III.
Tritone, conservato in Tanagra III. - notizie sopra questi mostri III.
Tritonide, fonte III.
Trittolemo, suo tempio, e statua in Atene I. - tradizione sopra di lui, ivi - suo tempio in Eleusi I. - sua area, ivi.
Troco, luogo dell'Argolide I.
Trofonio, suo bosco, tempio, oracolo, e culto a Lebada III. - origine del suo oracolo III.
Troja, sua presa rappresentata in pittura nel Pecile I.
Tronio, citt della Tesprozia II.
Tropa, villaggio III.
Tucidide, richiamato dall'esilio per opera di Enobio  ucciso I. - suo sepolcro in Atene presso le porte Melitidi, ivi.
Turia, citt de' Messenj data da Augusto ai Lacedemonj IL 
Tutoa, fiume di Arcadia III.
Tyrba, festa in onore di Bacco I.
 V
Velo di lana in Olimpia II.
Venere, suo tempio al Piro I. - onorata dai Cnidj, ivi. - soprannomata Acra, Dorica, Eupla, ivi - Cnidia, ivi - Coliade, I. - sue statue nel tempio di Marte I. - Urania, suo tempio, e culto I. - sua statua opera di Fidia, ivi - suo culto introdotto da Ego in Atene, ivi - suo tempio in Atmone, ivi - suo tempio negli orti I. - simulacro di Venere Urania, ed iscrizione che vi si legge, ivi - statua, opera di Alcamene, ivi - Pandemo, e suo culto I. - sua statua in Elide II. - edicola sulla via di Eleusi I. - Epistrofia, suo tempio in Megara I. - altro suo tempio in Megara, e suo cognome di Prassi I. - Melanide, suo tempio in Corinto I. - suo tempio nell'Acrocorinto I. - in Sicione I. - Nicefora. I. - Urania, e suo tempio in Argo I. - Catascopia, e suo tempio in Trezene I. - Acra, e suo tempio in Trezene I. - Ninfa, e suo tempio I. - Pontia e Limenia, e suo tempio I. - Morfo, e suo tempio singolare in Sparta I. - Armata, ivi - Oftalmitide, sua statua, e edicola I. - Urania, e suo tempio in Elide II. - suoi antichi simulacri in Tebe III.
Venti, loro ara, e sacrificio I.
Verecondia, suo altare in Atene I.
Vesta, sua statua nel Pritano I.
Via sacra da Atene ad Eleusi I. - Scironia I. - a Titane da Sicione I.
Ulisse, perde le cavalle, ed erigge un tempio a Diana Eurippa, ed una statua a Nettuno III.
Vulcano, suo tempio in Atene I. - tradizione della sua caduta, e della sedia artificiosa colla quale leg sua madre Giunone I. - pittura che rappresenta questo fatto, ivi - sua ara nell'Eretto I.
 Z
Zarace, citt della Laconia I.
Zarece, eroe, suo tempio I.
Zefiro, sua ara I.
Zenone di Mnasea, suo sepolcro I.
Zeto, suo sepolcro, e tradizione sopra di esso III.
Zoetia, da chi edificata III.
Zostere, borgo dell'Attica, e suoi monumenti I. - etimologia del suo nome, ivi.
...
FINE.
